Fini attacca Berlusconi: "Ha bisogno di colpevoli per le sue sconfitte"

Gianfranco Fini
Gianfranco Fini

“Ritengo che Berlusconi stia cannoneggiando volontariamente il suo Stato maggiore (Fitto e Verdini) perché ha bisogno di capri espiatori per l’eventuale sconfitta”. A sostenerlo è l’ex leader di An Gianfranco Fini che annuncia un incontro mercoledi a Parigi con Nicolas Sarkozy. Incontro, spiega l’ex vicepremier a Il Mattino, per “parlare di destra italiana”. Nella capitale francese sono in programma due conferenze, una all’Istituto francese per le relazioni internazionali e l’altra alla Sorbona, presso la facoltà di Scienze politiche.

Ci si chiede se l’ex leader di An non si prepari, anche lui, a essere di nuovo sdoganato, chiede il quotidiano campano. “Per carità – risponde Fini – quel termine non mi è mai piaciuto”. Un termine dopotutto “inappropriato” al suo caso poiché, sono in molti a ricordare che non fu Berlusconi a sdoganare il Msi, ma fu il presidente di Forza Italia a essere favorito dall’unico partito rimasto in “vita” dopo tangentopoli. Berlusconi prima della sua discesa in campo disse: “Se votassi a Roma, voterei per Fini”. Era il  1993, elezioni amministrative a Roma, sfida Fini-Rutelli, in cui da solo sotto le insegne del Msi-Dn, al primo turno Fini prese il 35,8% contro il 39,6 di Rutelli. Al ballottaggio 53,1% per Rutelli e 46,9% per Fini. Forza Italia non esisteva.

Con il presidente dell’Ump Fini parlerà “di politica e del futuro del suo partito, pressato come è dal Front national della Le Pen. E, l’appuntamento Nuova Destra Fini a Parigi per un confronto con Sarkozy ovviamente, mi chiederà della situazione della destra italiana”. Un tema che lo fa sorridere amaramente quando spiega che “ci troviamo ormai all’epilogo della vicenda politica di Berlusconi”. Un declino iniziato male con la sua estromissione da palazzo Chigi nel 2011 e che sta finendo peggio con la politica suicida degli ultimi anni che ha creato non poche fughe e dissidi interni (vedi la scissione con Alfano e il dissenso soffocato di Fitto), oltre un tangibile disorientamento tra gli elettori azzurri (vedi patto con Renzi e la linea dettata dal duo Pascale-Luxuria che hanno fatto precipitare Fi al 10 percento).

“Dirò a Sarkozy – dice Fini – che la catastrofe annunciata di Fi non è dovuta, come si crede, alle liti tra i vertici forzisti. Piuttosto ritengo che Berlusconi stia cannoneggiando volontariamente il suo Stato maggiore perché ha bisogno di capri espiatori per l’eventuale sconfitta”, alle prossime elezioni regionali.

“È uno schema – ha ricordato il cofondatore del Pdl – che ha già adottato con noi alleati”. Inevitabile, per l’ex presidente, che con Bossi ha dato il suo nome alla legge che regola i flussi migratori, affrontare l’integrazione degli immigrati nella Ue, l’arrivo di migliaia di richiedenti asilo “che non possono essere rimpatriati, come fossero clandestini, ma devono essere assistiti da tutta l’Europa”. Ma il tema caldo sarà il futuro della destra francese, quel Front national, al quale guarda il leghista Salvini e dal quale Fini si smarcò già da segretario del Msi-An.