Lanciata in orbita la sentinella dell’inquinamento

Sentinel 5P
Rappresentazione artistica del satellite europeo Sentinel 5P (fonte: Esa)
E’ stato lanciato dalla base russa di Plesetsk il satellite Sentinel 5P, il primo al mondo in grado di fornire una mappa completa degli inquinanti presenti nell’atmosfera, individuandone l’origine. E’ la sesta ‘sentinella’ del pianeta del programma Copernicus, nato dalla collaborazione fra Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea (Esa). Il lancio è stato salutato con un applauso dal Centro per la scienza e la tecnologia dell’Esa in Olanda, a Noordwijk, nell’evento organizzato con la Commissione Ue.

A poco più di un’ora dal lancio è arrivata la conferma che tutto è andato bene e che il satellite Sentinel 5P è pronto ad affrontare la sua avventura. Tutto infatti a bordo sta funzionando come previsto, come testimoniano i due eventi fondamentali dopo il lancio di un satellite, ossia la ricezione del primo segnale e il dispiegamento dei pannelli solari.

Il segnale di Sentinel 5P è stato ricevuto in Svezia, a Kiruna, dove si trova una delle basi in ascolto del satellite. Con Kiruna sono infatti attive, per i dati scientifici, la base norvegese delle isole Svalbard e quella canadese di Inuvik. Immediatamente dopo la conferma dell’apertura dei pannelli solari.

“Nei prossimi tre giorni gli strumenti del satellite saranno accesi per la fase di validazione in orbita”, ha spiegato il capo del direttorato dell’Esa per l’Osservazione della Terra, Josef Aschbacher. Conclusa questa fase, ha aggiunto, saranno necessari sei mesi per eseguire tutti i test sugli strumenti, sia su quelli necessari al funzionamento del satellite, sia sull’unico strumento scientifico, chiamato Tropomi (Tropospheric Monitoring Instrument)e destinato a catturare i dati dalla regione dell’atmosfera che si estende fino a circa 15 chilometri dal suolo.

Sentinel 5P è la sesta ‘sentinella’ del pianeta frutto del programma Copernicus e la prima a misurare i gas presenti nell’atmosfera: “è diverso dagli altri satelliti Sentinel perché rileva i dati relativi alla qualità dell’aria, misurando la presenza di gas come biossido di azoto, ozono, monossido di carbonio, metano”, ha spiegato Simonetta Cheli, capo dell’Ufficio di coordinamento del direttorato dell’Esa per l’Osservazione della Terra.

“E’ una missione importante – ha rilevato – perché in questo momento si ha bisogno di parametri sulla qualità dell’aria basate su dati certi”. Il satellite permette infatti a ricercatori e decisori politici di avere una mappa precisa della distribuzione e della provenienza degli inquinanti, aggiornata quotidianamente grazie a una copertura di 2.600 chilometri e a una risoluzione di 7 chilometri per 7,5.

“Grazie a questi dati – ha osservato Simonetta Cheli – è possibile avere una misura attendibile della qualità dell’aria nelle città”. Quelli forniti da Sentinel 5P saranno anche i primi dati globali raccolti con un unico parametro di riferimento e di conseguenza standardizzati.

Più dati per capire i cambiamenti climatici – Costata complessivamente 240 milioni di euro, questa missione costituisce una prima assoluta nella storia dell’Osservazione della Terra: se finora molti satelliti hanno raccolto dati importanti su vegetazione, oceani, suolo, ghiacci e umidità, Sentinel 5P è il primo ad essere dedicato all’atmosfera per misurare i livelli e la provenienza di inquinanti come ozono, metano, gas serra, monossido di carbonio. Il risultato potrebbe essere una mappa utile a ricercatori e decisori politici.

“Avremo a disposizione un maggior numero di dati per capire i cambiamenti climatici”, ha osservato il responsabile della missione, Kevin McMullan. Dalla sua posizione, su un’orbita alla quota di 825 chilometri, “Sentinel 5P sarà nella posizione migliore per avere il quadro reale della situazione e fornire dati utili ai governi: solo così sarà possibile migliorare le conoscenze utili per comprendere il clima globale”.