Corruzione, l'asse Pd Ncd spinge la riforma. Forza Italia alle strette

Renzi e Alfano pd ncd
Renzi e Alfano

Non sono passate neanche 24 ore dalla rottura del patto del Nazareno tra Pd e Forza Italia che comincia in “sordina” la resa dei conti politica. A cominciare da quei provvedimenti tanto cari a Silvio Berlusconi come dalla norma sul falso in Bilancio.

Al termine del confronto anche l’asse Pd-Ncd rafforzato dal dopo Mattarella, ha trovato un punto d’intesa appunto sul falso bilancio, punito in modo ancora più duro in un testo messo a punto dal senatore alfaniano Nico D’Ascola (ex avvocato del Cavaliere). Il reato sarà perseguibile d’ufficio e non più a querela.

Si punta a restringere l’area della non punibilità tenendo conto della rilevanza del fatto e della dimensione dell’impresa, ci saranno sconti di pena per coloro che collaborano con la giustizia e il rafforzamento dell’efficacia del campo di azione delle norme, estendendole anche agli incaricati di pubblico servizio.

Resta l’inasprimento delle pene, cosi come disegnato sulle quali ci saranno interventi di armonizzazione. Ma ci sarebbe anche un rafforzamento di quelle accessorie con un aumento del divieto di contrattazione con la pubblica amministrazione per chi commette un reato di corruzione e passa da 5 a sei anni nel massimo la pena per il pubblico ufficiale a busta paga, ad oggi prevista con la reclusione da uno a cinque anni.

L’esame del ddl anticorruzione è stato chiesto a gran voce dal Movimento 5 Stelle che si è rivolto nei giorni scorsi anche a Mattarella, dopo che l’Aula del Senato ha bocciato una variazione del calendario che lo includesse e alla quale avevano detto si anche Sel e Lega.

Il provvedimento è, in realtà, in commissione Giustizia a Palazzo Madama e sul testo si sono innestate, sotto forma di emendamento, le proposte del governo. Da mercoledi si prosegue con l’esame del ddl che, ha detto oggi il Guardasigilli Orlando, ha già di fatto una corsia preferenziale. Anche se, aveva precisato stamane, il lavoro di approfondimento, non è mai tempo perso.

Nitto Palma (Fi): “Verificheremo col tempo, ma la norma proposta è criticata dalla stessa magistratura”
“Prendo atto con favore che il ministro Orlando ed il vice ministro Costa hanno annunciato che la maggioranza di governo ha raggiunto l’accordo sul testo in materia di corruzione. Il che fa immaginare che, finalmente, la commissione Giustizia del Senato potrà varare in breve tempo i disegni di legge in materia, troppe volte bloccati da iniziative governative spesso confuse o contraddittorie”, ha detto il senatore di Forza Italia Francesco Nitto Palma, presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama.

“Se poi il testo varato sarà davvero efficiente per il contrasto alla corruzione, sarà cosa che verrà verificata nel tempo. Certo è che molteplici, e a mio avviso fondate, sono le critiche che al testo governativo provengono dalla magistratura e dalla stessa autorità anticorruzione”, ha aggiunto.

Intanto, alla Camera si entra nel vivo sulla prescrizione: i termini per la presentazione degli emendamenti scadono il 12 febbraio in commissione Giustizia, dove pende il ddl che riguarda anche le intercettazioni, terreno di scontro da sempre fra centrosinistra e centrodestra. E in Transatlantico tra gli esponenti azzurri non manca chi giudica una “strana coincidenza” dell’annuncio fatto ieri dai vertici di Forza Italia sulla rottura del patto del Nazareno e l’accelerazione impressa dal governo sul fronte giustizia.

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