Progetto Sud nasce senza progetto e orfano dei Governatori.

Carfagna Alfano Caldoro  progetto sudPer il Centrodestra oggi è stata una lunga giornata. Almeno per quanti sono stati chiamati a realizzare questo fantomatico “Progetto Sud”, pieno di suspance, come piace al vecchio leader del Pdl Silvio Berlusconi. In via dell’Umiltà, (e non a palazzo Grazioli, come si era detto) raccontano i bene informati, c’è stato un via vai interminabile di personaggi più o meno tali e un lungo incontro tra il segretario del Pdl Angelino Alfano ed i protagonisti del progetto di una lista del Sud alleata al Pdl in vista delle prossime elezioni politiche.

Nella sede del partito sarebbero stati presenti l’ex ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto e i governatori di Calabria, Campania, Molise, Abruzzo Giuseppe Scopelliti, Stefano Caldoro e Michele Iorio e Gianni Chiodi presidente dell’Abruzzo. Al centro della discussione la possibilità di dare vita appunto ad una lista per il Sud che sia alleata del Pdl alle prossime elezioni politiche, insieme a “Grande Sud” di Micciché e l’Mpa di Lombardo. Una sorta di listone che dovrebbe bilanciare l’asse con la Lega in via di definizione al Nord.

L’accordo secondo alcuni sarebbe naufragato, secondo altri, invece, sarebbe stato raggiunto con riserva. In ogni caso domani (4  gennaio) in una nuova riunione a Roma saranno aggiornate le decisioni. Da ciò che filtra negli ambienti del Pdl Angelino Alfano potrebbe assentarsi per via dei rapporti inclinati con Micciché. Tornando ad oggi, i governatori avrebbero in un  primo tempo rifiutato un impegno diretto dando comunque la loro piena disponibilità a collaborare per la realizzazione del progetto ideato dal’ex premier.

Probabilmente i presidenti potrebbero impegnarsi dall’esterno con un semplice sostegno alle mire elettoralistiche di Berlusconi, anche con liste che portano il loro nome, le cosiddette “liste Coca cola” tanto odiate da Angelino Alfano, dove dovrebbero confluire i maggiorenti degli esecutivi di regione. Finora è dunque tutto in progress. Non c’è niente di definitivo. In realtà di programmi per il Mezzogiorno non c’è nulla. Questo, i quattro governatori di regione lo hanno capito bene fin dall’inizio tanto è vero che su Twitter proprio il governatore campano Caldoro afferma che “Non è un problema di liste. Occorre un programma per il Paese (e per il Sud).
Servono più idee in coalizioni”. Quindi secondo il socialista il Pdl sarebbe allo “sbando totale sul piano dei contenuti e delle proposte”.  Anche il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti nei mesi scorsi ha sempre rifiutato l’idea di candidarsi: «Non mi farò cacciare dalla Calabria», disse in una intervista riferendosi a chi (come ad esempio i fratelli Gentile, Nino Foti e altri pseudo fedelissimi) auspicavano un suo impegno diretto in Parlamento per lasciare mani libere sulla Regione destinataria in questi anni di miliardi di euro del Por Calabria 2007/2013 e del prossimo 2014/2020. dell'utri berlusconi

Poi in seguito Scopelliti aggiunse che sarebbe stato disposto a candidarsi solo se glielo avesse chiesto il partito. Il partito gliel’ha chiesto ma, evidentemente, il presidente, insieme ai suoi colleghi,  ha ritenuto insufficiente o nulla la proposta politica di questo “Progetto Sud”. Nel diniego vi sarebbe tuttavia una ragione di fondo.

Nel caso del governatore calabrese – che è coordinatore regionale del Pdl – suonerebbe come una nota stonata la candidatura in una lista civica a supporto di un fantomatico progetto per il Sud. Da quello che si apprende, Scopelliti darebbe sì l’appoggio esterno a “Progetto Sud”, ma a Berlusconi e ad Alfano (grande assente al vertice dell’indomani) avrebbe già dato la disponibilità ad una candidatura nella lista ufficiale del Pdl e non in liste civiche fotocopia.

Del resto “Peppe” ha la sua di lista civica che porta il suo nome: “Scopelliti Presidente”. Va da sé che “l’appoggio esterno” si realizza anche per “quieto vivere” e principalmente per non dare ulteriori margini di vittoria al centrosinistra. Comunque sia, si tratta di tattiche elettorali per spiazzare il centrosinistra in vantaggio, per ora, in entrambi i rami del Parlamento, con il Senato sempre ago della bilancia, perché con il Porcellum gli equilibri si giocano su base regionale.

Secondo alcuni, sullo sfondo di questa pensata berlusconiana di metter su la lista del Sud, ci sarebbe il proposito di trovare un salvacondotto a Marcello Dell’Utri, – condannato per estorsione dal metodo mafioso – candidandolo nella Sicilia di Micciché con “Grande Sud”, il suo movimento, e archiviare in qualche modo le feroci diatribe verbali che vi sono state nelle scorse settimane tra il segretario Angelino Alfano e il cofondatore di Forza Italia.

Stesso discorso potrebbe valere per Cosentino candidato nella Campania di Caldoro (regione che vedrà forse candidata Mara Carfagna, assessore del governatore Caldoro) e con tutti gli altri in rotta di collisione con le premesse espresse dal segretario Alfano di non candidare condannati o “perseguitati” dalla Giustizia. Se questo sarebbe l’obiettivo, che senso avrebbe incitare la “fuga” dei governatori dalle loro rispettive regioni? Appunto, troppo riduttivo se non trovare l’uscita dalla porta principale: il Pdl.

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