Si chiude il G7 di Taormina, tra mezze intese e distanze

G7 Taormina
(Ansa)

Si è chiuso sabato il vertice del G7 a Taormina. Il premier Gentiloni ha detto che “l’Italia, la Sicilia, Taormina si sono presentati a questo appuntamento. Ringrazio il presidente Renzi che ha avuto l’idea di fare qui il vertice. Ha funzionato alla grande”.

“La discussione è stata vera e più intensa di altre volte”. “Credo che il risultato più importante possa essere definito l’impegno comune sul terrorismo”, ha detto Gentiloni rilevando che la dichiarazione è importante perché arriva dopo gli attentati di Manchester e in Egitto e perché segnerà una traccia per il nesso tra radicalizzazione e il lavoro dei grandi server provider di Internet.

“Abbiamo discusso molto su commercio internazionale e clima”. Sul primo ci sono stati “passi avanti significativi”, ha detto ancora Gentiloni al termine del G7. Sul clima “abbiamo preso atto che mentre 6 su 7 confermano gli impegni sull’accordo di Parigi – ha detto ancora Gentiloni -, gli Usa sono ancora in fase di revisione della loro politica. Mi auguro che questa fase si concluda presto e bene”.

A Taormina i sette Grandi hanno “adottato una road map per la parità di genere, che sarà ripresa e rilanciata qui per la prima volta dal G7 per i diritti delle donne”. Gentiloni ha spiegato che a raccogliere il testimone sarà poi la prossima presidenza del G7, quella canadese. Altra iniziativa specifica del G7 a Taormina è un progetto di “innovazione e formazione professionale” per i giovani imprenditori africani.

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“Le tracce dell’Africa sono molto forti dentro questo Vertice, più o meno un quarto, un quinto del tempo è stato dedicato al confronto con le organizzazioni africane – ha detto il premier rispondendo alla domanda di una Ong sugli impegni per l’Africa -, chiamate a parlare di Africa, e con i leader africani presenti. Ci siamo concentrati molto sulle opportunità derivanti dall’innovazione, dalla formazione, dalla parità di genere”. “Il messaggio sull’Africa è stato molto importante”, assicura.

Nella dichiarazione finale del G7 si legge che “gli Usa sono nel processo di revisione delle loro politiche sul cambiamento climatico e sull’accordo di Parigi e non sono nelle condizioni di unirsi” agli altri partner “su questo. Prendendone atto, i leader di Canada, Italia, Francia, Germania, Gb , Giappone” e i rappresentanti Ue “riaffermano il loro forte impegno per una rapida applicazione dell’accordo di Parigi”.

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La gestione dei flussi migratori richiede “sforzi coordinati a livello nazionale e internazionale”, si legge ancora nel comunicato finale del G7: “pur sostenendo i diritti umani di tutti i migranti e rifugiati, riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i propri confini e stabilire politiche nell’interesse nazionale e per la sicurezza”.

“Confermiamo il nostro impegno a mantenere aperti i nostri mercati e a combattere il protezionismo” e siamo contro “tutte le pratiche scorrette del commercio”, scrivono i leader del G7 nel comunicato finale del Vertice. La sicurezza, stabilità e sostenibilità dei Paesi africani rappresenta per noi un’alta priorità: lo affermano i Paesi del G7 nella loro dichiarazione finale, che considerano il piano di investimenti esterno dell’Unione europea “un importante strumento per spingere gli investimenti nel Continente”.

“Un grande meeting del G7 oggi. Molte importantissime questioni in discussione. In cima alla lista naturalmente il terrorismo”, aveva scritto Donald Trump in un tweet postato all’inizio dell’ultima giornata di lavori del vertice dei sette grandi.

“Prenderò la mia decisione sull’Accordo di Parigi” sul clima “la prossima settimana!”, ha scritto poi su Twitter il presidente Usa Donald Trump. Nel negoziato al G7 sul cambiamento climatico “l’intera discussione è stata difficile, o piuttosto molto insoddisfacente”, è il commento della cancelliera tedesca Angela Merkel a margine del G7, spiegando che a fronte dei sei Paesi che sottoscrivono l’accordo di Parigi “non ci sono segnali finora se gli Usa rimarranno all’interno dell’accordo oppure no”. La mancanza di progressi su questo “significa che non c’è base comune su un importante accordo internazionale”, ha aggiunto.