Campania, slitta la prima seduta. Strategie per salvare De Luca

Vincenzo De Luca al giuramento da viceministro nel 2013
Vincenzo De Luca al giuramento da viceministro nel 2013 (Ansa/Lami)

Sono ore di frenetiche per Vincenzo De Luca, fatte di strategie e raffinati ragionamenti legali. Dopo la sospensione del governo, per effetto della legge Severino, il governatore della Campania “sollecita” e ottiene lo slittamento della prima seduta del consiglio regionale convocato dal consigliere anziano Rosetta D’Amelio per lunedi 29 luglio.

Il motivo è pura tattica procedurale per dare a De Luca i tempi di preparare un ricorso al giudice ordinario. Non può più farlo al Tar (Cassazione dixit), tribunale amministrativo che già lo aveva rimesso in sella alla guifa del comune di Salerno.

Con forme diverse lo scrive la stessa D’Amelio, ma la sostanza è quella. Il rinvio della prima seduta è stata deciso “per consentire gli opportuni approfondimenti sugli effetti del Dpcm”, acronimo di “Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministi” che ha stabilito la sospensione del neo eletto presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, in particolare il quarto degli adempimenti preliminari previsti dall’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio con l’esposizione del programma di governo da parte del presidente della Giunta. Alla comunicazione del rinvio della seduta di domani, scrive D’Amelio, “seguirà nuova convocazione nei termini previsti dall’articolo 34 dello Statuto e dall’articolo 4 del regolamento interno”.

La seduta dovrebbe tenersi quindi entro il 12 luglio, in quanto il regolamento interno del Consiglio prevede che la prima seduta dopo le elezioni regionali si debba tenere “non oltre il ventesimo giorno dalla data della proclamazione degli eletti”, avvenuta lo scorso 22 giugno e alla quale o stesso De Luca non ha presenziato.

Secondo il Fatto Quotidiano “la decisione di annullare l’assemblea regionale, presa da De Luca e dai suoi più stretti collaboratori, arriva dopo una riunione fiume tra lo stesso De Luca, il deputato Pd e avvocato Fulvio Bonavitacola, l’avvocato amministrativista Giuseppe Abbamonte presso lo studio di quest’ultimo, uno dei professionisti più importanti e apprezzati del mondo forense napoletano”. Tutti intenti a cercare la strada legale e procedurale per non fare cadere il neo governatore. Lo spettro di un ritorno alle urne sarebbe per il Pd di Renzi “catastrofico” sul piano della credibilità.

Sel e M5S già da domattina saranno sulle barricate politiche di palazzo Santa Lucia. La situazione, secondo taluni sarebbe diventata grottesca “Valeva la pena non candidarlo piuttosto che trovare escamotage per ripescarlo”, affermano fonti di Forza Italia.

Verso rilanciato dal vicepresidente della Camera Luigi Di Maio del Movimento 5 Stelle: “La Campania – spiega – non ha un governo da un mese perché il Pd ha deciso di candidare un condannato per abuso d’ufficio che non può fare il presidente. Li avevamo avvisati sul fatto che la Campania sarebbe piombata nel caos istituzionale ed ora Renzi si prenda la sue responsabilità. Questo modo di amministrare la cosa pubblica da banditi è la vera causa dello stato del Paese. Andiamo subito a votare!”, coclude l’esponente del M5S.