Regione Campania. De Luca-Severino, Guerini: "Non decadrà". Ecco l'iter

Lorenzo Guerini: De Luca non decadrà da governatore della Regione Campania
Vincenzo De Luca (Ansa/Fusco)

Vincenzo De Luca si gode la vittoria di essere diventato presidente della Regione Campania.

A chi gli rammenta a distanza della legge Severino lui non si scompone. “Andrò avanti per cambiare la Campania”, ribadisce. Ha vinto dopo la gogna mediatica, dopo essere stato additato come “impresentabile”. Ma gli elettori sapevano della sua condanna, e sapevano pure la “stazza” politica dello “sceriffo” venuto da Salerno. Non è bastato ai “nemici” interni di metterlo all’indice della “black list” diffuso con “sospetto tempismo” alla vigilia dall’elezione dalla Commissione parlamentare Antimafia presieduta d Rosy Bindi.

Ha vinto sul governatore uscente Stefano Caldoro per qualche decina di migliaia di voti: in termini percentuali 41,15% De Luca,  38,37% lo sfidante sostenuto dal Centrodestra. Differenza, 2,78 percento che quantificato in voti fanno più o meno 63mila preferenze e anche oltre, se si considerano i voti dell’Udc di De Mita che ha sorpresa ha deciso di sostenere De Luca.

Voti, portati all’ex sindaco di Salerno, da Cosentiniani e centristi assicura Caldoro. “Non c’è dubbio che la vittoria di De Luca – spiega polemico l’ex governatore – sia segnata dai risultati dei cosentiniani e dell’Udc”. “È evidente – ha aggiunto – che di questa vittoria va dato merito politico-elettorale all’Udc, e quindi a De Mita”, e ai cosentiniani “che insieme hanno raggiunto il 3,5%”.

Non c’è tuttavia solo quel dato. Al di là dell’affluenza, nel 2010, ad esempio non esistevano i Cinque Stelle che domenica con la candidata Valeria Ciarambino hanno strappato consensi un po’ a tutti racimolando quasi mezzo milione di voti e il 17,5 percento, portando in Consiglio 7 consiglieri regionali. Terzi.

Lorenzo Guerini: De Luca non decadrà da governatore della Regione Campania
Lorenzo Guerini: De Luca non decadrà

“Abbiamo scelto di non fare compromessi”, ha detto Caldoro rivendicando la scelta di “non tenere dentro De Mita e “cosentiniani” che avrebbero creato un vulnus”. I cosentiniani sono i fedelissimi di Nicola Cosentino ex Forza Italia, oggi in carcere, ma potentissimo esponente politico nell’area di Casal di Principe. “Ora – ad avviso di Caldoro – spetterà a Vincenzo De Luca, neopresidente della Regione Campania, “affrontare le contraddizioni interne. Noi – ha sottolineato Caldoro – consegniamo una Regione con i conti in ordine”.

IL NODO SEVERINO, GUERINI: NON DECADRA’
Ma, eletto De Luca, si apre la questione più controversa che ha accompagnato la campagna elettorale: la legge Severino. “Non decadrà”, assicura il vicepresidente del Pd, Lorenzo Guerini che spiega: “De Luca era candidabile, eleggibile e insediabile e seguirà questo percorso. Dopodiché c’è una legge che assegna competenza agli organi di governo. Ma la legge non parla di decadenza eventualmente di sospensione”. La legge non verrà cambiata, replica Guerini a una domanda diretta in proposito, dopo l’elezione di De Luca.

BONAVITACOLA (PD) SPIEGA L’ITER DELLA LEGGE PER LA REGIONE CAMPANIA
“Lo scenario della legge Severino è delineato dalla legge stessa, con un procedimento chiaro che prevede l’insediamento del Consiglio Regionale e della Giunta prima che ci possa essere la presa d’atto di un’eventuale sospensione” Lo afferma Fulvio Bonavitacola, parlamentare Pd e uno degli uomini di fiducia del neoeletto governatore della Campania Vincenzo De Luca, a delineare lo scenario della possibile sospensione dell’ex sindaco in base alla Legge Severino.

Fulvio Bonavitacola deputato Pd - Da sempre con Vincenzo De Luca presidente della Regione Campania
Fulvio Bonavitacola deputato Pd

“L’articolo otto del decreto legislativo 235 del 2012 – spiega Bonavitacola – descrive un procedimento chiaro. A cura della cancelleria del Tribunale competente viene notificata la sentenza di condanna, in questo caso sappiamo che si tratta di una condanna di primo grado per abuso d’ufficio, al prefetto del capoluogo di regione. Il prefetto di Napoli comunica gli atti alla presidenza del Consiglio dei Ministri che acquisisce il parere di due ministri, quello degli Interni e quello degli Affari regionali”, ministeri in capo ad Angelino Alfano e Matteo Renzi che mantiene l’interim dopo le dimissioni della Lanzetta a gennaio.

“Acquisiti questi pareri – per l’esponente dem – adotta il provvedimento di sospensione che non è però efficace se non è notificato al consiglio regionale per gli adempimenti di legge. Questo significa che fino a quando il Consiglio Regionale non prende atto di questa sospensione, la sospensione non ha nessuna efficacia giuridica”.

“Ne consegue – conclude Bonavitacola – che il Consiglio regionale per prendere atto della sospensione deve essere nell’esercizio delle sue funzioni. Ecco chiarito perché l’antinomia Severino-insediamento degli organi non esiste, perché è proprio l’insediamento degli organi che può consentire l’applicazione della Severino”.

La cronologia in questo caso, spiega Bonavitacola, è dettata dallo “Statuto della Regione Campania e dal Regolamento del Consiglio Regionale della Regione Campania, che prevedono che non possono essere adottati altri atti dal Consiglio, come la presa d’atto della sospensione, se prima non avviene la convalida degli eletti, l’elezione del Presidente del Consiglio regionale, l’insediamento della Giunta attraverso la comunicazione al Consiglio regionale e la presentazione le linee programmatiche del nuovo Presidente. Questi sono i primi atti che lo statuto impone e quindi la presa d’atto della Severino avverrebbe dopo tutto questo”.

Intanto il neogovernatore della Regione Campania, De Luca, ha presentato ufficialmente l’esposto contro la presidente dell’Antimafia Rosi Bindi per abuso d’ufficio, attentato ai diritti politici e diffamazione.

Rispondi