Lo “Squalo dello Stretto” Vincenzo Nibali, vince il Giro d’Italia

 Vincenzo Nibali, vince il Giro d Italia
Vincenzo Nibali sul podio

Il siciliano Vincenzo Nibali ha vinto il Giro d’Italia 2016. E’ la sua seconda vittoria dopo il Giro vinto nel 2013. “E’ la vittoria più bella, non ci credevo nemmeno io. Merito di un grande gioco di squadra”, esulta il campione messinese dopo aver tagliato il traguardo al termine del secondo tappone alpino in due giorni.

“Mamma mia, lo Squalo! Grande Vincenzo Nibali. L’Italia è orgogliosa di te” twitta il premier Matteo Renzi. Forse il segreto del successo è quello che svela mamma Giovanna nel dire che il suo Vincenzo “quando si arrabbia è ancora più forte”. ‘Lo Squalo dello Stretto’, in piena estasi post trionfo, conferma: “E’ vero, sono un testardo e anche nei giorni scorsi a qualcuno ho detto che mi stavano facendo arrabbiare. Mi sono sentito ferito da tante persone e dai media che mi hanno attaccato senza motivo. E forse è stata una delle molle del successo”. L’altro segreto lo svela papa’ Salvatore e riguarda un aspetto tecnico, le pedivelle accorciate su suo consiglio. “Erano troppo lunghe, ci siamo sentiti una sera e gliel’ho detto. Dopo che le ha cambiate (2,5 centimetri in meno) la pedalata era migliore”.

Il terzo segreto è lo stesso Vincenzo Nibali a rivelarlo: “Ieri in partenza abbiamo fatto riscaldamento e tutti hanno visto che starnutivo per via dell’allergia alle graminacee, quando si sale sto meglio. Mi alleno molto in alta quota e il mio fisico si è adattato a queste altitudini”. Un successo fatto anche di cose non dette. Nibali ne approfitta per levarsi qualche sassolino dalle scarpe: “Prima della cronoscalata dell’Alpe di Siusi ho avuto dei problemi intestinali ai quali non ho dato importanza. Non l’ho detto per non dare un assist ai miei rivali”. Ora lo sguardo è proiettato agli obiettivi futuri. C’e’ un Tour da affrontare e poi l’impegno olimpico a Rio. “Ma prima – avverte – andrò in vacanza dieci giorni. Devo pensare a recuperare energie, poi viene il resto. Le Olimpiadi sono dure, ho fatto una ricognizione a gennaio ed é un percorso difficile. Ci giocheremo tutto in un giorno, la squadra è buona, vediamo”.

Il palmares – già ricco – si riempie di un altro trofeo: “Quando lo guardo mi rendo conto che è ricco di successi – osserva – ma cerco di non pensarci, sono venuto qui da faro e da riferimento di avversari che non conoscevo a fondo come Dumoulin, Landa, Chaves, Kruijswijk, coi quali non mi ero mai confrontato direttamente, è stata una sorpresa. Conoscevo meglio pregi e difetti di altri, ho dovuto studiare chi non conoscevo. L’ultima settimana erano tutti in calo, io sono rimasto più costante e ho vinto”. Al podio ‘Lo Squalo’ è arrivato mano nella mano con la piccola Emma. Gli chiedono se abbia fatto un pensiero alle Olimpiadi mentre era sul podio: “No, pensavo solo a gustarmi il momento, la gioia, il pubblico, e controllavo la mia bimba. Lei è piccola, e si è messa a piangere. Ma quando sarà grande e guarderà le foto, penso le piacerà rivivere questo ricordo”.