Renzi scalda la direzione Pd, ma è scontro con Cuperlo

Renzi scalda la direzione Pd, ma è scontro con Cuperlo
Matteo Renzi

ROMA – Mobilitazione permanente, con il Pd in versione banchetti o “banchini”, fino a luglio. Poi, ancora “attenzione alta” sul referendum durante i mesi estivi per arrivare al rush finale di settembre, quando si cercherà di rispondere ai toni da campagna elettorale del fronte del “No” con gli argomenti della politica alta, durante il secondo corso di formazione di Classe Dem.

Il premier-segretario del Pd, Matteo Renzi, sale sul podio del Nazareno per dettare la linea al suo partito da qui all’appuntamento principale di tutta la legislatura, il referendum confermativo sul Ddl Boschi. Lo fa, anche, tendendo nella direzione Pd una mano alla sinistra interna, consapevole della necessità di compattare tutte le anime dem, per non rischiare vittorie di misura o, peggio, una sconfitta che segnerebbe la fine della legislatura. Una richiesta di tregua esplicita, nel momento in cui il premier chiede, di fatto, il cessate il fuoco alla controparte interna.

“Io credo che noi non abbiamo nessun motivo per continuare, nelle prossime ore e nelle prossime settimane, una sfibrante discussione interna quando altri nostri amici sono impegnati sul territorio”.

E come prova della sua buona volontà, il segretario annuncia l’anticipo del congresso in autunno, rispondendo cosi’ a una richiesta esplicita della sinistra. Un altro segnale “distensivo” da parte di Renzi è arrivato sulla segreteria. Anche qui, la sinistra del partito chiedeva di tornare a convocare l’organo di governo del Pd in cui, al momento, la sinistra non è rappresentata. L’annuncio del segretario di voler procedere a una “verifica” della segreteria dopo le amministrative è letta dalla minoranza proprio come un tentativo di rabbonimento dei “ribelli” in vista della lunga campagna referendaria.

Ma dalla sinistra democratica non sono arrivati segnali incoraggianti: maglio sarebbe stato, ha spiegato Cuperlo, se la relazione del segretario si fosse concentrata sull’appuntamento elettorale più prossimo, quello con le amministrative. Renzi, però, non sembra preoccuparsene più di tanto. è vero che i sondaggi vedono il Pd in forte difficoltà in più di un grande comune, ma è pur vero che, fanno notare fonti di maggioranza, che il partito ha dato prova di saper ribaltare anche i dati più catastrofici.

“Ci danno quinti, sesti in molte realtà, una cosa difficile da credere”. E invita i candidati “ad andare tra la gente, con il sorriso aperto, orgogliosi di quello che stiamo facendo insieme”. La mente corre alle Europee 2014, quando i dem segnarono il record con quel 41 per cento che Renzi considera la vera e propria legittimazione popolare ad una legislatura nata sotto l’ala di Giorgio Napolitano e con lo scopo dichiarato di riformare il Paese. Ecco perché il premier, davanti alla direzione, è tornato a spiegare che, se perde, sarà la fine della legislatura.

La tregua nel partito, dunque, dura lo spazio della relazione del segretario. Una manciata di minuti e sale sul podio lo stesso Cuperlo, che accusa “il bullismo anagrafico” esercitato dal gruppo dirigente del Pd contro i costituzionalisti che si sono schierati per il “No” al referendum. Non solo: Cuperlo ha poi accusato la Boschi di aver accostato la sinistra interna a Casa Pound, chiedendo di rettificare le dichiarazioni rilasciate in un incontro pubblico. Niente da fare. La Boschi sale sul palco e usa toni di fuoco contro il collega di partito: “il fatto che votiate come Casa Pound”, contro le riforme, “è un dato di fatto, mi chiedo quando vedremo una direzione senza gli attacchi della sinistra al nostro segretario e premier”. (Agi)