Verdini rinviato a giudizio. E filtra una velina: "Lascio Forza Italia"

Silvio Berlusconi e Denis Verdini (Ansa/Ferrari)
Silvio Berlusconi e Denis Verdini al Senato nel 2013 (Ansa/Ferrari)

Il senatore di Forza Italia Denis Verdini è stato rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Firenze, Anna Liguori, nell’ambito di un procedimento in cui vengono ipotizzati i reati di presunta bancarotta fraudolenta e di bancarotta preferenziale in relazione al fallimento di un’impresa edile di Campi di Bisenzio, in provincia di Firenze.

A quest’azienda, sarebbe stato concesso un affidamento da parte del Credito cooperativo fiorentino. Il coinvolgimento di Verdini viene ipotizzato in relazione al suo ruolo di presidente della banca all’epoca in cui si sono svolti i fatti.

A processo anche i due imprenditori titolari dell’azienda, padre e figlio. La prima udienza del processo si terrà il prossimo 13 ottobre.

Proprio nelle ore in cui c’è stato il rinvio a giudizio di Verdini per la presunta bancarotta, sono state fatte filtrare voci di un suo abbandono da Forza Italia. Fonti parlano ci sia stata una presunta colazione “turbolenta” a palazzo Grazioli, presenti Letta, Confalonieri, Ghedini e lo stesso leader di Forza Italia Sivio Berlusconi, dove, sempre secondo queste voci il “sostenitore” del patto del Nazareno siglato e poi abbandonato da Berlusconi, starebbe per lasciare gli azzurri per formare un gruppo autonomo in Parlamento. Gruppo che potrebbe essere, con alta probabilità, organico al governo guidato da Matteo Renzi.

Al momento sono solo voci né confermate né smentite. Probabilmente si tratta di una “velina” lanciata in pasto ai media per capire le reazioni, altrimenti sarebbe stato sufficiente un comunicato ufficiale di Verdini come hanno fatto tanti suoi ex colleghi che hanno lasciato Forza Italia.

Il motivo dell’addio sarebbe riconducibile alle “distanze” che segnano da tempo le posizioni del senatore Verdini con il leader di Forza Italia.

Ma il nocciolo vero è che Denis Verdini non ha mai digerito l’addio al patto del Nazareno, men che meno che la guida del partito sia stata di fatto affidata a Giovanni Toti, oggi governatore della Liguria. Una intesa, quella nella sede Pd, ufficialmente per fare le riforme insieme a Matteo Renzi (“le regole si scrivono insieme…”), ma di fatto un modo per fare da “stampella” a un governo che perde pezzi a sinistra e ne cerca di nuovi negli emicicli parlamentari. Verdini da grande mediatore politico è sempre riuscito a trovare le toppe giuste per rappezzare buchi piccoli e grandi.

Secondo la velina, Verdini, avrebbe detto a Berlusconi che lui ha i numeri per fare un gruppo. Bisognerà vedere. Non è escluso che riesca nel suo intento sebbene, secondo altre fonti, si starebbe cercando un compromesso per la successione a Berlusconi. Toti, giocoforza, non potrà più essere un punto di riferimento guida per Forza Italia e Verdini avrebbe avanzato l’ipotesi di prendere il suo posto, altrimenti via da Fi, sarebbe stato l’aut aut dell’ex falco.

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