Impresentabili, "guerriglia" nel Pd. Tutti contro Bindi. Anche Renzi. E De Luca la querela

Rosy Bindi  (Ansa/Percossi)
Rosy Bindi (Ansa/Percossi)

E’ bufera nel Pd dopo la diffusione della lista degli impresentabili. E’ scontro su Vincenzo De Luca, ma è fuoco incrociato contro la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi che ha diffuso l’elenco a poche ore dal voto per le prossime elezioni regionali. Laconico in serata il premier Matteo Renzi: “Non si utilizza l’Antimafia per regolare i conti nel Pd”, ha detto il segretario del partito democratico.

LA GIORNATA – E’ stata una giornata molto lunga per Rosy Bindi. De Luca che la querela e la definisce a sua volta “impresentabile”. L’esponente dem aveva diramato l’elenco dei candidati “impresentabili” alle regionali, tra cui lo stesso De Luca che com’è noto corre per la presidenza della Campania ma a suo carico pende una condanna che gli impedirebbe di governare qualora vincesse le elezioni contro il presidente uscente Stefano Caldoro. Uno scontro sia istituzionale e tutto interno al Pd con minacce di querele e controquerele.

LA QUERELA “Ho dato mandato al mio legale – afferma De Luca – di querelare per diffamazione la signora Bindi. Io sfido la signora Bindi ad un dibattito pubblico, entro la mattinata di domani, per poterla sbugiardare, e dimostrare che l’unica impresentabile è lei”, è l’attacco di De Luca. “Mi pare evidente – aggiunge – che questa campagna di aggressione, che sarebbe stata eccessiva anche per Totò Riina, ha un solo obiettivo: cercare di mettere in difficoltà il Governo nazionale e Renzi. L’aggressione vera è al segretario del partito”, ha detto, a Napoli, Vincenzo De Luca.

Vincenzo De Luca (Ansa/Fusco)
Vincenzo De Luca (Ansa/Fusco)

E dopo le critiche che le sono state mosse arrivano le parole del presidente della Commissione Antimafia: “Nessuna iniziativa è stata presa in modo autonomo dalla presidente Bindi”, ha detto Rosy Bindi. “L’Ufficio di presidenza, allargato ai capigruppo, ha condiviso tutte le procedure nelle diverse fasi del percorso di verifica, dando pieno mandato alla presidente di concludere il lavoro”.

In mattinata il premier si era detto certo che nessuno degli impresentabili sarebbe stato eletto e su De Luca aveva sottolineato che “con lui la vittoria è meno sicura ma sa governare”.

La lista dei cosiddetti candidati “impresentabili” è formata da 17 nomi ed è stata resa nota oggi dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta appunto da Rosy Bindi. I 17 nomi appartengono a candidati nelle regioni Puglia (che ne ha 4 in quasi tutte le liste) e il resto in Campania, in parte a sostegno di De Luca, tanto che lo scrittore Roberto Saviano disse che nelle liste di De Luca “c’è Gomorra”. Ma De Luca non è il solo ad avere liste “sporche”

Rosi Bindi e Vincenzo De Luca
Rosy Bindi e Vincenzo De Luca

L’Antimafia segnala che dagli atti trasmessi dal procuratore della Repubblica di Salerno risulta che pende un giudizio a carico di De Luca, nel procedimento per il reato di concussione continuata commesso dal maggio 1998 e con “condotta in corso” (e altri delitti, quali abuso d’ufficio, truffa aggravata, associazione per delinquere). La prossima udienza è fissata per il 23 giugno 2015. La procura di Salerno ha comunicato, con una nota del 25 maggio 2015, che l’imputato De Luca “ha rinunciato alla prescrizione relativamente ai delitti per i quali era maturato il relativo decorso”.

ECCO I NOMI
Ecco i nomi segnalati come impresentabili dalla Commissione parlamentare Antimafia. Casi di giudizio pendente in primo grado per reati rientranti nel codice di autoregolamentazione: Ambrosio Antonio, Passariello Luciano, Ladisa Fabio, Nappi Sergio, De Luca Vincenzo, Errico Fernando, Lonardo Alessandrina, Plaitano Francesco, Scalzone Antonio, Viscardi Raffaele. Casi di prescrizione per reati rientranti nel codice con giudizio definitivo: Elefante Domenico, Palmisano Enzo, Iacolare Biagio, Copertino Giovanni. Casi di assoluzione per reati rientranti nel codice con giudizio ancora pendente: Oggiano Massimiliano, Grimaldi Carmela. Casi di condanna per reati rientranti nel codice con giudizio ancora pendente: Gambino Alberico.

Da precisare che i candidati citati, in quanto in liste presentate e validate dalle Corti d’Appello, possono ricevere il consenso dei cittadini. Nessuna norma vieta ai cittadini di votarli.

Tra i cosiddetti “impresentabili” c’è anche la moglie di Clemente Mastella: si tratta di Alessandrina Lonardo, candidata con Forza Italia in Campania nella circoscrizione elettorale di Benevento. L’ex presidente dell’assemblea campana si difende: “Non ho condanne ma solo assoluzioni con formula piena”, afferma. Pertanto, “la sospensione della Severino non mi riguarda”. “Ringrazio – aggiunge – la Commissione per questa nuova dose di veleni, che alimenterà azioni di sciacallaggio politico, anche sul piano locale. Ormai non mi meraviglio più di nulla. Sono serena perché sono certa, certissima di essere più che presentabile. Presentabilissima”.

La Presidente Commissione Antimafia Rosy Bindi  (Ansa/Lami)
Rosy Bindi (Ansa/Lami)

In difesa della Lonardo anche il marito Clemente Mastella: “Chi a poche ore dal voto dà, senza averne alcuna potestà normativa e fuori da ogni contesto giurisdizionale, giudizi simili a sentenze, ha un solo dovere di civiltà giuridica e democratica: dimettersi”, chiude l’ex guardasigilli.

Carbone: “Bindi sta violando la Costituzione, allucinante che si pieghi la commissione antimafia a vendette interne di corrente partitica”. Lo scrive su twitter Ernesto Carbone, deputato del Pd e componente della segreteria nazionale del partito. “Non mi abbasso a rispondergli”, è la replica della presidente Bindi.

Zanda, lista antimafia opinabile, è barbarie – “Denunciare i candidati impresentabili alle elezioni regionali è cosa necessaria e giusta”, ma che lo faccia l’Antimafia è “opinabile” e “ancor più” che nella lista entri chi ha procedimenti in corso e non per mafia. Ed è “pura barbarie politica” che ciò avvenga con questa tempistica: lo dice Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato.

Matteo Orfini “L’iniziativa della Bindi ci riporta indietro nei secoli” “Come noto non ho mai avuto un buon rapporto con De Luca. Ciononostante, quello che sta accadendo in queste ore è davvero incredibile”. Così il presidente del Pd, Matteo Orfini. “L’iniziativa della presidente della commissione Antimafia – aggiunge – ci riporta indietro di secoli, quando i processi si facevano nelle piazze aizzando la folla”.

La Bindi spiega: “Comunichiamo questi dati l’ultimo giorno proprio perché non vogliamo entrare nella competizione elettorale. Questo è stato un lavoro molto impegnativo, sono state vagliate circa 4 mila candidature”, spiega Rosy Bindi. “La precedente commissione fece lo stesso lavoro ma dopo le elezioni e impiegando un anno. Abbiamo svolto questo lavoro in meno di un mese: in questo paese la campagna elettorale inizia con la presentazione delle liste. In Italia non esiste un casellario giudiziario nazionale ma ce ne sono circa 110. Questa è una fotografia. Nessuno si è scandalizzato in questo mese per le tante calunnie, illazioni uscite sulla stampa. Fanno meno paura tante calunnie che non dato di chiarezza”, ha spiegato Bindi. “La perfezione non è di questo mondo ma il lavoro fatto è stato lungo, impegnativo, scrupoloso”, ha concluso Bindi.

Salvini, Lega fuori da impresentabili, orgoglioso – “Non ci sono leghisti fra i candidati “impresentabili”. Ne ero sicuro, ne sono orgoglioso! Amici, chi di voi domenica voterà Lega?”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in un post su Facebook.

Il premier Renzi nella Enews aveva scritto: “Mai visto dibattito così autoreferenziale e lontano dalla realtà” come quello sui candidati “impresentabili”. “Perché sono pronto a scommettere che come tutti sanno ma nessuno ha il coraggio di dire nessuno di loro – nessuno! – verrà eletto. Sono quasi tutti espressioni di piccole liste civiche”.

Berlusconi, impresentabili? Sono più a sinistra – “Non sono tra quelli che gridano allo scandalo per gli Impresentabili nelle liste; in ogni caso ce ne sono molti di più a sinistra che nel centrodestra. Io sono un garantista, serve una sentenza definitiva per definire colpevole una persona”.

Infine Stefano Caldoro, diretto competitor di De Luca: “De Luca è ineleggibile. La sua è una candidatura contro la legge, oltre la legge”: lo ribadisce Stefano Caldoro, ricandidato alla presidenza della Regione Campania per il centrodestra, tenendo distinta la vicenda della lista degli “impresentabili” della Commissione Antimafia rispetto a quella della legge Severino.