Direzione Pd, attriti su alleanze. Franceschini a Renzi: Soli non vinciamo

Dario Franceschini Matteo Renzi direzione Pd
Dario Franceschini e Matteo Renzi (archivio/Ansa)

Alla direzione nazionale del Pd riunita per l’analisi del voto alle amministrative, va di scena l’ennesimo scontro tra renziani e minoranza che boccia la relazione del segretario Matteo Renzi. Altro oggetto della diatriba, questa volta in seno alla maggioranza, sono le alleanze. C’è chi come il ministro Dario Franceschini vorrebbe allargare ad altri soggetti della sinistra, ma il segretario frena: “Non parliamone, altrimenti i cittadini non vedono le riforme”, dice l’ex premier.

Riemergono gli attriti con la minoranza che non vota la relazione di Renzi, che passa coi soli voti della maggioranza, inclusa l’area che fa capo a Dario Franceschini che però resta convinto della sua posizione: “Da soli non si vince”.

La riunione, alla quale partecipa anche il premier Paolo Gentiloni, che è membro del parlamentino Dem, è la prima a porte chiuse, senza diretta streaming, da quando Matteo Renzi è segretario del partito.

Lo Ius Soli è un principio di civiltà, “dobbiamo andare avanti”, ha detto Renzi. “Come va l’Italia in questa fase? I segnali di timida ripresa si sono evidenziati: l’Italia vede segnali di ripresa ancora però non omogenei sul territorio”. Poi Renzi sottolinea: “Mancano ancora i dati delle riforme strutturali”.

Sulla scuola il governo, prima Renzi e poi Gentiloni, ha investito 4,7 miliardi ma “se noi parliamo di alleanze i cittadini non se ne accorgono”, ha spiegato ancora in un passaggio in direzione riferito al nodo che ha diviso il Pd, ribadendo che il dibattito interno “interessa a 3 o a 300″.

Nella prossima legislatura l’Italia dovrà chiarirsi con i partner europei: serve un approccio diverso sul deficit e va posto il veto sul fiscal compact nei Trattati. In due milioni hanno votato alle primarie. La base costitutiva del Pd non è l’accordo di qualche capocorrente ma il voto dei cittadini alle primarie. Sia chiaro, io rispondo a loro, non ai capicorrente: così il segretario Renzi alla direzione Pd”.

“Non sono interessato né alla mia né alla vostra carriera ma a portare il Pd in alto. Lo dico senza polemica e con tutto il rispetto: non mi interessa cosa farete voi nella prossima legislatura”.

“Chi ha detto che abbiamo perso le amministrative perché non c’erano le coalizioni? Non io – così il ministro Dario Franceschini, nel suo intervento in direzione Pd. “Il problema è opposto, che non abbiamo vinto neanche avendo le coalizioni. A Padova abbiamo vinto ma il Pd ha preso il 13%: siamo un po’ lontani dal poter vincere da soli. Servono le proposte, serve la forza leader, serve l’azione di governo, serve l’organizzazione, ma servono gli altri, servono le alleanze”.

“Non mettiamo in discussione il segretario appena eletto dalle primarie – ha detto ancora Dario Franceschini. “Me lo ricordo che hai preso due milioni di voti ed è giusto che tu risponda a loro. Ma con rispetto per una comunità formata da uomini e donne che ti hanno votato ma non rinunciano per quattro anni a esprimere un pensiero e una parola”. “Un segretario ascolta la comunità, la tiene insieme con pazienza, senza vedere dietro il pensiero di chi la pensa diversamente un tradimento o un complotto”.