Centrodestra, staffetta Berlusconi Salvini per la leadership

Intesa Salvini e Berlusconi - Patto Salvini e BerlusconiIl ticket Matteo Salvini-Silvio Berlusconi per “mandare a casa Renzi”. E la rinnovata alleanza tra Lega e Forza Italia, che si fonda su basi solide, visto che i contenuti del programma sono già concordati, mancano da definire solo i punti relativi all’Europa, sui quali “dobbiamo ancora accordarci”.

Dopo settimane, se non mesi, in cui il leader del Carroccio si è guardato bene dal dare il suo placet ufficiale a una rinnovata intesa con il Cavaliere, anzi non ha mancato di prendere le distanze da Forza Italia su alcuni temi, a partire dalla famiglia di appartenenza in Europa (“come allearsi con chi sta nel Ppe”, aveva detto ad esempio Salvini), oggi Salvini scioglie la riserva e in due diverse interviste sembra spianare la strada alla realizzazione del progetto berlusconiano.

Prima, infatti, sul Corsera dà ragione a Berlusconi sulle primarie per le comunali: “Se c’è l’accordo non si fanno” – salvo poi rilanciarle a livello nazionale “se esistono differenze, ed esistono”, su candidato e programmi -, e successivamente dalle colonne di Panorama si dice più che disponibile a un ticket con l’ex premier (“Sarebbe la soluzione migliore”, vista la “sua esperienza che mi sarebbe molto utile”, spiega).

Salvini, inoltre, svela di aver svolto un sondaggio a Ferragosto tra i militanti della Lega e il risultato è stato favorevole a una nuova alleanza con gli azzurri: “Anche i nostri ormai hanno capito che per mandare a casa Renzi bisogna allearsi con Forza Italia”.

Parole che vengono accolte dal partito di Berlusconi con un cauto ottimismo. In pochi, infatti, si affrettano a commentare (lo fanno Brunetta, Girò e Gelmini). Il timore, viene spiegato, è che si tratti solo dell’ennesima mossa tattica di Salvini. E il rischio di lasciargli campo libero alla guida del centrodestra viene considerato “elevato dagli azzurri. “Matteo sa che se si dovessero fare davvero le primarie nel centrodestra perderebbe con Berlusconi, meglio allora – sono i ragionamenti a caldo di alcuni big di FI – la scalata dall’interno, tenendo buoni noi e il Cavaliere.

Il quale, ancora in Sardegna per qualche giorno, continua a tessere la tela del nuovo progetto che coinvolgerà il partito, qualunque sia il nome – “Altra Italia” o ancora Forza Italia, o anche entrambi, il primo futuro perno della nuova coalizione di centrodestra, e fiore all’occhiello dell’ex premier, il secondo “contenitore” dell’attuale classe dirigente e dei parlamentari da riconfermare – l’importante, viene spiegato, è che la struttura sia più snella e che raccolga facce nuove, capitanate dagli annunciati ’20 saggi che saranno nella compagine governativa in caso di vittoria.

Ad ogni modo, per il momento Berlusconi non commenta le parole di Salvini, attende la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva per tornare a fare il punto con i suoi e magari mettere in agenda un nuovo faccia a faccia con il segretario leghista.

Una cosa, però, deve essere ben chiara al suo interlocutore lombardo: il leader sono e resto io, è il ragionamento del Cavaliere – ed ogni decisione va concordata con me. E i primi frutti stanno arrivando, spiegano i fedelissimi: Salvini ha capito che senza Berlusconi e Forza Italia non va da nessuna parte.

Sul tavolo, resta l’ipotesi di tornare a dialogare con il Pd – nessun nuovo patto, però, è l’imperativo – in vista della ripresa dell’iter sulle riforme (la posizione di Grasso sulle modifiche e i numeri risicati al Senato per Renzi potrebbero giocare a favore di Berlusconi), ma con il vero obiettivo di cambiare l’Italicum (premio di maggioranza da assegnare alla coalizione e non più alla lista). Del resto, a differenza di Salvini, che oggi ipotizza il ritorno alle urne nel giro di un anno, Berlusconi appare ai suoi più prudente. E la dead line del 2018 non gli dispiacerebbe affatto: serve tempo per la riorganizzazione complessiva a cui sta lavorando.