Eletti Emilia Romagna, maggioranza solida per Bonaccini

La sede del Consiglio regionale dell'Emilia Romagna
La sede del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna

Nonostante il crollo verticale di affluenza in Emilia Romagna (37,7%), il centrosinistra con il 49,05% racimola una solida maggioranza: 32 seggi. Il Pd di Renzi ne porta a casa ben 30 su 50, (nel 2010 su 40 consiglieri ne prese 18) compreso quello del neo governatore Stefano Bonaccini. Due vanno a Sinistra Ecologia e Libertà. All’indomani della consultazione tutto prende forma e si delinea la nuova assemblea regionale che sarà convocata dopo la proclamazione degli eletti.

Eletti del Partito Democratico: Stefano Bonaccini (presidente).

Per la circosrizione di Bologna entrano Simonetta Saliera, Giuseppe Paruolo, Stefano Caliandro, Francesca Marchetti, Roberto Poli, Antonio Mumolo. Per Modena Palma Costi, Giuseppe Boschini, Luciana Serri e Luca Sabattini. Per Reggio Emilia Andrea Rossi, Roberta Mori, Ottavia Soncini, Silvia Prodi (nipote di Romano). A Parma Massimo Iotti, Barbara Lori, Alessandro Cardinali. A Piacenza Paola Gazzolo, Gian Luigi Molinari. A Ferrara Marcella Zappaterra, Paolo Calvano. A Ravenna Manuela Rontini, Gianni Bessi, Mirco Bagnari. A Forlì-Cesena Paolo Zoffoli, Valentina Ravaioli, Lia Montalti mentre a Rimini Giorgio Pruccoli e Nadia Rossi. Per Sel Igor Taruffi (Bologna), Yuri Torri (Reggio Emilia).

Il successo della Lega Nord fa guadagnare al Carroccio 9 seggi (nel 2010 ne conquistò 4): Alan Fabbri (candidato presidente),
Daniele Marchetti (Bologna), Stefano Bargi (Modena), Gabriele Delmonte (Reggio Emilia), Fabio Rainieri (Parma), Matteo Rancan (23 anni, Piacenza), Marco Pettazzoni (Ferrara), Andrea Liverani (Ravenna), Massimo Pompignoli (Rimini).

Cinque gli eletti del Movimento 5 stelle. Oltre alla candidata presidente Giulia Gibertoni entrano in consiglio Silvia Piccinini (Bologna), Gian Luca Sassi (Reggio Emilia), Andrea Bertani (Forlì-Cesena), Raffaella Sensoli (Rimini).

Misero il bottino di Forza Italia, che prende due seggi: uno per l’uscente Galeazzo Bignami, l’altro per Enrico Aimi. Alle passate elezioni conquistò 10 seggi come Pdl che includeva i fuoriusciti di Ncd oggi rimasti senza consiglieri. Infatti lista Alternativa per l’Emilia Romagna (che includeva anche Ncd, Udc e Popolari per l’Italia) guidata da Alessandro Rondoni con il 2,63 percento rimane fuori dal consiglio regionale.

A destra il piacentino Tommaso Foti è invece l’unico eletto di Fratelli d’Italia. A sinistra un seggio va alla lista “l’Altra Emilia Romagna”: Pier Giovanni Alleva (Bologna).

Adesso il primo atto dopo il voto è la proclamazione ufficiale dei nuovi 50 consiglieri (compreso il presidente della Giunta regionale) da parte della Corte d’Appello che avverrà dopo la conclusione delle verifiche dei Tribunali su base circoscrizionale provinciale.

Poi il presidente dell’Assemblea uscente, Palma Costi, non prima di quindici e non oltre trenta giorni dalla proclamazione dei candidati eletti a consigliere regionale, dovrà convocare la prima seduta consiliare del dopo Errani.