Ignazio Marino nell’occhio del ciclopico degrado di Roma

Tutti, ma proprio tutti contro Ignazio Marino, il chirurgo legittimato a governare Roma prima dalle primarie del centrosinistra poi dagli elettori. Nessuno è contento di come amministra la città etera e lo manifesta senza peli sulla lingua il suo segretario, Matteo Renzi che ieri sera a Porta a Porta aveva detto “Marino o governi bene o te ne vai a casa”.

Ignazio Marino con Matteo Orfini
Ignazio Marino con Matteo Orfini (Ansa/Ferrari)

In mattinata su La Stampa, parlarndo dell’eventualità di tronare il “Renzi 1”, ossia il Matteo rottamatore ha affermato “Se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo”. Lui, il sindaco “detestato” a destra e a sinistra cerca di difendersi come può e glissa sulle polemiche piovutogli addosso.

“Il mio dovere è governare”. A steperare un po’ i toni ci pensa il commissario del Pd romano Matteo Orfini che dice: “Marino non resta o va via dal suo posto perché lo decide Orfini o Renzi, la sua fonte di legittimazione sono i cittadini che lo hanno votato ed eletto”.

Il leader del M5S Beppe Grillo nel chiedere le dimissioni del sindaco posta un twitt di fuoco. Prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai campi dei clandestini gestiti dalla mafia”. E giù polemiche roventi.

Ma l’attacco di Grillo a Marino non si limita al social. Sul suo blog spiega che “Roma è governata da uno zombie: “Ignaro” Marino è un morto che cammina.

La locandina ironica apparsa sul blog di Beppe Grillo
La locandina ironica apparsa sul blog di Beppe Grillo

La sentenza di condanna è stata proclamata dallo studio di Porta a Porta e non ammette appello”. “Roma deve essere liberata – scrive – tramite il voto popolare come accaduto a Gela, Augusta, Porto Torres, Venaria e Quarto domenica scorsa.

Non si può aspettare il 2016, bisogna andare a elezioni il prima possibile, prima che Roma venga sommersa dai topi, dalla spazzatura e dai clandestini. #MarinoDimettiti e lascia i romani liberi di scegliere. L’Onestà sta tornando di moda. L’abbuffata a spese dei contribuenti sta per finire”, conclude Grillo che mette a corredo una locandida da film su Orfini e Marino: “Dead Man Walking”. Poi riferimenti al degrado urbano e ai “servizi non più garantiti” ai “cittadini che pagano le tasse”.

Su Il Tempo ieri l’attore e regista romano, Carlo Verdone, senza mai citare il sindaco ha parlato del degrado in cui è “sprofondata” Roma Capitale. “Roma mai così degradata. I politici non governano, fanno rapine”, afferma in riferimento all’inchiesta Mafia Capitale.

Il degrado di Roma Capitale documentato dal Corsera
Il degrado di Roma Capitale documentato dal Corsera

Non passano ventiquattro ore che il Corriere della Sera dedica due pagine più un grande richiamo in prima sul “degrado perduto di Roma”. Le due firme di punta, Stella e Rizzo documentano il “degrado”, fatto di buche per strada, rifiuti, traffico, furbetti che scorazzano per la capitale, ma senza scaricare tutte le cause sul sindaco: “Sia chiaro, attribuire la colpa di questa sciatteria ammorbante a Ignazio Marino sarebbe ingiusto. E così scaricare ogni colpa su Gianni Alemanno piuttosto che su Walter Veltroni o Francesco Rutelli. Non c’è un solo colpevole assoluto da additare all’ira della plebe. La colpa di tanta incuria sta sul groppo di tanti”, scrivono i due giornalisti.

Il recente commissariamento del Giubileo straordinario è stato per Marino una tegola inaspettata. Tutto andrà in mano al prefetto Franco Gabrielli, lo stesso che dovrà accertare se vi siano gli elementi per sciogliere il comune di Roma per infiltrazioni mafiose dopo le due imponenti inchieste di Mafia Capitale 1 e 2. E nel caso fosse come spiegato dall’ex prefetto Pecoraro, non sarebbe proprio un bel biglietto da visita per l’intero Paese avere la Capitale d’Italia sciolta per mafia. E vi sono aspetti definiti “inquientanti” per giungere a questa malaugurata conclusione, ancora più inquietanti e “probanti” di quelli che spinsero il governo a sciogliere il comune di Reggio Calabria.

SMENTITO DALLE FOTO. Salvatore Buzzi con il sindaco Ignazio Marino
Una delle bugie di Marino. Aveva detto di non conoscere il “ras” di Mafia Capitale Salvatore Buzzi ma poi sono uscite le foto

Il feeling tra Marino e i romani non è idilliaco, anzi. Forse, una delle cose che più ha dato fastidio ai romani, al di là del mal governo, delle inchieste e del degrado, è quando, dopo la prima inchiesta su Mafia Capitale , in fretta e furia il sindaco ha dichiarato urbi et orbi che lui con Salvatore Buzzi (“ras” delle coop che secondo l’accusa della procura aveva messo su una macchina di soldi sfruttando amicizie nel comune capitolino) non lo aveva mai conosciuto né incontrato.

Dopo qualche ora apparvero le foto dei due insieme mentre parlano e si scambiano libri, sorrisi e strette di mano. E’ quella l’immagine plastica dell’empatia percepita dalla “plebe” romana, o se si preferisce, come afferma Orfini, “dei cittadini che lo hanno votato ed eletto”. Esiste un vecchio adagio che recita: “Se un uomo mente una volta, mentirà sempre”, ergo…

Ci sono molti altri casi che hanno infastidito i romani sui comportamenti d Marino Due su tutte: la Panda rossa parcheggiata in Senato che lo facevano percepire come un sindaco “privilegiato e arrogante” e le multe non pagate, episodi minimali, ma che hanno destato grande clamore nell’opinione pubblica, anche italiana. Insomma, il sindaco fin quì ha dato ampia diostrazione di non essere un grande alleato dei cittadini.