Italicum, ecco come si voterà con la nuova riforma elettorale

Il voto finale sulla riforma elettorale Italicum
Il voto finale sulla riforma elettorale Italicum (Ansa/Carconi)

La riforma della legge elettorale approvata in via definitiva oggi, entrerà in vigore dal luglio 2016. Per diventare legge dello Stato c’è bisogno della promulgazione del presidente della Repubblica che potrebbe anche eccepire e rinviare il testo alle Camere per apportare modifiche ai rilievi posti dal Colle.

L’articolo 74 della Costituzione prevede che il capo dello Stato possa esercitare questa prerogativa soltanto una volta. Recita infatti il testo: “Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata”.

La nuova riforma elettorale prevede un premio di maggioranza alla lista che supera il 40% dei voti. Se nessuna delle liste supera la soglia, i due partiti più votati andranno al ballottaggio. Lo sbarramento al 3% per le liste minori,  capilista bloccati e alternanza di genere. La novità che più stava a cuore agli elettori è che a differenza del “Porcellum”, con l’Italicum potranno esprimere la propria preferenza e tornare (in parte) sovrani nella scelta dei propri rappresentanti in Parlamento.

Ecco la norma in pillole.

IN VIGORE DAL LUGLIO 2016: La legge vale solo per la Camera ed entrerà in vigore solo, come si diceva, nel luglio 2016, data in cui si pensa che sia stata approvata la riforma costituzionale, che prevede un Senato non più elettivo.

PREMIO MAGGIORANZA: l’Italicum assegna un premio di maggioranza (340 seggi su 630) alla lista che supera il 40%. Se nessun partito raggiunge tale percentuale, si svolge un secondo turno a distanza di 15 giorni tra i due partiti più votati, per l’assegnazione del premio. I partiti perdenti si ripartiscono i 290 seggi rimanenti sulla base della percentuale di voti.

SBARRAMENTO AL 3%: entrano alla Camera tutti i partiti che abbiano superato il 3%.

100 COLLEGI: l’assegnazione dei seggi della Camera avviene proiettando le percentuali dei partiti ottenuti a livello nazionale su 100 collegi, in ognuno dei quali sono eletti 6-7 deputati per giungere a quota 630, tanti quanti sono i parlamentari.

PREFERENZE E CAPILISTA: Nei 100 collegi ciascun partito presenta una lista di 6-7 candidati: il capolista, scelto dai partiti, è bloccato (cioè è eletto automaticamente se scatta il seggio) mentre le preferenze valgono solo per gli altri candidati.

VOTO DI GENERE: sono possibili due preferenze, purché la seconda sia di genere diverso dalla prima.

ALTERNANZA UOMO-DONNA: le liste devono esser composte in modo da alternare un uomo ad una donna. Nell’ambito di ogni circoscrizione (Regione) i capilista di un sesso non devono essere superiori al 60% del totale.

MULTICANDIDATURE: E’ possibile che un candidato si presenti in più collegi, fino ad un massimo di 10. Ciò avveniva col Porcellum e ancora adesso con le liste alle elezioni Europee, dove i leader dei partiti si candidano in più collegi come traino dei partiti o coalizioni. Nell’ipotesi di elezione, il candidato deve optare per un solo collegio, lasciando al primo dei non eletti nelle altre circoscrizioni la possibilità di entrare in parlamento.

SCHEDA: La scheda vedrà a fianco del simbolo di ciascun partito il nome del capolista bloccato, e due spazi dove scrivere le due eventuali preferenze, una femminile, una maschile.

TRENTINO ALTO ADIGE / VALLE D’AOSTA: In Trentino Alto Adige e nella Valle d’Aosta si vota con i collegi uninominali, come il Mattarellum.

ERASMUS: potranno votare per corrispondenza i cittadini italiani che sono all’estero per almeno tre mesi o per motivi di studio (per esempio l’Erasmus), per lavoro o per cure mediche.

Condividi

Rispondi