Spionaggio, il presidente dell’Anm indagato per falso e abuso d’ufficio

Il pm Eugenio Albamonte durante il processo contro i fratelli Occhionero
Il pm Eugenio Albamonte durante il processo contro i fratelli Occhionero (Ansa)

Il presidente dell’Anm e pm della Procura di Roma Eugenio Albamonte è indagato dalla Procura di Perugia (competente quando vi sono indagini su magistrati romani, ndr) per falso ed abuso d’ufficio dopo un esposto presentato da Giulio Occhionero, l’ingegnere nucleare accusato, assieme alla sorella Francesca Maria, di una attività di cyberspionaggio. La notizia è emersa nel corso della prima udienza del processo a carico dei due fratelli.

I legali di Occhionero hanno chiesto al magistrato di non rappresentare l’accusa al processo e il giudice monocratico ha sospeso l’udienza. In base a quanto apprende l’Ansa, inoltre, oltre ad Albamonte, risultano indagati a Perugia anche due agenti della Polizia Postale a cui è contestato anche l’accesso abusivo a sistema informatico.

L’arresto dei fratelli Occhionero risale al gennaio 2017 a seguito di una indagine della Polizia postale, coordinata dall’attuale presidente dell’Anm Eugenio Albamonte, che avrebbe scoperto una presunta attività di spionaggio a figure istituzionali di alto livello come l’ex premier Matteo Renzi, Mario Draghi, Mario Monti e altri tra cui pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori.

Ai due allora vennero contestati i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato ed intercettazione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche. Le indagini degli investigatori del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia postale, avrebbe accertato che i due fratelli gestivano una rete di computer (botnet) – infettati con un malware chiamato “Eye Pyramid”.