M5S: Grillo, il cerchio magico e la sindaca bugiarda che doveva dimettersi

Caos M5S. Grillo, il cerchio magico e la sindaca bugiarda
VOLTI TESI. Beppe Grillo e Luigi Di Maio a Nettuno (Ansa/Campana)

Il Movimento 5 Stelle sempre più nella bufera a Roma dopo le bugie di Virginia Raggi su Paola Muraro, l’assessore indagata per reati ambientali. Dopo la riunione fiume di martedì, ieri a Nettuno il leader del movimento Beppe Grillo, insieme al suo cerchio magico, ha tenuto un comizio poco esaltante per “rilanciare” il movimento e far sapere ai suoi (forse anche ai romani) che “abbiamo fatto una cazzata”. Se ne sono accorti, meglio tardi che mai!

Tra gli interventi, anche quello di Luigi Di Maio, che ha detto di aver “sottovalutato il contenuto” di una emai scritta da Paola Taverna al vicepresidente della Camera lo scorso 5 agosto in cui la parlamentare pentastellata lo metteva al corrente dell’indagine in carico all’assessore Muraro.

Il sindaco Virginia Raggi, che sapeva fin da luglio dell’inchiesta in corso sulla ex consulente Ama, è quella che ne esce peggio. Si limita a schivare i giornalisti e continua imperterrita a postare video e post nella “rete” per far sapere che la sua amministrazione andrà avanti come se nulla fosse successo, ma le bugie hanno sempre le gambe corte. “Del caso Muraro dovranno occuparsene i Pm”, si sente dire nel video.

La sindaca è sulla graticola, pressata (legittimamente) dagli altri partiti, ma più della Muraro – che non è stata eletta da nessuno – appare quella che racconta più bugie di tutti, come Di Maio che “sottovaluta” o sorvola (o sapeva bene, informando lo stesso Grillo…) su cose invece “delicate” come la mail in basso. E questo atteggiamento ricorda le bugie di Ignazio Marino, finito nel tritacarne mediatico dapprima per il parcheggio della sua auto al Senato fino alle menzogne, sulle multe che hanno segnato la sua fine politica in Campidoglio.

Fosse accaduto in un altro partito sarebbe stata roba di poco conto (come del resto lo è, un indagato), ma siccome la “trasparenza” e “l’onestà” sono i pilastri su cui fonda il movimento di Grillo, la notizia c’è, eccome. Menzogne su menzogne e l’imbarazzo di spiegare.

E ogni qualvolta si tenta di mettere una pezza, il buco si allarga. Si parla di doppia morale. Senza entrare nelle polemiche che i Cinquestelle hanno fatto agli altri partiti, la doppia morale i grillini l’hanno praticata al loro interno: proprio Virginia Raggi chiedeva maggiore trasparenza quando il sindaco di Parma Pizzarotti era stato indagato. Si era scandalizzata: “Ma come?!!…”.  Lo stesso avevano detto quando fu indagato per un niente il sindaco M5S di Livorno, fino alla vergognosa vicenda del sindaco di Quarto, dove hanno espulso la sindaca che non era manco indagata.

Caos M5S. Grillo, il cerchio magico e la sindaca bugiarda
Ecco l’email che informava Di Maio dell’indagine sulla Muraro (Il Messaggero)

Il cerchio magico del M5S e lo stesso leader a Nettuno hanno comunque dettato la linea. Virginia Raggi sarà “sorvegliata”, facendo intendere che è del tutto inadeguata ad amministrare soltanto un condominio, figuriamoci il Campidoglio. Dovranno dimettersi gli assessori Muraro e De Dominicis oltre a ridimensionare ruolo e stipendio del segretario particolare Romeo e l’allontanamento del vice capo di gabinetto, Raffaele Marra.

Una scelta obbligata per i Pentastellati che altrimenti avrebbero dovuto chiedere le dimissioni del sindaco Raggi, che per molti grillini erano”sacrosante”, per manifesta incapacità e perfino bugiarda. Il che sarebbe catastrofico per la Capitale d’Italia che passerebbe da Mafia capitale, a Marino, dal commissariamento all’attuale sindaco ad un altro commissariamento, con effetti devastanti per tutta Roma. E’ evidente che la Raggi ha trascinato il movimento in una spirale da cui è difficile uscire. Potrà continuare a governare, sì, ma ha oramai perso ogni fiducia e credibilità, elementi essenziali in politica e soprattutto quando si governa.

Naturalmente il M5s, sarà costretto a pagare un dazio altissimo: quello di un Movimento, che mirava al governo nazionale, che ora sprofonda solo e soltanto per singole responsabilità di pinocchietti anche poco scaltri. Poiché le bugie in politica sono peggio di un indagato o di uno sotto processo, altro che costi della politica. E chi mente una volta, come Virginia Raggi, si pensa continui a mentire sempre. Questo è un serio problema che assilla i grillini. Perché si può anche essere inesperti, ma furbetti e bugiardi no!. Oltretutto in un partito nato all’insegna della trasperenza e dell’onestà, almeno intellettuale.

Grillo e il suo cerchio magico hanno scelto dunque il male minore: far rimanere la sindaca altrimenti le conseguenze sarebbero, come detto, davvero disastrose per Roma. Ma ciò, porterà inevitabilmente il M5S, a un lento e inesorabile logoramento.

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