Via libera a norma su Legittima difesa. Ira della Lega: “A fasce orarie”

Il voto sulla legittima difesa
Il voto sulla legittima difesa (Ansa/Frustaci)

E’ passata alla Camera con 225 voti a favore la nuova normativa sulla Legittima difesa e la sua approvazione, dopo due anni di rinvii, ha sollevato già molte polemiche sul fronte del centrodestra. Ora il testo passa al Senato.

Il ddl, che modifica gli articoli 52 e 59 del codice penale, prevede l’ampliamento della fattispecie della legittima difesa alle aggressioni notturne, in analogia con l’ordinamento penale francese. E l’esclusione della colpa di chi reagisce “in situazioni comportanti un pericolo per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”.

Ma è proprio la fascia oraria introdotta a fare andare su tutte le furie il leader leghista Matteo Salvini che dalla tribuna di Montecitorio ha urlato “Vergogna, vergogna!”. In aula i suoi parlamentari hanno esposto uno striscione: “La difesa è sempre legittima”.

Il ddl passa grazie all’intesa Pd-Ap. I voti a favore sono stati 225, 166 i contrari (tutto il centrodestra, SI e Mdp), 11 gli astenuti.

SALVINI: “Questi non sono normali, sono tutti scemi”, aveva attaccato a Radio Padania Matteo Salvini. “Legittima difesa di notte? – ha commentato Salvini -. Siamo alla difesa variabile in base alle fasce orarie. C’è poi il grave turbamento psichico, che è assolutamente discrezionale per il giudice”. “Per fortuna esiste la Lega – ha aggiunto – li terremo chiusi tutta notte in Parlamento”.

Cosa prevede il testo sulla Legittima Difesa


Qualora dovesse essere approvata in via definitiva dal Parlamento italiano, la legge modificherà gli articoli 52 e 59 del codice penale. Il primo riguarda la legittima difesa, mentre il secondo tratta le circostanze del reato.

I CONFINI DELLA LEGITTIMA DIFESA. Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un’aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio.

IL TURBAMENTO ESCLUDE LA COLPA. Nella legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

ASSISTENZA LEGALE A CARICO DELLO STATO. Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

La Lega contraria rispetto alle norme uscite dalla commissione Giustizia, considerate dal Carroccio assolutamente troppo lievi rispetto alla necessità auspicata dal partito di Salvini di assicurare in ogni caso la non punibilità per chi, rapinato in casa propria o vittima di un crimine violento, reagisce nei confronti del criminale causandone la morte.

M5s, ancora una volta propaganda – “Il dibattito sulla legittima difesa è stato puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà, per questo motivo abbiamo votato contro. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato. Ma diventa difficile se i governi precedenti e attuali non investono risorse sulle forze dell’ordine o su piani di prevenzione. Questo il punto cruciale sul perché i cittadini si sentono insicuri. Abbiamo fatto una proposta concreta in merito all’indennizzo dovuto alle vittime di reati violenti, perché ad oggi è un fondo assolutamente inutile per i tanti troppi paletti messi per impedire che tutti i cittadini possano accedervi. Questa nostra proposta concreta è stata bocciata, così chi subisce un reato violento non ha assolutamente nessun sostegno da parte dello Stato, ed è una vergogna”. Lo affermano in una nota i componenti M5s della commissione giustizia.

Nicola Molteni (Lega) accusa la maggioranza di “lasciare campo libero ai delinquenti” negando per il Carroccio qualsiasi intento forcaiolo, Silvio Berlusconi annuncia il no dei forzisti al provvedimento. “Forza Italia – dice il leader di Fi – ha fatto il possibile per migliorarlo. Tuttavia il testo finale non è certo adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono”. Per Berlusconi, “chi è costretto ad usare un’arma per difendersi non può essere sottoposto alla lunga e umiliante trafila di un procedimento giudiziario nel quale deve giustificare le sue azioni. Non si può invertire l’onere della prova, non si può chiedere alla vittima di dimostrare di essere una vittima” Per questo, “Il testo non dà risposta al tema centrale del diritto alla difesa, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi”.

Ma il Pd non ci sta. “Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo”, sbotta David Ermini, accusando Fi di “sottrarsi a qualsiasi responsabilità” dicendo “no ad una buona riforma”.