Lega, Salvini caccia Tosi dal Carroccio. Duro il sindaco: "Sei un Caino travestito da Abele"

Roberto Maroni, Matteo Salvini e Flavio Tosi
ALTRI TEMPI Roberto Maroni, Matteo Salvini e Flavio Tosi

E’ andata a finire nel peggiore dei modi tra Matteo Salvini e Flavio Tosi. Il segretario del Carroccio ha deciso per l’espulsione del sindaco di Verona dalla Lega. L’epilogo si è consumato nella serata di martedi dopo che in giornata erano trapelate “speranze” di una ricucitura tra i due.

SALVINI CACCIA TOSI DALLA LEGA: VIA CHI E’ CONTRO ZAIA

“Dispiace – spiega Salvini su Facebook – che da settimane Flavio Tosi abbia scelto di mettere in difficoltà la Lega e il governatore di una delle regioni più efficienti d’Europa. Ho provato mediazioni di ogni tipo, ma purtroppo, ricevendo solo dei no, sono costretto a prendere atto delle decisioni di Tosi e quindi della sua decadenza da militante e da segretario della Liga Veneta – Lega Nord”. Tosi è di fatto fuori dal movimento.

“Se insisterà nel volersi candidare contro Zaia, magari insieme ad Alfano e a Passera, per aiutare la sinistra, penso che ben pochi lo seguiranno”, dice Salvini certo che le polemiche di queste settimane non scalfiranno in ogni caso la candidatura di Luca Zaia a governatore del Veneto.

Secondo Salvini “non si può lavorare per un partito alternativo alla Lega, non si possono alimentare beghe, correnti o fazioni. Da domani basta chiacchiere, e si lavora con tutte le sezioni e tutti i gli iscritti, che contiamo di raddoppiare in fretta per riconfermare il buon governo di Luca Zaia”.

“Ovviamente – conclude – le liste per il Veneto saranno fatte solo dai Veneti, dal commissario Gianpaolo Dozzo (uno dei padri della Liga Veneta, iscritto dall’83) e da tutti i segretari del territorio veneto. Senza rancore e facendo gli auguri a Flavio Tosi, saranno i Veneti a decidere”.

TOSI: “SALVINI E’ UN CAINO CHE SI TRAVESTE DA ABELE” 

A stretto giro la replica di Tosi che accusa il segretario leghista di falsare la realtà dei fatti. “Salvini mente sapendo di mentire. Mai avrei pensato di vedere in Lega il peggio della peggior politica. Un Caino che si traveste da Abele”. “Resta e resterà – prosegue Tosi – la stima, l’amicizia, l’affetto per tutti i veri leghisti”.

VENTURI (TOSIANO): “FLAVIO CANDIDATO IN VENETO”

“E’ chiaro – sottolinea Fabio Venturi, coordinatore della Fondazione “Ricostruiamo il Paese”, creata dal sindaco di Verona per attrarre l’elettorato moderato di centrodestra – che c’era un disegno: quello di cacciarci dalla Lega. A questo punto penso che la strada maestra possa essere la candidatura di Flavio Tosi alle regionali in Veneto”.

ZAIA: “FINE ALLE BEGHE, ADESSO SI VOLTA PAGINA”

“La buona notizia è che questa sera si mette la parola fine a beghe e polemiche incomprensibili che sono durate fin troppo. Resta l’amarezza per come è andata a finire, ma ora si deve voltare pagina”. Commenta così Luca Zaia dopo la decisione di Salvini su Tosi. “Il mio impegno – prosegue Zaia – sarà ora quello di continuare a governare, di dire ai veneti quanto di buono è stato fatto in questi anni e quanto ho ancora voglia di fare per loro. Sono convinto che tutti i nostri militanti, sostenitori e simpatizzanti sapranno essere al mio fianco in questa battaglia per il buon governo della Regione”.

LA GUERRA DI “SUCCESSIONE”

La guerra tra Tosi e Salvini, (detta anche di successione…), è nata all’indomani del ciclone che ha travolto la Lega negli scandali prodotti (rimborsi, gestione del partito, “denaro in Tanzania”, “diamanti di Belsito” eccetera) dal cosiddetto cerchio magico che ruotava attorno al leader storico, Umberto Bossi.

Fatto da parte il fondatore, subentrò alla guida Roberto Maroni che cercò alla meglio di far pulizia nella Lega, nel frattempo precipitata ai minimi storici nei sondaggi. Gli impegni per la Regione Lombardia, di cui è governatore, e qualche “tiratore”  interno gli consigliarono di passare la mano.

L’ex ministro dell’Interno prima di lasciare raggiunse un accordo con Salvini e Tosi. Il primo doveva diventare segretario federale della Lega, (ancora non c’era l’ambizione di estendersi al Centro Sud); il secondo indicato come segretario della Liga Veneta con prospettive “leaderistiche” a livello nazionale e la “promessa” di essere il dopo Zaia nella regione veneta. Da come sono andate a finire le cose, fu così solo in parte. Tosi prepara il “suo” futuro anti-Renzi e costituisce la fondazione “Ricostruiamo il Paese” che ha un orizzonte tutto italiano e si ramifica un po’ dappertutto, con l’obiettivo di “agguantare” i moderati del centrodestra sfuggiti intanto al controllo di Berlusconi.

“IL PATTO TRADITO”

Le cose nel tempo sono mutate. La candidatura di Salvini capolista alle europee in Veneto, generano più di qualche malumore all’interno della Liga che, va ricordato, è fortemente identitaria (appunto federale); cioè non ama troppe “ingerenze” dei lumbard.

Poi qualche giorno fa l’inizio della fine. Salvini a Milano impone Zaia tout court, “bypassando” i veneti della Liga, sebbene Tosi afferma di non aver “mai posto in dubbio la candidatura del governatore uscente” come invece “va ripetendo Salvini”.

Anzi, per non avere “intralci al nuovo percorso leghista”, Matteo va oltre e commissaria la Liga Veneta, deputata ad avere l’ultima parola sulla formazione di liste e alleanze, che “da statuto” sono prerogativa del segretario, cioè (erano) di Tosi.

Il sindaco, al contrario del segretario, si è mostrato sempre più “dialogante” con il Ncd di Alfano e i moderati (in Lega si parla con insistenza di un accordo Tosi-Passera e Ncd per costituire in Veneto un nuovo partito, ndr). Una posizione opposta a Salvini che invece aveva posto veti sui neocentristi: “Con Zaia andremo da soli”, disse due mesi fa mettendo a rischio anche l’alleanza con FI.

Piazzato Giampaolo Dozzo al suo posto nella Liga, si forma la goccia che fa traboccare il vaso. Il sindaco di Verona avverte Salvini: “Rispetta i patti e ripensaci,  altrimenti mi candido io in Veneto”. Ne è seguita una querelle velenosa culminata con l’espulsione (di fatto) di Tosi.  Adesso però, la partita per le prossime regionali in Veneto si complica. Tra i due litiganti “a godere” della spaccatura potrebbe essere la candidata del Pd Alessandra Moretti…

MORETTI: “CREDEVO CHE ESPULSIONI FOSSERO SOLO NEL M5S”

“Pensavo che le espulsioni e i dissidenti appartenessero solo al M5s. E invece non è così”. Alessandra Moretti, candidata alle regionali in Veneto per il centrosinistra, commenta così l’uscita di Tosi dalla Lega. “Non è mai una pagina di buona politica – aggiunge – quella che racconta l’allontanamento di un leader di un movimento da parte del proprio segretario. Sono gesti a cui si fatica ad abituarsi e che denotano una scarsa tolleranza e democrazia interna”. (Update 11-3-2015 ore 18.23)