Riforme, rissa alla Camera tra M5S e Sel contro il Pd: "Ignora nostre proposte"

Rissa alla Camera 12-2-15Desolante rissa alla Camera. Deputati in piedi sui banchi a strattonarsi, il vicepresidente Roberto Giachetti costretto a sospendere più volte la seduta che è diventata incandescente dopo l’attacco al partito democratico da parte di Roberto Fico sulle riforme.

In precedenza era finito con un nulla di fatto la ricerca di un’intesa tra Pd e M5s per emendare il ddl sulle riforme. I due gruppi si erano incontrati negli uffici del governo e il Pd sembrava aver mostrato un’apertura.

Tre i temi indicati in aula dai grillini ci sono proposte di legge di iniziativa popolare, referendum senza quorum, il ricorso davanti alla Consulta sugli atti approvati dalla Camera. Ma a quanto riferito dal Movimento, i dem non hanno accettato la mediazione ed è andata in onda una delle scene già viste a Montecitorio.

“La pausa non ha portato buoni frutti e siamo al nulla di fatto. La nostra proposta di democrazia dal basso si poteva accettare. Alziamo le mani. Auguriamo buon lavoro e buona giornata ai colleghi”, ha detto la cittadina-deputata del M5s Fabiana Dadone, annunciando che non c’è l’accordo sulle riforme.

La rissa è scoppiata improvvisamente tra un deputato di Sel ed uno del Pd, con il primo che si è slanciato verso il secondo gridando “pezzo di m…”. Immediato l’intervento dei rispettivi colleghi dei due deputati e dei commessi, e la sospensione della seduta – ancora una volta – da parte del vicepresidente Giachetti.

Dopo l’intervento di Fico i deputati grillini hanno cominciato a gridare in modo ritmato “onestà, onestà”, battendo sui banchi le mani e i faldoni degli emendamenti. Giachetti ha iniziato a richiamare all’ordine i deputati di M5s, senza però riuscire a placare gli animi. Costretto a espellere Alessandro Di Battista, Carla Ruocco e Alfonso Bonafede, i più nervosi, Giachetti ha sospeso i lavori per consentire ai commessi l’allontanamento dei tre deputati dall’aula.

Rissa alla Camera 12-2-2015Il vicepresidente, dopo le sospensioni, ha fatto riprendere i lavori per una lunga seduta notturna ma è stata di nuovo rissa alla Camera. Dopo la bagarre in Aula e soprattutto dopo la lite tra deputati di Pd e di Sel, i gruppi di M5s, Fi e Lega hanno chiesto ripetutamente di interrompere i lavori e di riprenderli venerdì mattina, ma Giachetti ha spiegato che ciò non era possibile cedendo alla richiesta di Gianluca Pini di una breve interruzione “per prendere un caffè” e ritrovare un clima più sereno. Interruzione che non è riuscita a riportare la calma tra gli onorevoli.

I grillini si erano detti pronti a fare ostruzionismo a Montecitorio, dove è in corso l’esame del ddl. “Non posso garantire un andamento del tutto istituzionale dell’Aula. Sicuramente non voteremo tutti gli emendamenti uno per uno”, aveva infatti ribadito la Dadone.

In realtà sono sette i punti che il Movimento di Beppe Grillo chiede alla maggioranza di prendere in considerazione: la possibilità di sottoporre al controllo di costituzionalità le leggi che disciplinano l’elezione dei membri della Camera e del Senato, incluso l’Italicum; l’esame obbligatorio delle proposte di iniziativa popolare da parte delle Camere; il referendum confermativo su tutte le leggi parlamentari; il referendum propositivo ed abrogativo senza quorum; la sottoposizione a referendum delle leggi di ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze i modificazioni leggi; il quorum per l’elezione dei giudici della Corte costituzionale; il ricorso alla Corte da parte delle minoranze (rappresentative di almeno 1 decimo degli eletti).

Quando ha appreso della bagarre, il premier Mattero Renzi, durante il vertice Ue di Bruxelles, ha fatto sapere che “stupisce che ci sia chi esprime non tanto un dissenso, che sarebbe legittimo, ma che siccome ha le idee in minoranza prova a fare ostruzionismo e tentativi di blocco. La nostra maggioranza non si blocca. Molto bene, avanti tutta”.

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