“Bella Ciao Salvini” e devastano Napoli. Arresti e denunce

Un teppista lancia oggetti contro la Polizia contro la presenza di Salvini a Napoli
Teppisti dei centri sociali lanciano oggetti alla Polizia contro la presenza di Salvini a Napoli (Ansa/Fusco)

Guerriglia urbana sabato a Napoli per l’arrivo del leader della Lega Matteo Salvini. Il bilancio è di tre arresti e tre denunce tra i teppisti che si erano riuniti per impedire al capo leghista di parlare in una pubblica manifestazione autorizzata. Il corteo contro Salvini era battezzato dal sindaco partenopeo Luigi de Magistris che ora è al centro di aspre critiche un po’ da tutte le parti politiche. C’è chi sostiene che l’ex pm ha fatto un “grande regalo a Salvini”, per via della solidarietà incassata dal leader del Carroccio.

Molotov e sassi contro la Polizia che ha risposto con lacrimogeni per disperdere i facinorosi. Il quartiere Fuorigrotta è stato letteralmente ostaggio degli antagonisti dei centri sociali che hanno sfasciato tutto ciò che trovavano davanti: auto, segnali stradali, cassonetti dei rifiuti bruciati. Al termine del corteo si contano 34 feriti (28 tra polizia e carabinieri, 6 tra i manifestanti.

Un pomeriggio di violenza che a Napoli non si ricordava da tempo, dalla riunione della Bce a ottobre 2014 quando i black bloc devastarono la città per l’arrivo di Mario Draghi e altri grandi banchieri.

Scontri annunciati da giorni di polemiche e ora tutti a dire che c’era da aspettarselo dopo che la sede del comizio, la Mostra d’Oltremare, occupata l’altro ieri dai centri sociali, è stata prima negata e poi riassegnata d’ufficio al leader leghista nel giro di poche ore su disposizione del ministro dell’Interno Minniti.

Nel corteo c’erano gli attivisti di Dema, l’associazione che fa capo al sindaco, i centri sociali ma anche Verdi e Sinistra Italiana. C’erano i precari, i movimenti di lotta per il lavoro, i collettivi studenteschi e i neoborbonici, ma c’e’ chi riconosce anche alcune frange di ultrà del Napoli. Tutti al grido di Bella Ciao e con la costituzione (soprattutto l’articolo 21) nel cuore.

SALVINI PARLA ALLA MOSTRA D’OLTREMARE – “La prossima volta che vengo a Napoli la manifestazione la facciamo in piazza del Plebiscito, così vediamo”. Lo dice il leader della Lega Nord Matteo Salvini aprendo il suo discorso alla Mostra d’Oltremare a Napoli. “Quattro delinquenti che non sono Napoli, sono vicino alla forze dell’ordine. Complimenti de Magistris sta tirando su una bella gioventù” ha aggiunto.

“Al governo abbiamo ministri razzisti nei confronti degli italiani, odiano i cittadini italiani” ha anche detto Salvinii. “Posso aver sbagliato in passato, ma non ho intenzione di sbagliare sul futuro, e il futuro dell’Italia è il rispetto delle diversità all’interno del Paese” ha sottolineato.  “Le adozioni gay sono abominio contro la natura, un premio all’egoismo degli adulti e mi vergogno di vivere in un paese dove ci sono giudici che rinnegano a coscienza” ha anche detto il leader della Lega.

De Luca, Salvini ha diritto parola, è libertà  – “Esprimo a nome del Pd la nostra solidarietà a Matteo Salvini.In questo momento sono in corso a Napoli scontri alimentati dai centri sociali che non lo fanno parlare, io la penso esattamente al contrario di Salvini ma lui ha diritto di parlare dove e come crede, il diritto di parola è il diritto alla libertà di tutti noi. Esprimo solidarietà anche alle forze di polizia”. Lo afferma il governatore della Campania Vincenzo De Luca parlando al Lingotto.

Gli incidenti di oggi a Napoli? “Colpa di chi ostinatamente non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso del sindaco e dell’amministrazione”: così il sindaco Luigi de Magistris. “Noi – aggiunge – non abbiamo mai detto ‘no Salvini a Napoli’. Il sindaco ha solo espresso la contrarietà ad un’iniziativa inopportuna: la presenza alla Mostra d’Oltremare, in un luogo dell’amministrazione o comunque riconducibile all’amministrazione, di un esponente politico, Salvini appunto, che si è distinto per apologia del fascismo, atteggiamenti xenofobi e razzisti. E che, all’insegna dello slogan ‘Napoli colera’, ha fatto della sua vita politica un atto di fede contro Napoli e il sud.

Ma qualcuno – dice ancora de Magistris non ha voluto sentire ed ha alzato a dismisura il livello dello scontro. Salvini avrebbe potuto benissimo essere a Napoli e fare la sua propaganda politica xenofoba e razzista in un altro luogo privato, non riconducibile all’amministrazione. Non ci sarebbe stata l’imposizione nei miei confronti”.