Petrolio Eni: pm si appellano per arresto Gianluca Gemelli

Petrolio Eni: pm si appellano per arresto Gianluca Gemelli
Gianluca Gemelli

La Procura della Repubblica di Potenza presenterà appello contro il rigetto da parte del gip del Tribunale del capoluogo lucano della richiesta di arresto per Gianluca Gemelli, il compagno dell’ex Ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che è indagato per concorso in corruzione e per millantato credito nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata.

La richiesta di arresto di Gemelli – rigettata dal gip Michela Tiziana Petrocelli – fa parte del filone dell’inchiesta che riguarda la costruzione del centro oli della Total a “Tempa rossa”, a Corleto Perticara (Potenza). In questo filone Gemelli è indagato insieme ad altre 22 persone, tra le quali l’ex sindaco di Corleto Perticara, Rosaria Vicino, che da giovedì scorso si trova agli arresti domiciliari.

I DETTAGLI DELL’INDAGINE nella quale si indaga anche su eventuali ipotesi di disastro ambientale. L’Eni si difende sostenendo, in base a studi commissionati ad epsrti che “lo stato di qualità dell’ambiente, studiato e monitorato in tutte le sue matrici circostanti il Centro Olio” di Viggiano (Potenza) “è ottimo secondo gli standard normativi vigenti”.

Intanto nell’ambito dell’inchiesta, i pm di Potenza ascolteranno il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, e l’ex ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.

Dopo le dimissioni della Guidi le opposizioni sono sul piede di guerra e vanno all’attacco. Il centrodestra ha annunciato una mozione di sfiducia al governo, sottoscritta anche da Forza Italia e presentata sia alla Camera che al Senato. Sulla stessa linea anche il movimento cinque stelle che ha fatto sapere che presenterà un proprio documento di sfiducia e invita tutti a votarlo.

Renzi, mozione sfiducia? Non ci manderanno a casa – “La disponibilità immediata di Guidi ad un passo indietro ha gettato nel panico le varie opposizioni che a quel punto non sapendo che fare hanno iniziato ad urlare ancora più forte chiedendo le dimissioni dell’intero governo, responsabile non si sa bene di cosa. E presentando l’ennesima mozione di sfiducia. Andremo in Parlamento, spero prima possibile. E ancora una volta il Parlamento potrà mandarci a casa, se vorrà. Ma non credo succederà neanche stavolta”. Lo scrive Matteo Renzi nella sua eNews, sull’inchiesta petrolio.

“Chi ruba va a casa anzi in carcere – sostiene il premier che oggi è intervenuto alla scuola di formazione del Pd – perché chi ruba non sta rubando solo qualcosa ma il futuro, che è la cosa peggiore” ma “chi ruba lo decide una sentenze e noi vogliamo che i magistrati lavorino ma quando si cerca di buttarla in rissa rispetto alla comunità del Pd se ne risponde nelle sedi opportune i tribunali sulla piazza”

Grillo, Renzi devia l’attenzione sulla Guidi – “Perché deve pagare solo il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, se l’emendamento incriminato è stato approvato dall’intero Governo all’interno della sua stessa legge di Stabilità? È evidente il tentativo del Bomba di sviare l’attenzione sui rapporti famigliari tra la Guidi e il compagno Gianluca Gemelli”. Lo scrive il M5s sul blog di Beppe Grillo

Le accuse all’ammiraglio De Giorgi nel filone siciliano dell’inchiesta – Il capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, è indagato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di influenze e per concorso in abuso d’ufficio in un filone siciliano dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata. La notizia (pubblicata stamani anche dall’edizione Basilicata de “Il Quotidiano del Sud”) ha trovato conferme in ambienti giudiziari. Secondo quanto si è appreso, De Giorgi è indagato nell’ambito di accertamenti sull’attività dell’Autorità portuale di Augusta insieme a Gianluca Gemelli, compagno dell’ex ministra Federica Guidi, al dirigente della Total, Giuseppe Cobianchi, all’ex sindaco di Corleto Perticara (Potenza), Rosaria Vicino, all’imprenditore Pasquale Criscuolo, a Nicola Colicchi, collaboratore della Camera di Commercio di Roma, e al presidente del Collegio dei Revisori dei conti della stessa Camera di Commercio, Valter Pastena (ex direttore generale della Ragioneria di Stato). Negli scorsi mesi, agli indagati è stato notificato un avviso di proroga delle indagini preliminari.

“Non conosco sulla base di quali fatti il mio nome venga associato a questa vicenda. La cosa mi sorprende e mi amareggia, e tutelerò la mia reputazione nelle sedi opportune”: così il capo di Stato maggiore della Marina, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in merito alle notizie del suo coinvolgimento nell’inchiesta della procura di Potenza. (Ansa)

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