Elezioni regionali in Veneto, Salvini sbatte la porta a Ncd e Fi: "Con Zaia vinceremo da soli"

Elezioni regionali in Veneto -  Matteo Salvini con Luca Zaia
Matteo Salvini con Luca Zaia

“No ai ricatti di Ncd e Forza Italia, Alfano non può fare patti con noi in Veneto”. Matteo Salvini in una intervista al Mattino di Padova chiude ad ogni ipotesi di allearsi con le altre due gambe nel centrodestra perché, a suo avviso, alle prossime elezioni regionali in Veneto il governatore uscente Luca Zaia “vincerà da solo”.

Il leader del Carroccio critica la politica dei due forni del ministro Ncd: “Alfano è un campione – aggiunge – perché a Roma fa una cosa con Renzi e a Venezia l’esatto opposto con Zaia: i due principali problemi dell’Italia oggi sono lavoro e sicurezza. Le risposte del governo Renzi con il Jobs Act sono fallimentari mentre sulla sicurezza Alfano è addirittura il ministro dell’invasione clandestina. Zaia – ha detto Salvini – può vincere da solo perché è il miglior governatore d’Italia e la Lega è in grande ascesa”.

Elezioni regionali in Veneto - Mattino di Padova intervista Matteo SalviniLa strategia di Salvini punta a creare una nuova forza di centrodestra attorno a due emergenze: la disoccupazione e l’immigrazione. “In Veneto – dice – vogliamo portare avanti senza intoppi quello che abbiamo fatto in questi cinque anni. Senza stare lì a mediare, a trescare, a forzare la mano con gli alleati. Il Veneto è la regione meglio amministrata d’Italia e i giochini della vecchia politica non debbono diventare ostacoli sulla strada di Luca Zaia che gode di un vastissimo consenso, come dimostrano i sondaggi diffusi da istituti demoscopici autorevoli e indipendenti”.

I rapporti con Forza Italia Salvini non vuole romperli, ma sottolinea che il metodo portato avanti finora non è gradito alla Lega. “Vediamo – afferma – come si sviluppa il dibattito in Fi su Nazareno sì o no, riforme e Renzi sì o no. Sono divisi su tutto”. Per quanto riguarda la Lega alle prossime elezioni regionali in Veneto: “noi stiamo già scrivendo il programma e la squadra dei prossimi 5 anni perché si vota tra quattro mesi”.

“Zaia mi chiede di poter lavorare in tranquillità. La Lombardia ha copiato due sue proposte: gli ambulatori degli ospedali aperti di sera e nei giorni di festa per le visite e il contributo alle mamme e ai papà divorziati. Maroni li ha introdotti anche a Milano e quindi squadra che vince non si cambia a meno che qualche giocatore si metta da parte da solo o faccia dei clamorosi autogol. Alfano ha scelto un’altra strada e con Forza Italia vediamo come finirà il confronto sulle riforme istituzionali”.

Nei giorni scorsi, in Campania, altra regione chiamata al voto di maggio, era stato il coordinatore campano Gioacchino Alfano a sbattere la porta in faccia a Salvini dicendo a Stefano Caldoro (che ha annunciato la sua ricandidatura) che la prima condizione per l’alleanza con Forza Italia è quella di escludere la Lega di Salvini. Movimento che sarà presente in tutte le regioni chiamate alle urne.

Veti incrociati che già a novembre condussero alla bruciante sconfitta in Emilia Romagna e Calabria. Che Alfano e Salvini non si amino politicamente è risaputo. Bisognerà attendere la mediazione di Berlusconi per convincere all’unità del centrodestra, poiché come aveva detto Caldoro, solo “uniti si vince”. In Campania, in Veneto e nelle altre cinque regioni.