Caso De Luca, se arriva prima la Severino decade il Consiglio

Matteo Renzi, Vincenzo De Luca, Angelino Alfano - Caso De Luca
Matteo Renzi, Vincenzo De Luca, Angelino Alfano

Proclamato il neogovernatore della Campania Vincenzo De Luca, lunedi prossimo s’insedia il nuovo consiglio regionale convocato dal consigliere anziano Rosetta D’Amelio. Nella “prima” del 29 giugno, secondo statuto, dovrebbe essere eletto il Presidente del Consiglio, i due vice-presidenti, i due segretari e due questori che costituiranno l’Ufficio di presidenza.

Il presidente De Luca, invece nei dieci giorni successivi la sua proclamazione, già avvenuta la scorsa settimana, nomina, nel pieno rispetto del principio di una equilibrata presenza di donne ed uomini, la Giunta, tra i quali un vice-presidente e, sempre secondo lo statuto della Regione Campania, ne dà comunicazione al Consiglio regionale nella prima seduta successiva alla nomina per la “espressione del gradimento” da parte del Consiglio prevista dall’articolo 48.

Fin qui le regole statutarie. Bisognerà attendere la prima seduta di lunedi prossimo per capire l’altro aspetto: quello della sospensione del Presidente eletto Vincenzo De Luca. Il decreto di sospensione (per effetto della Legge Severino) dovrebbe essere protocollato in Consiglio regionale solo dopo che questo è regolarmente insediato. L’iter è che il decreto di sospensione viene trasmesso al prefetto di Napoli che a sua volta lo gira al presidente del Consiglio (che al momento non c’è, quindi al consigliere anziano).

Alla seconda seduta, in teoria, (metà luglio al massimo) il presidente De Luca potrebbe già presentare la sua giunta, con il suo vicepresidente. Se da palazzo Chigi (Renzi), dall’Interno (Alfano) e dagli Affari regionali (sempre Renzi) procedono con celerità può darsi che De Luca non faccia in tempo a ufficializzare la nomina dell’esecutivo. Potrebbe essere la prima, la seconda o la terza seduta. Dipende dai tempi procedurali e, soprattutto, dalla “volontà politica”. Nell’ipotesi in cui De Luca venisse sospeso in tempi rapidi, potrebbe ricorrere al tribunale ordinario, ma fino alla decisione – dipende dalle interpretazioni – potrebbe rimanere sospeso.

Ed è qui che si complica la matassa, perché il rischio (politico) grosso è che se De Luca venisse sospeso senza poter prima nominare il vice (il quale può esercitare le sue veci), potrebbe decadere l’intero consiglio giacché l’assemblea non può eleggere un nuovo presidente della giunta. Onere che spetta solo ai cittadini.

Un conto se si trattasse di una giunta già in carica. Allora la gestione, “per impedimento del presidente”, passerebbe direttamente al vice. Qui invece siamo davanti ad un caso più unico che raro.

Ad oggi c’è un Consiglio e un governatore eletto in predicato di sospensione ma non una giunta. Quindi – a meno di altre interpretazioni – il Consiglio regionale, una volta “dimissionato” il presidente dalla Severino, potrebbe decadere.

Una “sciagura”, per dirla in partenopeo. Questa è l’ultima cosa che vogliono sia il governo (per ovvi motivi politici, ma anche per lo spreco di denaro di un non remoto ritorno alle urne) ma soprattutto i consiglieri eletti che hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per guadagnarsi uno scranno alla Regione Campania. Oltretutto il governo, Renzi e Alfano questa eventualità la conoscono bene e, da ciò che si apprende, sarebbero oorientati “all’andatura lenta”, nonostante i proclama che seguono.

Il premier Matteo Renzi ieri sera al termine del Consiglio  dei ministri  a proposito del caso De Luca ha detto: “E’ nostro intendimento procedere alla sospensione come previsto dalla legge Severino del presidente della regione Campania, stiamo attendendo che il ministri competenti possano fare i loro pareri e che l’Avvocatura dello Stato ci spieghi come come si deve svolgere la procedura”.

“E’ evidente – ha spiegato Renzi – che si tratta di un provvedimento inedito, per la prima volta si deve applicare la legge Severino non a una figura istituzionale in carica ma che deve essere proclamata e che deve entrare in carica a tutti gli effetti -ha spiegato il premier-, per questo abbiamo chiesto formalmente di conoscere quali procedure seguire e nelle prossime ore immaginiamo di procedere rispettando legge e procedure”.

Pareri che potrebbero dare ossigeno a De Luca per procedere alla nomina di giunta e vicepresidente. Altra questione, però superabile, è “l’espessione di gradimento del Consiglio regionale” all’esecutivo. In sostanza, presentata la Giunta, l’assemblea di palazzo Santa Lucia, ha 30 giorni di tempo per dare il “parere”.

Tuttavia il governatore può, nel caso di “diniego” dell’Assemblea ripresentare la sua giunta con una motivazione. Nell’ipotesi in cui De Luca dovesse essere sospeso, ma è riuscito – nominando il suo vice – a precedere la sospensione della Severino, può essere il vicepresidente nel pieno dei suoi poteri a ripresentarla motivandola. Appunto perché il vicepresidente esercita in “toto” i poteri conferiti dalla legge al presidente eletto.

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