Fitto fa saltare il patto. Fi al Pd: “Traditori”. I Dem: “Meglio cosi”

Non ci sta, Raffaele Fitto, a questa lunga agonia di Forza Italia. Una settimana si e l’altra pure cerca di spronare i vertici dall’immobilisimo e da “clamorosi errori” nella gestione del partito. Lo fa da quando Berlusconi salì le scale della sede del Pd per sancire, col patto del Nazareno, la “morte” di Forza Italia. Mai ascoltato, anzi ha subito la lapidazione interna e rischiato l’espulsione.

Alla fine lo fa saltare, il patto, “dopo l’evidenza dei fatti” di cui i dirigenti Fi hanno “finalmente preso atto” con dichiarazione inpensabili fino a venerdì scorso. Rotto, archiviato. Il Pd, dal canto suo, non esterna preoccupazione: “Meglio così”, ribatte.

Lui, il dissidente del Sud, assume ora un ruolo centrale nel partito di Berlusconi. Viene premiato, non dai suoi, ma dal suo impegno controcorrente rispetto all’unanimismo che ha caratterizzato Fi. E ancora una volta affonda sulla dirigenza e sull’assenza di democrazia e confronto.

Azzerare tutto
“Ancora una volta – ha detto Fitto in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati – mi trovo a ribadire la necessità di un azzeramento totale degli organismi di partito.

Raffaele Fitto
Raffaele Fitto

Dopo quanto accaduto negli ultimi giorni, Forza Italia ha bisogno di questa mossa per aprire un confronto democratico sulla linea politica e sulla legittimazione dei quadri dirigenti del partito, sulla linea politica e sul suo assetto”.

Basta derogare. Basta ipocrisie
“Si tratta – spiega il dissidente azzurro – di aspetti sui quali non possiamo derogare, una svolta che è necessaria dopo gli errori clamorosi degli ultimi tempi e che noi chiediamo con forza, restando all’interno del partito: se questo confronto non si aprirà, lo faremo noi andando in giro per il Paese”.

Operazione verità
Con la conferenza stampa di oggi, abbiamo voluto mettere in atto una vera e propria operazione verità. E’ indispensabile uscire da una condizione ipocrisia e dire con chiarezza le cose come stanno: siamo in una palude e l’obiettivo è uscirne. Non si può essere uomini di tutte le stagioni”. “Non si può più fare finta di nulla, i risultati sotto gli occhi di tutti sia per quanto riguarda la gestione politica degli ultimi mesi sia per quanto riguarda la gestione del partito e dire “l’avevamo detto” è solo una magra consolazione”.

Insomma, per Fitto serve una vera svolta attraverso un meccanismo democratico. “Se con un congresso o con le primarie, ne discuteremo” purché “diciamo basta al patto del Nazareno”. Che il dissenso interno fosse vivo e in lotta, lo si era capito proprio durante l’elezione di Mattarella dove, una quarantina di voti mancanti sarebbero ascrivibili proprio ai dissidenti di Forza Italia.

Fine del patto del Nazareno
Berlusconi riunisce l’ufficio di presidenza e si rammarica per la conferenza stampa convocata da Fitto in concomitanza con la riunione a palazzo Grazioli convocata dell’eurodeputato “capo” dei frondisti anti-Nazareno.

Liberi di valutare di volta in volta
Ma alla fine della giostra le dimissioni annunciate dai dirigenti vengono respinte e, dando ragione a Fitto, il patto fra Renzi e Berlusconi viene “annullato”. Nella nota diramata al termine dell’Ufficio di presidenza si legge che Forza Italia “sarà libera di valutare quanto proposto di volta in volta, senza alcun vincolo politico derivante dagli accordi che hanno fin qui guidato, nello spirito e negli obiettivi, un percorso comune e condiviso che oggi è stato fatto venir meno dalla nostra controparte”.

Il Mattinale di Fi: “Ci avete tradito”
“Il cosiddetto Patto del Nazareno finisce qui – conferma Il Mattinale di Renato Brunetta. Prendiamo atto della rottura degli accordi e del tradimento della nostra buona fede da parte del presidente Renzi”. In sostanza gli azzurri denunciano “il metodo scelto dal Partito Democratico per arrivare alla designazione del candidato presidente, Sergio Mattarella. 

Lotti Luca
Lotti Luca (Olycom)

Le critiche al metodo per la scelta di Mattarella
“La stima e il rispetto, umano e politico, per la persona designata – si legge ancora nella nota forzista – non possono farci velo nel giudicare inaccettabili le modalità adottate nella trattativa tra le forze politiche dal partito di maggioranza relativa”. Infine arriva il mandato ai gruppi parlamentari di valutare come attuare quanto deliberato dall’ufficio di presidenza.

Le reazioni del Pd
Le reazioni non si son fatte attendere. Il ministro Maria Elena Boschi interviene per dire che “abbiamo una maggioranza ampia alla Camera. Andiamo avanti. Se ci ripensano, siamo qui”, afferma con tono glaciale. “Noi andiamo avanti sulle riforme. La prossima settimana si voterà da martedì a sabato”. 

“Contenti loro, contenti tutti. Ognuno per la sua strada, è meglio per tutti. Per noi, sicuramente”, sottolinea il colonello renziano Luca Lotti, mentre il deputato e membro della segreteria Dem, Ernesto Carbone affida a Twitter il suo pensiero: “Non è morto il patto del Nazareno, è morta Forza Italia”.

Forza Italia ribatte: “Pd arrogante”
“Oggi si è compiuto un grosso passo in avanti verso il necessario chiarimento politico soprattutto con i nostri elettori. Del resto, la reazione arrogante al documento approvato dal Comitato di Presidenza di Forza Italia da parte di alcuni esponenti fidati di Renzi dimostra che abbiamo colpito nel segno e che questa è la direzione giusta”, ha dichiarato il senatore azzurro, Altero Matteoli.

“Il segretario del Pd – aggiunge l’ex ministro berlusconiano – contravvenendo con la designazione unilaterale del nuovo Capo dello Stato agli accordi intervenuti con il famoso Patto del Nazareno, così preferendo agli interessi generali quelli del suo partito, si è assunto una grave responsabilità politica.

Diversamente, Forza Italia a quegli accordi si era attenuta fino al 29 gennaio scorso nonostante che essi non collimassero pienamente con i suoi interessi. In politica, come in fisica – osserva – ad un’azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Credo – conclude Matteoli – che la nostra sia legittima, corretta e giusta”.