Si del Senato al maxiemendamento di Riforma della Scuola

I ministri Boschi e Giannini al Senato per la Riforma della Scuola
I ministri Boschi e Giannini al Senato

La Riforma della Scuola viene approvata al Senato – Il governo incassa dall’aula di palazzo Madama la fiducia sul maxiemendamento che sostituisce interamente il Ddl di riforma della scuola con 159 sì, 112 no e nessun astenuto.

“Ce l’abbiamo fatta” commenta la ministra Stefania Giannini in un  messaggio inviato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, appena uscita dall’aula del Senato che aveva approvato la fiducia sulla riforma della scuola.

Quattro i senatori del Partito democratico che non hanno partecipato al voto: Corradino Mineo, Walter Tocci, Roberto Ruta e Felice Casson, quest’ultimo assente. Tra le proteste ora il provvedimento passa alla Camera dove è atteso in aula il 7 luglio prossimo.

Riforma della Scuola. Abbraccio liberatorio tra Faraone e Giannini
Riforma della Scuola. Abbraccio liberatorio tra Faraone e Giannini

A porre la fiducia sul maxiemendamento era stata la ministra per i Rapporti con il Parlamento e le Riforme Maria Elena Boschi ha posto la questione di fiducia su un maxiemendamento al disegno di legge di riforma della scuola, intervenendo nell’assemblea del Senato. Il presidente Pietro Grasso ha quindi sospeso l’assemblea e convocato immediatamente la conferenza dei capigruppo, che deciderà i tempi delle votazioni in aula.

Il maxiemendamento del Governo dovrebbe ricalcare la proposta di sintesi che era stata presentata dai relatori, Francesca Puglisi del Pd e Franco Conte di Ap, in commissione Istruzione al Senato. Il testo sarebbe frutto di un lavoro di sintesi degli oltre 2mila emendamenti presentati in commissione da tutte le forze parlamentari, comprese le opposizioni.

SCARICA IL MAXIEMENDAMENTO APPROVATO AL SENATO

La giornata. Appena la ministra Maria Elena Boschi ha posto nell’aula del Senato la questione di fiducia, i senatori del Movimento 5 Stelle hanno protestato con un’azione simbolica che metteva in scena il funerale della scuola pubblica. I parlamentari pentastellati hanno acceso dei lumini elettrici, simbolo usato anche dagli insegnanti nei flash mob e nelle proteste, proprio in segno di solidarietà con gli insegnanti e di continuità con il loro messaggio.

“Oggi è un giorno di lutto. Renzi uccide la scuola pubblica”. Così Bruno Marton, capogruppo del M5s al Senato. “Il nostro dolore – aggiunge – è il dolore del mondo della scuola”.

Una manifestante incatenata in dissenso per la riforma della Scuola
Una manifestante incatenata in dissenso per la riforma della Scuola (Benvegnù-Guaitoli-lannutti)

Proteste anche da parte della Lega dove i senatori, dopo aver ribadito il loro no, hanno alzato dei fogli con la scritta “Ministro commissariato. Chi comanda??? Faraone!!!”. La parola è poi passata al Movimento 5 Stelle. I senatori pentastellati continuano la protesta di questa mattina che simulava il funerale della scuola pubblica.

Mancano riferimenti a personale Ata
“Nel rinnovato testo di riforma mancano riferimenti al prezioso operato del personale non docente, che permette il regolare funzionamento dei nostri 8.400 istituti autonomi e inspiegabile è la mancanza di 40mila unità di personale Ata, con oltre 36 mesi di servizio svolto, nel piano di 150mila assunzioni, poi ridotte a 100mila”. Lo dice in una nota l’Anief, Associazione nazionale insegnanti e formatori, chiedendo l’autorizzazione di almeno 22.261 immissioni in ruolo specifiche per gli Ata.

Riforma della Scuola . proteste dai banchi del Senato
Proteste dai banchi del Senato

“Come si fa a parlare di rilancio di istruzione pubblica, ignorando una delle parti fondamentali?” domanda il presidente Marcello Pacifico. “Il paradosso – continua – è che ad avviare la causa giudiziaria europea è stata proprio una denuncia per tutelare il personale Ata della scuola: grazie alla conseguente sentenza della Corte di Lussemburgo sull’abuso di precariato, entro 10 mesi il Governo italiano stabilizzerà 150mila docenti dimenticando però, dal piano straordinario di immissioni in ruolo, proprio la categoria da cui era partito il maxi-ricorso”. Eppure, conclude il presidente Anief, “la presenza stabile del personale non docente nella scuola risulta fondamentale, ai fini didattici ed organizzativi, tanto che senza il loro lavoro il nostro sistema di istruzione non potrebbe funzionare”.

Le reazioni
 “Il sì dei senatori del Nuovo centrodestra alla fiducia sul disegno di legge sulla scuola consentirà l’introduzione della cosiddetta ideologia gender nelle scuole italiane”. Lo dice in una nota il senatore Mario Mauro, presidente dei Popolari per l’Italia.

“La discussione generale svoltasi ieri – spiega – ha chiarito in modo inequivocabile che attraverso il comma 16 del maxiemendamento su cui il governo ha posto la fiducia viene introdotta nelle scuole italiane la cosiddetta ideologia del gender contro cui il partito del segretario Alfano si era apparentemente speso nella piazza delFamily Day pochi giorni fa”. “Fin troppo facile prendere in piazza gli applausi di famiglie e militanti cattolici e incassare in Aula il dividendo della subalternità culturale al renzismo e al Partito democratico”, conclude.

“La fiducia era l’ultimo strumento rimasto per accelerare l’approvazione della legge, che è una buona legge. Oggi è una bella giornata per la scuola italiana”. Così Andrea Marcucci, senatore del Pd e presidente della commissione Istruzione del Senato. Ai giornalisti che gli chiedevano delle proteste delle opposizioni, ha risposto: “Evidentemente le opposizioni non hanno letto attentamente il testo proposto dai relatori”. E sulle prossime assunzioni degli insegnanti, ha chiarito: “In termini giuridici saranno tutti assunti entro settembre”.

“E’ una grande riforma di centrodestra che abbiamo approvato governando col centrosinistra”. Così Renato Schifani, capogruppo di Ap al Senato, parlando con i giornalisti in sala stampa. “E’ una grandissima svolta – chiarisce – che il Paese attendeva da tempo”.

“Se la fiducia sul maxi-emendamento al disegno di legge scuola serve a garantire la stabilizzazione di tantissimi insegnanti che vivono da anni il dramma della precarietà, siamo ben disponibili a votarla”. Lo afferma in una nota Angelo Antonio D’Agostino, deputato di Scelta Civica.

“Soprattutto – continua – vogliamo che la scuola assuma finalmente i connotati di un’istituzione moderna, meritocratica, capace di preparare bene i nostri giovani e di inserirli al meglio nel contesto europeo e internazionale. La fiducia, aggiunge D’Agostino, “non è uno strumento che ci piace, così come non ci piace l’ostruzionismo. Preferiamo il confronto parlamentare aperto, anche serrato, purché sia rispettoso dei ruoli di maggioranza e opposizione. Un confronto che – chiude D’Agostino – auspichiamo sia sempre più frequente anche tra le forze di maggioranza”.

“La legge sulla scuola che il Senato sta per approvare ha un indubbio precedente, la riforma di Luigi Berlinguer del 1999. Inutile cercare altre paternità”. Lo dice in una nota la senatrice Laura Cantini della direzione Pd che replica al capogruppo di Ap Renato Schifani.

Fischi in aula-. Fischi e contestazioni invece senatori di Sel, che hanno anche indossato delle magliette con le scritte ‘Stabilizzare tutti i precari’, ‘No alla scuola di classe’ e ‘Libertà di insegnamento’.

La Lega vota contro la fiducia. “La Lega vota contro, vota no a questa fiducia. Non tanto perché è una fiducia che non daremo mai a questo governo, ma a questo provvedimento, che è la vasellina che state dando agli studenti e ai professori italiani”

Sel vota no a fiducia: Ddl crea frattura politica-cittadini”I senatori di Sel voteranno contro la fiducia a questo governo, che era scontata, ma soprattutto contro questo ddl, che riteniamo pessimo e che ancora una volta creerà una grande frattura tra la politica e i cittadini”.

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