L'uomo sempre più vicino a Marte. "Nel 2030 prima missione"

Il Pianeta Terra e Marte
Il Pianeta Terra e Marte

“Entro il 2030 andremo su Marte”. Lo ha detto Charles Bolden Jr., amministratore Nasa, agli studenti del Politecnico di Milano alla conferenza “Reaching for the stars”. “E’ un sogno del nostro presidente”, ha sottolineato Bolden. “Andremo e andremo per restarci. Mi vengono i brividi sulla schiena quando parlo di Marte. In questo momento – ha aggiunto – ci sono 97 missioni in lavorazione, di cui 70 correnti. Stiamo lavorando a un umanoide con le gambe”.

Charles Bolden è ultra convinto che nell’universo ci sono altre forme di vita e la Nasa e tutte le agenzie spaziali del pianeta sono pronte a cercarle. Ci vorrà tempo e sviluppo di nuove tecnologie, ma alla fine “ce la faremo”.

“L’arrivo dell’uomo su Marte, che la Nasa pianifica tra 15 anni, potrebbe essere preceduto dall’invio di robot capaci di ricostruire un habitat adatto alla sopravvivenza di una colonia umana”, ha spiegato Bolden jr .”Su Marte ci andremo per restare – afferma Bolden – ma sono molte le sfide che dovremo superare per raggiungere questo obiettivo”. La prima riguarda le radiazioni che impedirebbero la sopravvivenza dell’uomo per un periodo di tempo cosi lungo.

”Dobbiamo mettere a punto nuove tute per gli astronauti e pensare a come strutturare una protezione particolare”. Per questo, l’arrivo dell’uomo su Marte potrebbe essere preceduto da quello di robot umanoidi (una sorta di architetti automatizzati) in grado di “ricreare un habitat adatto”.

Per la sua prima missione umana su Marte, la Nasa punta tutto sulla capsula Orion, che lo scorso dicembre ha superato il suo primo test di volo. Ripercorrendo le fasi del progetto, Bolden ha sottolineato l’importante contributo dell’Europa, dal momento che il modulo pressurizzato destinato ad accogliere gli astronauti a bordo di Orion deriva dalla navetta automatica Atv dell’Agenzia spaziale europea.

“Il primo traguardo – è stato spiegato – verrà tagliato nel 2017, quando gli Usa torneranno a portare uomini in orbita con i “taxi” spaziali realizzati grazie all’accordo siglato con le compagnie private Boeing e Space X. Queste navette faranno la spola tra la Terra e la Stazione spaziale internazionale (Iss), e per ogni viaggio trasporteranno un equipaggio di quattro persone. Per ciascun astronauta, la Nasa pagherà alle aziende private circa 58 milioni di dollari, contro i 76 che paga attualmente ai russi per il trasporto sulla Soyuz, la navetta usata dall’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.