Il Senato approva il Ddl Boschi sulla riforma costituzionale

Banchi opposizione vuoti in Senato durante il voto finale al decreto sulle riforme costituzionali
Banchi opposizione vuoti in Senato durante il voto finale al ddl Boschi sulle riforme costituzionali (Ansa/Lami)

L’Assemblea di Palazzo Madama con 178 sì, 17 no e 7 astensioni, ha approvato con modifiche, in terza lettura, al disegno di legge n. 1429-B, il cosiddetto “Ddl Boschi”, di revisione della Parte II della Costituzione. Il provvedimento torna alla Camera per la quarta lettura. Le opposizioni sono uscite dall’aula al momento del voto.

La senatrice Josefa Idem (Pd) aveva votato per errore contro il ddl, ma poi ha preso parola chiarendo che il suo voto era a favore. Hanno annunciato voto favorevole i senatori Zanda (Pd), Mazzoni (Ala), Napolitano (Automie), Quagliarello (Ncd) e la senatrice Repetti (Misto-Insieme per l’Italia). In dissenso dal gruppo del Partito democratico, hanno votato contro i senatori Tocci, Casson e Mineo.

“Il vero obiettivo della riforma è il cambiamento non dichiarato della forma di governo, con l’introduzione del premierato assoluto. Il superamento del bicameralismo è pasticciato: il Senato non sarà né una Camera di garanzia né una Camera delle autonomie. Anche la sen. Cattaneo (Aut), in dissenso dal Gruppo, ha annunciato l’astensione, dichiarandosi estranea ad un testo, elaborato in sede extraparlamentare e approvato per ragioni politiche contingenti, che trasforma il Senato in un ircocervo istituzionale”, è stato detto.

Approvata, dunque, la riforma il cui testo sarà forse quello definitivo e sarà sottoposto ai cittadini nel referendum dell’ottobre 2016. “L’Italia – aveva detto il premier Matteo Renzi in mattinata – può essere meglio della Germania: basta col piagnisteo. Noi facciamo le riforme, con un grande abbraccio ai gufi e ai loro derivati”.

“Oggi al Senato approviamo le riforme costituzionali – ha scritto Renzi su Facebook – in terza lettura. Si può essere o meno d’accordo su ciò che siamo facendo, ma lo stiamo facendo: la lunga stagione della politica inconcludente è terminata. Le riforme si fanno, l’Italia cambia”. Soddisfatta il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi che twitta: “Grazie a chi ci ha sempre creduto”.

Opposizioni in trincea: la Lega ha lasciato l’Aula con la Costituzione in mano dopo la dichiarazione di voto. Tutti i senatori M5S sono usciti lasciando i banchi i banchi deserti non appena l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha cominciato a parlare nell’Aula di Palazzo Madama. All’attacco anche Forza Italia: “Anche noi come altri partiti dell’opposizione non parteciperemo al voto finale”, afferma Paolo Romani presidente di Forza Italia in Aula al Senato. Critico Beppe Grillo che in un post su Twitter indica in Verdini e Napolitano i senatori che con la loro politica starebbero stravolgendo la costituzione.

La maggioranza dei senatori di Forza Italia, prima in piedi nell’emiciclo dell’Aula, ha deciso di uscire fuori. Tra loro il capogruppo Paolo Romani e i senatori Bernini, Gasparri, Rossi. In Aula sono rimasti seduti i senatori azzurri che hanno deciso di votare a favore del ddl Boschi.

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