Roma, Marino sempre più solo. Lascia Scozzese: "Brutto clima"

Ignazio Marino con l'ex assessore al Bilancio Silvia Scozzese
Ignazio Marino con l’ex assessore al Bilancio Silvia Scozzese

Il sindaco di Roma Ignazio Marino tra inchieste giudiziarie e gesti più o meno spontanei, sta rimanendo isolato. Dopo le clamorose dimissioni del vicesindaco Luigi Nieri, il caso dell’assessore alla mobilità (e l’azzeramento dei vertici Atac), Guido Improta, dimissionato da Marino dopo che lo stesso assessore aveva già annunciato la volontà di dimettersi, Ignazio Marino perde un altro importante pezzo. Si tratta dell’assessore al Bilancio Silvia Scozzese.

La Scozzese in una lettera indirizzata al sindaco della Capitale afferma che pure sono state compiuti passi in avanti rispetto al quadro ereditato, ma “da un po’ di tempo, tuttavia, registro l’affievolimento di questa azione ed il compimento di scelte che a me appaiono in contraddizione con le finalità che insieme ci eravamo dati.”

Detto questo, è l’altro passaggio critico nei confronti di Marino la Scozzese sottolinea che gli ha “rappresentato le mie perplessità e il mio fermo dissenso su scelte che reputo non opportune e non utili per il raggiungimento di risultati efficaci, e questo ha determinato un clima nel quale l’Assessore al Bilancio sembra essere diventato l’ostacolo principale al compimento delle scelte amministrative.” Parla di continua “pratica degli affidamenti diretti”.

E in una intervista a “Il Messaggero”, a chi gli fa notare che questi erano i metodi usati da Buzzi e Carminati l’ex assessore assicura che il “vero” motivo per cui lascia è il perpetuarsi di quei metodi: “Troppi affidamenti diretti, senza gara”, che tradotto significa che per lavori e appalti, Marino, secondo quanto sostiene l’ex assessore, sarebbe incline a favorire la sua cerchia di “amici” la quale non passerebbe attraverso le “normali” e “trasparenti” procedure di gara. “L’affidamento diretto” è in genere un incarico che si conferisce a una ditta giustificandolo per lavori di somma urgenza, questo farebbe evitare la chiama di almeno tre o cinque concorrenti che dovrebbero di norma essere invitati a partecipare. I lavori andrebbero alla ditta che offre il miglior prezzo. Ma anche in questi casi ci sono in genere dei trucchetti, usati un po’ dappertutto. E’ sufficiente invitare un “cartello” di aziende che fanno capo ad un unico referente e la cosa è fatta.

Quindi le dimissioni della Scozzese sono un altro duro colpo che Marino accusa ma non lo dà a vedere. Freddo e impassibile come un chirurgo in sala operatoria. Marino sa però bene che gli serve più filo per ricucire strappi e ferite che ormai nessuno intende più lasciargli.

“Ringrazio Silvia Scozzese – risponde il Sindaco – per il preziosissimo lavoro svolto, che mi ha aiutato nella mia determinazione di riportare Roma non solo al risanamento dei conti e alla legalità contabile ma anche a disegnare e attuare un piano di rientro del quale sono profondamente orgoglioso”.

Frasi di elogio e circostanza che non si negano a nessuno ma, fa notare Alfio Marchini, Ignazio Marino è un “furbo”. Con la Scozzese “è il secondo assessore al bilancio che sbatte la porta in pochi mesi. Entrambe sono donne preparate e di assoluto rigore morale. La terza donna che sbatté la porta – ricorda Marchini – era l’assessore ai servizi sociali che Marino voleva sostituire con tal Ozzimo, poi arrestato per Mafia capitale… Ma quanto dobbiamo aspettare perché sia evidente a tutti che questo Marino è solo un gran furbone che con cinismo nasconde le sue responsabilità e la sua palese inadeguatezza?”.

“È ormai apparsa la scritta “The End” sul governo del sindaco peggiore che Roma abbia mai avuto. Si dimette un altro Assessore, la Scozzese segue Improta e la Giunta continua a perdere pezzi”, è il duro commento di Davide Bordoni, coordinatore di Forza Italia Roma

Ciò che ora resta a Ignazio Marino è una rimodulazione dell’esecutivo. Gli tocca ricomporre la giunta e c’è che sostiene che entro martedi dovrebbe farcela. Il problema maggiore è rappresentato dal suo partito, il Pd, ossia da Renzi e Orfini che dovrebbero essere i loro interlocutori più prossimi per consultarsi e condividere le scelte. E invece gli fanno guerra.

Renzi lo ha già sfrattato (qualcuno maligna ci sia proprio lui dietro tutte queste dimissioni…), gli altri maggiorenti dem prendono le distanze dopo non solo le inchieste su Mafia capitale, ma soprattutto a seguito delle inchieste dei media internazionali (New York Times) che hanno mostrato a tutto il mondo il “degrado di Roma” sotto la gestione Marino. Per il caos trasporti, si è scusato pubblicamente facendo il mea culpa. Mai il Campidoglio era sotto assedio come oggi.

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