I mille giorni di Renzi: “Il No avanti nei sondaggi? Nel 2016 tutti sbagliati”

Il premier Matteo Renzi nella conferenza dei mille giorni di governo
Il premier Matteo Renzi nella conferenza dei mille giorni di governo

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha raggiunto il traguardo dei mille giorni di governo. Per l’occasione, il premier ha tenuto una conferenza stampa a palazzo Chigi sottolineando, prima di passare ai numeri dell sua amministrazione, che il suo governo è quarto per longevità di tutta la storia repubblicana.

La prima slide di Renzi è quella delle cifre Istat sull’occupazione. In questi mille giorni gli occupati sono + 665.000, il numero dei dipendenti a tempo indeterminato è cresciuto di  487.000 unità mentre il bacino di inattivi è di – 665.000. Per dire, in soldoni, che il tasso di disoccupazione è sceso dell’1,1% mentre il tasso di disoccupazione giovanile è calato del 5,9 percento.

Passando alle questioni di questi giorni, il capo del governo è tornato a parlare del referendum del prossimo 4 dicembre. “Se dovesse perdere il Si faremo una verifica politica”, ha detto. “Questo governo è nato per fare le riforme costituzionali, le abbiamo fatte e deciderà il cittadino se vanno bene o no. Nostro compito era anche portare a casa la ripartenza che va ancora piano ma è molto più forte di prima”.

Renzi illustra le slide durante la conferenza stampa sui suoi mille giorni al governo (P. Chigi)
Renzi illustra le slide durante la conferenza stampa sui suoi mille giorni al governo (P. Chigi)

“Credo che sia fisiologico che davanti ad una possibile novità politica ci sia una fibrillazione maggiore dei mercati”, ha detto in riferimento agli allarmi di Bankitalia sull’attesa del referendum che potrebbe preoccupare gli investitori.

“Personalmente – ha spiegato Matteo Renzi – reputo ovvio l’assioma Riforme-Pil su e, al contrario, che lo spread salga se non si fanno. Detto questo, però, chiarisco che il compito di chi sostiene il “Sì” non è usare la carta della paura ma cercare di riempire di motivazioni le ragioni del “Sì”. Bankitalia poi fa il suo mestiere”.

“Tutti i sondaggi danno il “No” al referendum in testa. Si potrebbe buttarla sul ridere dal momento che nel 2016 non ne hanno azzeccato una sola, non è che devono iniziare questa volta”, dice il premier in merito ai sondaggi che davano per vincente prima il No alla Brexit e poi la vittoria di Hillary Clinton negli Usa.

Tuttavia, prosegue, “vedo la partita referendaria totalmente aperta in ragione degli indecisi. E le buone ragioni che ci spingono a lottare per il “Sì” sono più forti che mai. Sono convinto che la maggioranza silenziosa degli italiani sappia scegliere sulla base del quesito, poi potranno scegliere Sì o No”.

“Se vince il “No” cosa accadrà al governo lo scopriremo solo vivendo….Seriamente io penso che questo referendum possa segnare davvero il cambiamento, questo governo è nato per cambiare e fare le riforme. Ove i cittadini bocciassero le riforme, verificheremo la situazione politica”.