Alemanno superstar, incontra Berlusconi e fonda Italia Popolare.

Gianni Alemanno
ALEMANNO, PRESUNTO SUCCESSORE? 

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno è stato a colloquio a Palazzo Grazioli per oltre un’ora con Silvio Berlusconi. Non è filtrato granché dopo l’incontro, ma su Twitter l’ex ministro all’Agricoltura ha fiatato tanto quanto basta per capire i giochi. Il primo cittadino ha dato appuntamento per “Domenica 16 alle ore 10 al Teatro Olimpico di Roma dove partecipiamo tutti alla manifestazione per un @Italia_Popolare”.

La decisione del movimento Italia Popolare circolava già da un pezzo a Roma, alcuni quotidiani ne han dato notizia già stamane. Si tratta di una sigla, un movimento che dovrebbe sostenere le istanze e le aspettative dei moderati filomontiani e, al tempo stesso, si somma alla Rete Attiva X Roma, una vasta gamma di associazioni che potrebbero essere decisive in questa corsa dove al momento c’è solo un competitor, poiché il centrosinistra, dopo l’abbandono di Zingaretti che ha optato per la poltrona di governatore del Lazio, tra primariette e revanche politiche sta ancora decidendo chi candidare.

La novità più clamorosa è data comunque dalla concomitanza dell’incontro di Alemanno annunciato dopo l’incontro con Berlusconi con quello fissato qualche giorno prima da Giorgia Meloni e Guido Crosetto al teatro Brancaccio. I due hanno manifestato la netta discontuinuità con le ambizioni del Cavaliere di competere per palazzo Chigi il quale ha mandato per aria un  bel po’ di lavoro fatto per le primarie sia dall’ex ministro della Gioventù che dal segretario Angelino Alfano. 200 mila firme raccolte a vuoto.

Una pessima figura per il Cavaliere e la credibilità del partito. Dal quartier generale della Meloni bocche cucite, come quelle di Crosetto. Evidentemente non vogliono scoprire le carte. I rumors romani parlano di un nuovo movimento per aggregare i delusi del Pdl alla stregua degli ex An Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri, che hanno già presentato “Centrodestra nazionale”, parallela a Italia Protagonista, la corrente interna degli ex colonnelli che più di qualcuno nel partito racconta di una loro clamorosa retrocessione a “semplici sergenti”.Con tutta evidenza l’ex Premier, da giocatore d’azzardo qual è, ha capito in anticipo i movimenti degli ex fidi (Meloni, Crosetto da una parte; Gasparri e La Russa dall’altra) e ha chiesto ad Alemanno (quindi usando vecchi amici) di sparigliare le carte per far saltare le loro operazioni.

Almeno domenica prossima quella della Meloni, che tra i giovani raccoglierebbe molti consensi. Non si sa Alemanno in cambio (politico) di cosa abbia prestato il fianco al Cavaliere, ma i sospetti puntano tutti sul fatto che, eventualmente bocciato Alemanno nella corsa in Campidoglio, il Cavaliere gli riserverebbe nel partito qualche posto politico di rilievo, fermo restando l’eventualità che se si dovesse votare anticipatamente cade l’obbligo di dimissioni anticipate per i sindaci che aspirano a candidarsi al Parlamento.

E con la legge attuale (perché con le dimissioni di Monti non faranno più in tempo, contenti molti, a modificare il Porcellum) chi deciderà le nomine in Parlamento sarà sempre Silvio da Arcore, come Pigi Bersani per il Pd. Si spiega il silenzio dei cortigiani del Pd, quanto quello dei pretoriani del Pdl.  Alemanno fino allo scorso mese era uno dei più acerrimi sostenitori del “ricambio generazionale”. Il primo a parlare nel Pdl, dopo l’avventura renziana nel Pd, di “azzeramento totale”, a partire “dall’improponibilità” della ricanditura di Silvio Berlusconi. Adesso la scelta di Italia Popolare rompe le uova nel paniere di Crosetto e Meloni che rimarranno isolati e senza ricandidatura, come ha deciso il supremo capo del Pdl.

“Chi mi volta le spalle è un traditore”, aveva detto minaccioso Berlusconi riferendosi ai “strani movimenti politici” di Alfano. La scelta del sindaco è probabilmente dettata da tanti fattori, ma restava l’unico degli ex An a conservare l’anima sociale dentro il Pdl, in dissolvenza. Sicuramente ci sarà dell’altro. Forse Berlusconi starà pensando ad Alemanno come suo successore? Non è del tutto esculso dopo l’esperienza di Alfano e le liti interne tra il segretario e Marcello Dell’Utri, che nonostante tutto è stato e resterà l’ombra (oscura) del Cavaliere. Ne sapremo di più dopo il 16.