Renzi dà l'ultima chance a Marino: "O dai un segnale oppure…"

Matteo Renzi e Ignazio Marino (Foto Omniroma)
Matteo Renzi e Ignazio Marino (Foto Omniroma)

A Matteo Renzi non sono proprio piaciute le inchieste giornalistiche dei giornali stranieri sul degrado di Roma. La Capitale deve poter essere un biglietto da visita di efficienza e pulizia. Quelle immagini sul New York Times che immoratalavano bidoni di spazzatura che tracimavano in centro, sono una “ferita” per i romani, si pensi per chi volesse venire in vacanza a Roma o agli investitori stranieri. No, “Roma non merita questo”.

A Ignazio Marino, il premier segretario del Pd lo aveva già avvertito: “Se sossi in Marino, non starei tanto trantuillo”, facendo capire che è pronta la lettera di “sfratto” qualora non si fosse dato una mossa per “amministrare bene”. Un segnale che dopo gli scandali su Mafia Capitale non sono arrivati. Sommerso da mille problemi, non solo da carte e rifiuti, come la retata della procura di Roma in Campidoglio e le dimissioni di importanti esponenti, come il vicesindaco Nieri, l’assessore alla mobilità Improta e l’assessore al Bilancio Scozzese.

Un segnale che martedi 28 luglio Renzi, in concomitanza con la presentazione della nuova giunta, richiede al sindaco Marino. Con una lettera al Messaggero il premier lo invita a darlo, quel segnale, perché, dice, come governo “noi siamo pronti, siamo pronti per il Giubileo, pronti per le olimpiadi, le infrastrutture” e altre cose. “Vorrei che dal comune arrivassero proposte non polemiche a distanza”.

“Da qualche giorno – esordisce Renzi – una parte rilevante dei mezzi di comunicazione attende dalla Segreteria Nazionale del PD una parola definitiva sul caso Roma. Si dice: tocca a Largo del Nazareno – o addirittura a Palazzo Chigi – decidere il futuro del Campidoglio.

Matteo Renzi con Ignazio Marino
Matteo Renzi con Ignazio Marino

“Ignazio Marino – prosegue il presidente del Consiglio – sa che il Pd sta facendo tutti gli sforzi per dargli una mano. E sa che il Governo è pronto a continuare a collaborare con dedizione e tenacia. Adesso tocca a lui però presentare progetti credibili e concreti, dalla visione strategica fino alle buche per le strade o alla pulizia dei tombini quando piove”. Insomma, “Decida l’Amministrazione Comunale su quali progetti coinvolgere i cittadini e chiamare a raccolta le Istituzioni, a cominciare dalla Regione, il cui Presidente già in più occasioni si è mostrato sensibile e attento”.

Il segretario del Pd ricorda che “Roma ha eletto un Sindaco, appena due anni fa. A lui oneri e onori. Il Pd capitolino, ben guidato in questa fase di commissariamento da Matteo Orfini, ha un obiettivo unico e semplice: dare una mano a Roma. Non ci interessa puntellare una Giunta, fare un rimpasto, scambiare poltrone”, scrive Renzi.

“Tocca al Sindaco, adesso, nessuno può sostituirsi. Se ne sarà capace, avrà il nostro appoggio”. “Noi ci siamo. Siamo pronti sul Giubileo, siamo pronti sulle Olimpiadi, siamo pronti sulle infrastrutture, siamo pronti sulle periferie, siamo pronti sulle aziende partecipate. Purché dal Comune arrivino proposte, non polemiche a distanza”, sottolinea Renzi.

“Siamo disponibili a verificare i progetti che la città vorrà proporci, siamo pronti a studiare tutte le soluzioni praticabili per rilanciare Roma. Ma il Sindaco dia un segnale! E si interrompano una volta per tutte le manovre di piccolo cabotaggio figlie di una cultura politica vecchio stampo, che dovrebbe essere superata”, afferma il premier.

Oggi è il gran giorno del rimpasto dopo le defezioni delle ultime settimane. Per Marino è l’ultima chance che il premier segretario gli concede. Non sarà un reset totale, dovrà sostituire i dimissionari Luigi Nieri, che ricopriva la carica di vicesindaco, Guido Improta, assessore “renziano” ai Trasporti e dell’ultima uscita di scena Silvia Scozzese, “lady dei conti” del Campidoglio, che ha lasciato per i “troppi affidamenti diretti sugli appalti”. Secondo indiscezioni dell’Ansa, il deputato del Pd Marco Causi, salvo colpi di scena dell’ultima ora, dovrebbe diventare il nuovo numero due di Palazzo Senatorio prendendo la delega al Bilancio – compito che ha già svolto sul colle capitolino sotto la giunta Veltroni.

Di trasporti dovrebbe occuparsi Anna Donati, con alle spalle l’esperienza da assessore alla Mobilità sia a Bologna che a Napoli. Mentre la delega alla Periferie potrebbe andare alla “new entry” Marco Rossi Doria, già sottosegretario all’Istruzione con i governi Monti e Letta. Da oggi inizia, tra l’altro, in Campidoglio una “minimaratona” in assemblea capitolina per dare l’ok entro il 31 luglio all’assestamento al bilancio 2015. I numeri sembrano esserci e di certo Marino non avrà problemi a superare lo scoglio, l’unico, quello del Bilancio, che se non si supera si va tutti a casa.

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