Europee, domani milioni alle urne. Tra questi 2.736.251 di cani aventi diritto. Ecco la guida al voto. Intanto scoperti brogli a vantaggio di Silvio

Michela Brambilla in una fase della campagna elettorale di Forza Italia
Michela Brambilla in una fase della campagna elettorale di Forza Italia

Al voto, al voto, al voto! Tra insulti e colpi bassi reciproci tra Grillo, Renzi e Berlusconi è finita la campagna elettorale per le europee. Oggi, giorno di “pausa”. Per la verità non si è mai capito a cosa serva questo sabato di “riflessione” se non a dare ai candidati un giorno in più per fare “propaganda clandestina”.

Sono quasi 50 milioni gli elettori italiani che dovrebbero recarsi alle domenica alle urne. Oltre questi, secondo l’anagrafe canina, 2.736.251 di cani aventi diritto. Di razza o meticci, non importa. Unici requisiti è avere due anni compiuti e il chip che equivale al documento di riconoscimento. Pertanto non possono recarsi ai seggi i randagi. I cani presenti nei canili municipali non potranno beneficiare di questo diritto. Molte associazioni e centri sociali hanno protestato in nome del diritto al randagismo e dei cani immigrati in Italia. Ma dal Viminale la risposta è stata negativa. Tra gli aventi diritto, vi sono anche 152.319 cani votanti nelle circoscrizioni estere.

Un elettorato massiccio
Quello canino è un elettorato straordinariamente imponente. Non a caso molti esponenti politici, sfruttando la sensibilità affettiva di chi detiene animali domestici, ha preferito abbandonare i temi tradizionali e cari alla specie umanoide – come il carovita, l’economia e la disoccupazione – per abbracciare la battaglia animalista. Una scelta, questa, che potrebbe fare la differenza per il raggiungimento del quorum di Forza Italia, partito che per primo ha compreso l’importanza del voto animale. Aspetto molto importante è che rispetto all’elettorato umano – molto deluso per le promesse mancate della politica – nel mondo canino non esiste di fatto astensione.

Dudù a caccia degli indecisi
Dudù, l’amato barboncino di casa Berlusconi (quì l’intervista), è da settimane impegnato insieme “all’odiatissima” Michela Brambilla a richiedere i certificati elettorali canini. Chi lo ha incontrato nelle scorse ore dice che il barboncino è abbastanza stressato. “Ma farà di tutto – riferiscono fonti di palazzo Grazioli – per convincere fino all’ultimo dei suoi amici indecisi a recarsi alle urne”.

Ecco le istruzioni per il voto canino.
Ogni padroncino potrà accompagnare al seggio un solo Pet, pena l’allontanamento coatto da parte della municipale. Il padrone accompagnatore dovrà portare il cane al guinzaglio, fare le operazioni identificative di rito (in questo caso mostrare il certificato elettorale canino e sottoporre il cane alla scansione del chip). L’elettore di specie canina potrà esprimere una sola preferenza su “schede speciali”, ossia una sorta di opuscolo composto da 10 o più fogli (secondo la circoscrizione) formato A4, ognuno dei quali conterrà soltanto la foto a colori e a tutta pagina del volto dei leader di partito. A piè di pagina il simbolo ridotto del partito come riferimento per i presidenti di seggio che non conoscessero il viso del candidato.

Il padrone dovrà chinarsi e mostrare al cane il “l’opuscolo”. Regola rigorosa è che il referente non potrà girare una pagina della “scheda speciale” prima che passino 5 secondi. Il tempo massimo consentito è 10 secondi, pena l’annullamento del voto, se si anticipa o si sfora il tempo stabilito. Uno scrutatore nell’esercizio del voto animale sarà munito di un cronometro.

Quando il cane scodinzola o abbaia alla vista di un determinato “faccione”, il presidente di seggio, coadiuvato dagli scrutatori, annota in un apposito elenco la preferenza dell’animale al leader e alla lista prescelta.
Occorre però fare attenzione su un dettaglio di non poco conto: se il cane comincia a ruotare su se stesso oppure si alza su due zampe il voto sarà annullato in quanto segno evidente di riconoscimento. Una norma contestata da Forza Italia poiché nel voto della specie umanoide tale fattore viene ritenuto un “raffozativo” della volontà espressa dall’elettore. Ma tant’è.

Al padrone durante le operazioni di voto è vietato accarezzare il cane, men che meno offrire premi per non condizionare l’orientamento del cane.
Gli animali non potranno votare per le elezioni amministrative (comunali) a causa del voto disgiunto che potrebbe generare caos nei seggi e smarrimento negli animali.

Attenzione alle multe
Ai padroni degli elettori canini non è concesso sostare davanti ai seggi né prima né dopo le operazioni di voto. Insomma, non si potranno mostrare facsimili di opuscoli pena sanzioni fino a 5mila euro e la denuncia a piede libero. In caso di reiterate violazioni del Decreto unico di uguaglianza (D.u.d.u.) al cane sarà revocato il diritto al voto.
I padroni che dovessero portare al seggio cagnette in calore sono obbligati ad una comunicazione preventiva.

I primi brogli elettorali canini.
Nei seggi già da stamattina stanno arrivando i plichi speciali destinati all’elettorato di specie canina.
E in alcune regioni sono già comparse le prime irregolarità. Secondo quanto avrebbe appreso il Tg1 Rai, molti plichi sarebbero stati manomessi o alterati. Soprattutto nelle zone di Mantova, Chieti, Roma, Napoli, Caserta, Foggia e Reggio Calabria. In una serie di ispezioni disposte dalla procura di Napoli, il reparto cinofilo avrebbe sequestrato centinaia di plichi contenenti migliaia e migliaia di “schede” che avevano al loro interno soltanto fogli con il volto di Silvio Berlusconi (in foto).

Scheda canina Silvio Berlusconi -FI
Un facsimile di scheda canina

I primi sospetti degli inquirenti, che hanno aperto una inchiesta, si sono subito indirizzati verso Francesca Pascale, campana di nascita e adozione nonché amabile fidanzata del leader di Forza Italia.
Immediata la reazione degli azzurri.
La prima a intervenire stizzita è stata Michela Vittoria Brambilla, deputata forzista e “militante” animalista. “Si tratta – ha dichiarato la parlamentare di FI – di indizi debolissimi che non reggeranno una sola notte. Che a manomettere le schede sia stata Francesca è un illazione falsa e grottesca. Noi, a differenza della sinistra comunista che mandava i cani a morire in Siberia, amiamo gli animali”. In stretta sintonia i parlamentari Brunetta e Gasparri. Il consigliere politico di Berlusconi, Giovanni Toti si dice “sbalordito”, mentre la diretta interessata, contattata da secondopianonews.com ha preferito non commentare: “Provo solo grande amarezza”, ha detto singhiozzando la bella Pascale.

Opposte gli interventi del Pd di Matteo Renzi.
Il premier non ha inteso intervenire personalmente. Per lui, la Boschi e la Picierno che in una nota congiunta parlano di “un’antica inclinazione di Forza Italia a fare brogli. Il lupo perde il pelo ma non il vizio“. I candidati Pittella e Maiolo rincarano la dose e chiedono addirittura una commissione di inchiesta sull’accaduto.
Durissima la reazione di Beppe Grillo che dal sul suo blog annuncia un “Vaffa Pet” per l’autunno.
Niki Vendola va all’attacco sul voto di genere: “E’ intollerabile che sulle schede destinati ai nostri amici a quattro zampe non vi siano riferimenti alla parità”. A seguire anche Laura Boldrini che va oltre bollando come sessista e antidemocratica la scelta di inserire nelle schede un solo faccione e non uno maschile, uno femminile, uno omosex e, perché no, anche uno canino”.

Dudù e Francesca Pascale
Dudù e Francesca Pascale

Solo nel pomeriggio di sabato arriva una nota di Dudù che difende coi canini la sua padrona e attacca la sinistra responsabile, a suo avviso, di “speculare come sempre sulla pelle degli animali”. Quanto ai magistrati, il pet di Arcore afferma che si tratta delle “solite toghe rosse che vedono brogli dappertutto quando si tratta della partecipazione di Forza Italia”. Il ministro dell’Interno e leader del Nuovo Centrodestra, Angelino Alfano ha affermato che rafforzerà il presidio dei seggi disponendo ispezioni a tappeto per verificare eventuali altre irregolarità sulle schede canine. “Quanto successo oggi – ha detto l’ex delfino del Cav. – è molto grave. Mi fa specie che Berlusconi non abbia ancora detto una parola sull’episodio delle schede canine truccate e alterate“, ha concluso il ministro. Vedremo come andrà a finire domani.

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