Pronto Soccorso Pediatrico Santobono, una eccellenza italiana

Pronto Soccorso Pediatrico Santobono
Il Pronto Soccorso Pediatrico Santobono a Napoli

Anche per il 2016, il Pronto Soccorso Pediatrico Santobono di Napoli si è rivelato una eccellenza italiana con numeri di tutto rispetto a confronto con altri nosocomi: oltre centomila accessi.

I primi pazienti del 2017
Il primo paziente del 2017 del Pronto Soccorso del Santobono è arrivato 18 minuti dopo la mezzanotte. Si trattava di una bambina di 15 mesi, portata all’ospedale pediatrico dai genitori preoccupati per i problemi di respirazione della piccola. Dopo una terapia e qualche ora di osservazione, la bimba è stata dimessa. Nella stessa notte, invece, sono stati 12 gli accessi al Pronto Soccorso dell’ospedale vomerese per ustioni e ferite da botti; tutti i piccoli sono stati trattati e dimessi rapidamente, non trattandosi di casi gravi. Più serie, invece sono state le ferite di due bimbi che nella giornata di capodanno hanno fatto ricorso alle cure dei sanitari del Santobono a causa di danni alle mani causati da botti inesplosi.

Il primo Pronto Soccorso in Campania per numero di accessi
A questi primi bambini che sono stati curati in Emergenza Urgenza dal Santobono nel 2017, ne seguiranno probabilmente oltre 100.000. Sono questi, infatti, gli accessi medi che ogni anno vengono registrati dall’Azienda Ospedaliera pediatrica più grande del Mezzogiorno, che – in base ai dati dell’Agenzia Nazionale per la Sanità – si è qualificata nel 2015 come il Pronto Soccorso con più attività in Campania, il primo Pronto Soccorso per accessi tra gli ospedali pediatrici italiani e il 7° tra tutti gli ospedali italiani. Nel 2016 sono stati trattati 100.989 pazienti presso il Pronto Soccorso del Santobono, con una media di accesso di un paziente ogni 19 minuti. Si tratta di un record tra gli ospedali pediatrici italiani, ma non lo è per la struttura di via Mario Fiore che nel 2015 aveva fatto registrare circa 900 casi in più.

Il Manager Anna Maria Minicucci: un Pronto Soccorso da primati italiani anche per la qualità
“Grazie al lavoro organizzativo di questi anni e alla grande esperienza dei professionisti del Santobono, quest’ospedale si è consolidato quale punto di riferimento per le famiglie dell’intera regione per la gestione dell’emergenza urgenza pediatrica. – dice Anna Maria Minicucci, manager dell’AORN Santobono-Pausilipon – Per gestire bene questi numeri abbiamo lavorato molto sulla qualità, ottenendo risultati importanti. Il Santobono, infatti, è tra gli ospedali italiani che ricoverano meno i pazienti che accedono al Pronto Soccorso (solo l’8,7% contro il 13% della media italiana), presso cui si attende meno (nel 2015 il 98,8% dei pazienti arrivati in emergenza è stato trattato entro le 12 ore) e quello che, tra gli ospedali pediatrici, tratta la maggior percentuale di codici rosso: lo 0.9%.”

classifica accessi ospedali pediatrici italiaIl Responsabile del Pronto Soccorso Vincenzo Tipo: “Per il 2017 non dovremmo avere epidemie simili a quelle del 2015”
“Il numero degli accessi del 2016 è lievemente inferiore a quelli dell’anno precedente – dice Vincenzo Tipo, Responsabile del Pronto Soccorso – ma il dato è correlabile anche all’assenza di due fenomeni epidemici che si verificarono nel 2015. In quell’anno, infatti, registrammo un elevato numero di casi di bronchioliti virali a febbraio e una forte diffusione di gastroenteriti virali in estate. Sulla base della nostra esperienza e delle evidenze scientifiche, queste epidemie particolari hanno un andamento ciclico di circa 3 o 4 anni. È per questo che, a meno di anomalie, ci aspettiamo un 2017 in cui non dovremmo avere delle simili epidemie, fatta esclusione per quelle relative alle solite patologie stagionali.”

L’attività del Pronto Soccorso del Santobono nel 2016
I dati di attività del Pronto Soccorso del Santobono per il 2016 evidenziano che su 100.989 accessi, il 35% (35.350 circa) ha richiesto la consulenza chirurgica o ortopedica, mentre per il restante 65% (65.650 circa) si è trattato di problemi medico-internistici. Lo 0.9% dei casi trattati (circa 900) ha riguardato i pazienti in codice rosso, mentre i codici verdi sono stati di gran lunga la maggioranza con il 66.30% (quasi 67.000) a fronte del 26% dei codici bianchi (26250 circa) e del 6,80% dei codici gialli (6867 circa).