Il Senato respinge le mozioni di sfiducia contro governo

Il Senato respinge le mozioni di sfiducia contro governo
Matteo Renzi al Senato (Ansa)

ROMA – L’Aula del Senato ha respinto le mozioni di sfiducia contro il governo. La prima presentata dal Movimento Cinque Stelle è stata bocciata con 183 no, i favorevoli sono stati 96 e nessun astenuto. La mozione di Forza Italia, Cor e Lega è stata respinta con 180 no e 93 sì. Dopo aver incassato la “vittoria” al referendum “mancato” sulle trivelle, Renzi porta a casa un’altra riconferma al suo operato.

Presente al Senato il premier, prima di replicare ha espresso “solidarietà ai giornalisti insultati” nel corso del dibattito. Durante la discussione infatti, Tito Di Maggio di Cor ha citato Marcello Sorgi. “Non ho ancora compreso se sparare così tante imbecillità aiuti a diventare direttore del Tg1 o serva a farsi ospitare nei salotti televisivi”, ha detto il senatore di Cor riferendosi ad una puntata di Ballarò dove era ospite Sorgi.

“E’ legittimo non essere d’accordo sui provvedimenti – ha detto Matteo Renzi – ma è impossibile negare che quegli argomenti al centro dell’azione programmatica sono stati affrontati con successo da governo e parlamento. Mi riferisco alla riforma costituzionale, alla legge elettorale e ai provvedimenti sulle tasse”, ha replicato il presidente del Consiglio in aula alle critiche contenute nella mozione di sfiducia di Fi.

“Accetto la sfida sul tema della moralità in politica, tema sempre scivoloso”, ha detto ancora Renzi elencando i 5 punti delle critiche contenute nelle mozioni di sfiducia al Senato, in particolare quella di Fi.

“I numeri del Jobs Act – ha sottolineato il premier – non sono numeri sui quali si possono avere degli equivoci. I dati Inps di oggi segnano rallentamento ma nel 2015, e sono dati molto semplici ci sono stati 911mila contratti a tempo indeterminato in più. Quell’incentivo lo abbiamo voluto noi e siamo fieri che questo incentivo abbia aiutato imprenditori ad assumere. E ci dispiace che qualcuno si sia tirato indietro rispetto a quell’impegno”.

L’attuale schema di governo “è stato alla base del vostro sostegno al governo Letta venuto meno in base a valutazioni del vostro capo di partito – ha replicato il premier a Forza Italia sull’accusa di mancata moralità politica di un governo non eletto -. Come potete contestare a Ncd e poi ad Ala di rimanere fedeli al patto al quale anche voi eravate legati ed è venuto meno per correttissime valutazioni politiche. Voi avete cambiato idea non gli altri”.

Poi ancora: “Io sono per al giustizia non per i giustizialisti. L’Italia ha conosciuto figure di giudici eroi ma ha conosciuto negli ultimi 25 anni pagine di autentica barbarie legate al giustizialismo. L’avviso di garanzie è stata una sentenza mediatica definitiva, vite di persone perbene sono state distrutte mentre i delinquenti avevano il loro guadagno nell’atteggiamento populista di chi faceva di tutto un erba un fascio. L’avviso garanzia non è mai condanna”. “I giudici devono parlare con le sentenze e noi li incoraggiamo ma le sentenze devono arrivare presto perchè noi vogliamo sapere chi è il responsabile, il colpevole, chi ruba”, ha detto Renzi parlando dell’inchiesta di Potenza.

“Oggi in Senato – avevano scritto i grillini prima del voto al Senato – si vota sfiducia al Governo proposta da M5S. Sfiduciamoli. Per occuparci dei cittadini, non delle lobby, dei banchieri e dei petrolieri. Devono andare a casa perché fanno solo gli interessi delle lobby, dei loro amici e dei loro parenti”.

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