Unioni civili, è scontro nella maggioranza tra Boschi e Alfano

Unioni civili, è scontro nella maggioranza tra Boschi e Alfano
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, Ncd, con il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi (Ansa Carconi)

 

Le Unioni civili sono da sempre argomento scottante. Se ne parla da quando c’era l’Ulivo di Prodi. Al governo oggi c’è il centro sinistra di Renzi che sulla materia vorrebbe portare a casa una legge che la disciplina. Ma c’è un nodo: Ncd, alleato del premier che le Unioni civili le vede come fumo negli occhi.

Il partito di Alfano, ma anche prima, quando era con il Pdl di Berlusconi, sarebbe disposto a regolamentare i diritti sulle unioni civili, ma il contrasto nasce sull’innesto inevitabile delle unioni omosessuali, l’adozione di minori da parte di coppie dello stesso sesso e, in futuro, fatta la legge, è quasi scontato cominciare a parlare di nozze gay.

Il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi, l’altra sara a Porta a Porta ha fatto sapere che prima si lavorerà sulla legge di stabilità, poi, “a gennaio” 2016 si avvierà il confronto sul tema. Oggi sollecitata dopo il muro di Ncd, ha detto in sostanza che il Pd è disposto a fare maggioranze variabili. Il che significa che se Ncd non vota le Unioni civili i dem sono disposti a cercare negli emicicli nuove compagni d’avventura.

“Faremo il possibile per trovare un accordo in Parlamento. Cerchiamo punti di incontro con Ncd, è una fatica che dobbiamo fare. Ma per il Pd questo è un tema irrinunciabile. Se Ncd non darà il suo appoggio faremo accordi, alleanze con altre forze per portare a casa la legge”, ha messo i puntini sulle “i” la Boschi. “Il Pd non basta. Ma questa legge si deve fare – ha sottolineato il ministro delle Riforme alla festa nazionale dell’Idv – è un impegno di civiltà. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B”. La Boschi ha ribadito la volontà del Pd di accelerare sulla legge: “Se ci sarà spazio entro dicembre faremo la legge, l’obiettivo del Pd è quello di portarla a compimento il più presto possibile”.

“Anche noi siamo pronti a ogni alleanza in Parlamento e al ricorso al voto segreto, pur di bloccare le adozioni da parte delle coppie gay”, ha replicato a stretto giro il leader di Ncd Angelino Alfano che già aveva fatto sapere di non votare a favore del ddl Cirinnà.

“Ci sono temi su cui si può decidere anche di non sostenere più un governo”, ha detto dal canto suo Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale della Lombardia ed esponente del Nuovo Centrodestra lombardo, che dal palco del convegno sulla famiglia tradizionale organizzato dalla Regione ha espresso il suo “no” al Pdl Cirinnà sulle Unioni civili, accolto da un forte applauso del pubblico.

Sul tema interviene anche l’ex coordinatore del Ncd Gaetano Quagliariello che si era dimesso in dissenso con la maggioranza Pd. “Si continua a fare di tutto per sancire la subalternità di Ncd”, ha detto Quagliariello. “È vero infatti, come afferma il ministro Boschi, che le Unioni civili non fanno parte del programma di governo, ma allora non si capisce per quale motivo i ministri e gli esponenti Pd dell’esecutivo continuino a parlarne e ad assumere iniziative in proposito. Ricordo che il ministro Alfano per correttezza e sensibilità non partecipò al Family Day di piazza San Giovanni. Ma ancora una volta, evidentemente, c’è chi può e chi non può: il Pd può, Ncd non può”, ha chiosato Quagliariello.

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