Referendum, Renzi attacca Bersani: “Hai votato 3 volte la riforma”

Renzi e Bersani nel 2013
Renzi e Bersani nel 2013 (Ansa/Di Meo)

Botta e risposta tra il premier Matteo Renzi e l’ex segretario Dem Pierluigi Bersani che, dalle pagine del “Corriere”, ha fatto sapere che la posizione della minoranza Dem resta sul no al referendum sulle riforme.

Renzi, ospite dell’Arena di Massimo Giletti, ha sottolineato: “Rispetto le posizioni di tutti” ma ha anche evidenziato che “Bersani ha votato per tre volte la riforma”. “Questa riforma – ha detto Renzi – non l’ho scritta io da solo a Rignano sull’Arno, è stata due anni e quattro giorni in Parlamento”.

“Bersani l’ha votata 3 volte, se cambia idea per il referendum ognuno si farà la sua opinione”. Il tutto alla vigilia della riunione della direzione Dem nella quale l’ex segretario dovrebbe annunciare il suo No al referendum.

Durante la trasmissione, Renzi ha anche distinto “chi fa politica per cambiare il paese e chi solo per attaccare gli altri”. E ha aggiunto: “Quando uno vota per antipatia è un elemento che dimostra una scarsa visione del Paese”.

Il premier parlando della riforma sottolinea che: “questo è l’inizio” di un percorso riformatore. “Dal primo giorno – ha detto Renzi – andai al Senato per dire che non sono qui a vivacchiare e tutti applaudirono Napolitano sull’esigenza delle riforme. Ora finalmente dopo 30 anni qualcuno ha fatto la riforma teorizzata da molti e votano i cittadini”. Così Matteo Renzi, all’Arena, sostenendo che “una persona che guarda l’Arena chiede meno costi, più concretezza e maggiore semplificazione”.

“Molti – ha detto ancora – fanno scenari foschi io semplicemente dico che se vince il No non cambia niente, non dico che arriverà la peste, continueremo con gli stessi numeri e gli stessi costi”.

“Berlusconi ha votato questa riforma in I lettura poi si è rotta quando abbiamo eletto Mattarella. E’ una posizione che rispetto ma non capisco, secondo me un sacco di gente di destra non starà dietro ai giochini politici, alla fine, votando su un quesito chiaro, gli italiani saranno più attenti a far risparmiare lo Stato che alle discussioni di Renzi, Berlusconi, D’Alema e Grillo. Noi passiamo, siamo provvisori, le istituzioni invece restano”. (Ansa)

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