La Camera approva in via definitiva il Ddl anti-corruzione

Il ministro della Giustizia Andrea Orlando alla Camera dei Deputati  durante i lavori sul Ddl anti-corruzione
Il ministro della Giustizia Andrea Orlando alla Camera dei Deputati (Ansa/Onorati)

Con con 280 voti a favore, 53 contrari e 11 astenuti, la Camera ha approvato definitivamente il Ddl anti-corruzione. M5S e Forza Italia hanno votato contro, mentre la Lega si è astenuta. L’Aula prima del voto finale aveva respinto tutti gli emendamenti al Ddl anticorruzione. Il testo diventa a tutti gli effetti legge dello Stato. Nelle prossime ore dovrebbe essere promulgata dal presidente della Repubblica.

“Corrotti e corruttori tradiscono il Paese. La nuova legge anti-corruzione rende più forte l’Italia. Il governo mantiene gli impegni”, ha commentato entusiastico il ministro della Giustizia, Andrea Orlando che ha poi sottolineato che “sono stati sconfitti quanti scommettevano che non sarebbe stato raggiunto l’obiettivo” di approvare una legge contro la corruzione”. Leggi cosa prevede il testo

Il viceministro della Giustizia Enrico Costa spiega che la legge anticorruzione approvata dal Parlamento “offre un segnale concreto nella lotta ai delitti contro la Pubblica Amministrazione. Risponde infatti alle esigenze attuali, colmando lacune presenti nell’ordinamento attraverso precisi e coerenti punti qualificanti: certezza della pena per i responsabili, restituzione del maltolto come condizione per patteggiare o per godere della sospensione condizionale, attenuante per chi collabora, rafforzamento della prevenzione, disciplina equilibrata del falso in bilancio”, conclude Costa. Anche il premier Matteo Renzi non fa mancare la sua soddisfazione. Dopo l’approvazione dell’Italicum e il Ddl sulla Scuola (in prima lettura) su twitter dice:

Opposta la valutazione del Movimento Cinque Stelle che afferma: “Questa legge anticorruzione è un’altra occasione persa, anzi sprecata con pervicace volontà. Il nostro voto contrario è stata la conseguenza di una totale chiusura della maggioranza e del governo. Potevamo avere il Daspo per i corrotti, un vero falso in bilancio, e una prescrizione che garantiva la certezza della pena. Inoltre potevamo infliggere un duro colpo agli accordi mafia politica. Nulla di tutto questo è accettabile per chi governa l’Italia, e pagano i cittadini onesti come sempre”. I parlamentari della Commissione Giustizia aggiungono poi che “Volevamo anche la figura dell’agente provocatore, perché è necessaria la prevenzione nel campo della corruzione, non solo punire i reati. Siamo molto scontenti da questa chiusura dettata da una accordo tra PD e NCD che lede il diritto alla giustizia dei cittadini italiani. Noi continueremo a lavorare con costanza e serietà fino a che non avremo vere norme contro la corruzione perché il Paese muore di corruzione ogni giorno”.

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