Fitto sprona FI: "Uscire dal torpore e fare opposizione a Renzi". Pronti a elezioni anticipate

Raffaele Fitto intervistato su SkyTg24 da Maria Latella
Raffaele Fitto intervistato su SkyTg24 da Maria Latella

Forza Italia “deve rendersi conto” che non è più alleata del governo Letta. Che è arrivato il momento di fare vera opposizione al governo Renzi, nonostante un patto condiviso sulle riforme con la maggioranza. Il “dissidente” di Forza Italia, Raffaele Fitto torna protagonista del dibatitto politico italiano spronando il suo partito a smetterla con le “timidezze” e prepararsi anche ad un ritorno al voto, viste pure le “grandi perplessità” registrate sui temi sociali, economici e del lavoro nei sette mesi di governo Renzi. Mesi scaditi da una costante “politica degli annunci”.

“Forza Italia – dice intervistato da Maria Latella su SkyTg24 – deve essere pronta in caso di elezioni anticipate. Deve essere il motore trainante di una riorganizzazione del centrodestra. Ma se la percezione è quella di un’opposizione silenziosa che rischia di perdere credibilità, noi dobbiamo stare attenti e riposizionarci”.

Raffaele Fitto su SkyTg24“Le responsabilità del paese – argomenta l’europarlamentare pugliese – oggi sono nelle mani di Renzi e della sua maggioranza. Noi, seppur tra mille discussioni, abbiamo attivato con il patto del Nazareno un accordo sulle riforme e dobbiamo garantire, magari discutendo di più al nostro interno, un percorso per le riforme istituzionali, ma le politiche economiche e le scelte di questo governo a non ci appartengono”, chiarisce ai suoi Fitto.

Quindi “il tema che io pongo è che si caspisca e si faccia capire che noi siamo opposizione a questo governo e penso che sia indispensabile una opposizione a questo governo. Questo non solo per i nostri elettori, ma anche per un confronto dialettico, civile e democratico nel quale non ci sia un ragionamento intorno a Renzi. Vale a dire: se da dal nostro interno diciamo che Renzi è bravo e che dobbiamo addirittura sostenerlo non facendo opposizione, la cosa non va bene. In questo modo non ci comportiamo in linea con quello che è l’auspicio dei nostri elettori. E soprattutto non garantiamo una alternativa a questo governo. E l’evidenza che dimostra come vi sia bisogno di una vera opposizione l’ha data Renzi nella sua visita di ieri in Puglia”.

Matteo Renzi alla Fiera-del Levante a Bari (foto Ansa/Turi)
Matteo Renzi alla Fiera-del Levante a Bari (foto Ansa/Turi)

Troppo “immobilismo”, insomma, nuoce al partito il quale deve prepararsi a nuove sfide che non possono essere affrontate se fino al giorno prima si applaude il maggiore competitor.  Il pensiero del giovane leader è chiaro ed eloquente: per non rimanere schiacciati bisogna svegliarsi dal torpore e soprattutto parlarsi, non celarsi dietro uno deleterio unanimismo.

Poi sul suo ruolo di “dissidente” all’interno di Forza Italia ha sottolineato: “Io non sono abituato a rappresentare le fronde, perché le fronde si muovono nel silenzio, mentre io parlo pubblicamente. Da tempo vado dicendo che sia indispensabile aprire un dibattito nel partito. Non accetto, però, quanto accaduto l’altro giorno, perché nessuno ha titolo per dire alcune cose nel partito, serve un confronto aperto.

“Io non me ne vado. FI è il mio partito e intendo restarci”, ribadisce l’europarlamentare che riferendosi all’attacco nei suoi confronti da parte di Maria Rosaria Rossi rilancia: “Non accetto che mi si dica che le mie tesi le sostengo da un’altra parte: in quel caso replico. Io sostengo le primarie ed il bisogno di manifestare il fatto di essere una opposizione vera al governo Renzi. Qualcun altro no. Serve un dibattito sul territorio e un confronto per rivitalizzare.

Chi non è d’accordo lo rispetto, ma non accetto che si dica che le mie tesi vanno sostenute. Nel mio partito c’ero quando altri hanno compiuto scelte sbagliate e sono andati via. Ma sostenere le tesi che si faccia opposizione e che ci vogliono le primarie penso sia compatibile con la permanenza nel partito”, rileva Fitto. Con un monito: “Bisogna affermare con chiarezza chi siamo e il progetto politico che proponiamo. Siamo un partito sceso in cinque anni sceso da 13 a 4 milioni di elettori: a questo dobbiamo pensare”.

Raffaele Fitto intervistato su SkyTg24 da Maria LatellaRiferendosi alle elezioni per la Consulta, dove la candidatura di Catricalà pare sia stata impallinata proprio dai forzisti, Fitto stempera i toni e afferma che “i numeri indicano chiaramente che il voto è stato molto complesso tra i diversi gruppi parlamentari. Attribuire alle sole divisioni di Forza Italia l’esito della votazione sarebbe un errore. C’è un problema in diversi gruppi a partire dal Pd. Penso ci sia bisogno di un confronto maggiore con i gruppi parlamentari.

Lo dico senza polemica: sarebbe stato utile avere occasioni di un maggior coinvolgimento, avrebbe evitato situazioni da non attribuire a logica politica ma a un malessere generale. Violante e Catricalà – rileva – sono nomi di grande livello. Ma il tema è riuscire a fare in modo che i gruppi parlamentari non sappiano le indicazioni pochi minuti prima, ma siano maggiormente coinvolti. Questo eviterebbe i problemi. Ritengo che quanto sia successo non sia frutto del dissenso di un singolo o di un gruppetto, ma di una situazione più ampia”.

Critiche infine a Renzi sullo sblocco di investimenti per il Mezzogiorno e lo svincolo del patto di stabilità che erano anche questi “un annuncio” del premier. “Oggi è presidente del semestre europeo, ne sono passati tre e non se parla. Ieri in Puglia non ha accennato. Non ha ffornito finora nessuna terapia”. Poi sul ritorno del marò Latorre ribadisce “il clamoroso errore fatto dal governo Monti nel rispedirli indietro”.

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