Elezioni regionali, in Campania vince De Luca. 7 a 2 per Renzi (con Emilia e Calabria)

De Luca indica a Renzi la sua vittoria
De Luca indica a Renzi la sua vittoria

Anche la Campania è quasi matematico andrà al centrosinistra. Quanto mancano poco meno di 300 sezioni su 5.835 la situazione vede Vincenzo De Luca al 40,96%, l’uscente Stefano Caldoro al 38,29 con uno scarto del 2,67%, secondo gli esperti difficile da recuperare.

Si può dire che l’ex sindaco di Salerno vince la sua sfida personale contro tutto e tutti, soprattutto nel suo partito, il Pd. Nonostante la sua “impresentabilità” e le liste di proscrizione fornire alla vigilia delle elezioni dalla Commissione Antimafia.

Terzo posto per Valeria Ciarambino che conquista il 17,75% dei voti. Il quadro di questa tornata elettorale è ormai completo. Al Centrosinistra vanno cinque regioni (Campania, Marche, Umbria, Toscana e Puglia), al Centrodestra due (Veneto e Liguria).

Con le elezioni regionali svolte lo scorso 23 novembre in Emilia Romagna e Calabria – entrambe andate al Centrosinistra – il risultato semi complessivo è di 7 regioni a 2 (mancano regioni come il Lazio, Basilicata, Lombardia, Piemonte e altre, tra cui quelle a statuto speciale, ma comunque in larga parte in mano Dem: su 20 regioni 16 sono centrosinistra e 4 centrodestra). Un risultato, quello di oggi, che fa emergere una sostanziale tenuta del Pd e un forte indebolimento del Centrodestra che ha ceduto a Renzi la Emilia e Calabria (novembre 2014) e oggi la Campania, compensata, però, dalla conquista della Liguria con Toti dopo dieci anni di governo rosso.

Bisognerà capire ora come si snoderà la vicenda su De Luca governatore dal momento che, dopo l’insediamento dovrebbe essere sospeso dalla legge Severino per la condanna subita dall’ex sindaco di Salerno. Due mesi fa da sindaco De Luca venne sospeso e poi reintegrato dal Tar, ma una sentenza della Cassazione non dà più la possibilità a chi è sospeso dalla Severino di ricorrere al tribunale amministrativo ma ai giudici ordinari. Una matassa molto aggrovigliata che nemmeno i piani alti di palazzo Chigi sanno come sbrogliare.

La situazione De Luca ha tenuto sotto scacco la maggioranza di governo per diversi mesi. La riabilitazione del Tar a primo cittadino di Salerno aveva indotto De Luca a pensare di fare la stessa cosa in regione. Ma non potrà più essere cosi, per decisione della Cassazione che oggi affida alle toghe ordinarie il compito di dirimere le controversie sulla Serverino. I tempi saranno molto più lunghi rispetto al Tar, con tutto ciò che ne potrebbe derivare in termini di “paralisi” dell’azione di governo delle amministrazioni.

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