Renzi va in Rai e torna l'incubo del canone in bolletta

Matteo Renzi a In Mezz'ora torna incubo del canone in bolletta
Matteo Renzi a In Mezz’ora (Ansa/Onorati)

Sconti Ires, sul canone Rai, crescita e Verdini. Il premier Matteo Renzi a “In mezz’ora” delinea i contorni della legge di stabilità e parla degli scenari economici italiani ma, il giorno dopo l’ok ai primi articoli delle riforme parla anche dell’apporto dei senatori verdinani. Ecco quello che ha detto il presidente del Consiglio dalla Annunziata.

Torna l’incubo del canone in bolletta – “In legge di stabilità riduciamo il canone Rai e contemporaneamente diciamo che lo devono pagare tutti attraverso un meccanismo” che potrebbe essere quello del pagamento in bolletta. “Oggi costa 113 euro, il prossimo anno costerà 100 euro. Chi è onesto e paga, paga meno”. Il canone in bolletta per molte parti politiche è una “forzatura” su cui il governo aveva già tentato un “blitz” nei mesi scorsi, ma poi l’idea si era arenata per le vive proteste delle associazioni dei consumatori e delle opposizioni.

Gli  interrogativi senza risposta: ad esempio non sarebbero ancora chiari alcuni punti. E cioè, se il canone Rai è una tassa sul “possesso della Tv”, perché se una famiglia possiede tre Tv non deve pagare la tassa anche per gli altri due televisori come l’assicurazione o bollo per due o tre auto? Il canone Rai è una tassa forfetaria?

Altro punto importante: non è affatto chiaro se la ripartizione “dell’odioso canone Rai” avviene in quote anche per emittenti private, come Mediaset. Per molti oppositori, all’idea del canone in bolletta, “cavillo incostituzionale”, c’è il timore che ogni emergenza od ogni tassa, alla bisogna, possa essere inserita in bolletta dell’energia elettrica, il cui costo è stato già aumentato. Una tassa, il canone Rai, da molti definita illegittima, che comunque andrebbe a colpire le fasce deboli già oberate dei tributi locali. C’era pure stato pure un parere della Commissione Ue. Parere positivo sulla legittimità della legge, ma che non è assolutamente vincolante.

Pil arriverà all’uno per cento – La stima di crescita del Pil – secondo Renzi – è stata rivista al rialzo ma “secondo me arriverà all’1%”.

Dal 2016 taglio dell’Ires – “Il prossimo anno ci sarà anche, a dispetto delle aspettative, un intervento significativo sul lavoro, di riduzione delle tasse per le imprese. Volevo portarlo nel 2017, credo che riusciremo ad anticiparlo almeno in parte al 2016”.

Rientro dei capitali – Il premier fatto anche delle stime sul rientro dei capitali e spiegato come verranno usate queste coperture nella stabilità. “Il primo miliardo e mezzo è già entrato con la voluntary disclosure (collaborazione volontaria). Sul prossimo anno saremo molto prudenti nella legge di stabilità, metteremo poco: 2-2,5 miliardi. Ma sono convinto che dalla Svizzera arriverà una cifra intorno ai 5 miliardi”. “Con il collegato alla legge di stabilità – ha detto ancora – ci saranno mille poltrone tagliate ma non ci saranno tagli alla sanità”.

Verdiniani? Chi vota riforma aiuta l’Italia – “Sulle riforme – dice il presidente del Consiglio – credo che ci sia un gruppo di persone che fa una scelta utile per l’Italia. Chi appoggia le riforme aiuta l’Italia”. “I senatori che stanno con Verdini le riforme le avevano già votate: l’incoerenza non è di chi sta votando le riforme ma di chi ha cambiato idea”.

Non è più il tempo dei furbetti – Ma per tradurre questi annunci in atti concreti, c’è bisogno della collaborazione di tutti. “Le tasse le abbassiamo e le pagano tutti e chi è onesto paga meno: in Italia è finito il tempo dei furbi”.

Condividi