Da Pina Picierno la spesa in 80 euro. Lei prende insulti e spiega. Ma il carovita ha risucchiato il futuro.

Pina Picierno
Pina Picierno

Ha fatto andare su tutte le furie il mondo del web perché riesce, a suo dire, a fare la spesa con 80 euro e riempire un carrello sufficiente a “coprire” due settimane. Gli 80 euro sono quelli che il premier Renzi ha promesso da maggio in busta paga a chi guadagna fino a 1500 euro.

Lei, ragazza trentaduenne, campana puro sangue, è Pina Picierno, deputata Pd e capolista dei democrat nella circoscrizione meridionale alle prossime europee. A “Ballarò” Pina non si è scomposta e ha insistito nel dire che è possibile entrare in un supermercato e uscirne con le buste piene.

In una intervista a “Repubblica” ha dato anche lista e scontrino a conferma che con questa cifra (che in genere una famiglia di due persone spende in una settimana) è possibile comprare cibo per due persone.

La bella casertana ha comprato “Tre litri di latte; 5 baguette; due confezioni di fette sceltissime da 400 grammi l’una; macinato per il ragù; bocconcini di vitello; rucola; saccottini per la colazione; tortellini; Nutella; wuerstel; pane per hot dog; due pacchetti di biscotti; tre chili di pasta; 12 uova; carote; 4 confezioni di salmone affumicato; 3 confezioni di parmigiano grattugiato; 2 hamburger; due spinacine; pastasfoglia; zucchine; 1 chilo di mele; tre litri di succo di frutta; pomodorini; un litro di olio; due litri di Coca cola; una cassa d’acqua minerale; polpa di pomodoro e tarallucci”. Per un totale? «80,02 euro», dice soddisfatta Picierno che ribadisce anche il suo amore per la cucina. “So cucinare meravigliosamente e i miei amici potranno confermare”, dice invece al “Corriere”.

L’onorevole ha spiazzato mamme e casalinghe che di solito fanno i salti mortali tra un discount e l’altro, tra mercati e piccole botteghe, per risparmiare qualche cent e far quadrare i conti. Perché, al di là dei buoni propositi della deputata, i conti alle donne italiane nel fine settimana non tornano (quasi) mai se si calcola che per un mese di spesa al supermarket le donne a capo di una famiglia di quattro persone han bisogno di almeno 500 euro. Escluso imprevisti, naturalmente, che in genere succedono eccome!

In ogni caso, la cosa positiva della “dimostrazione” della futura eurodeputata (senza dubbio!) è il fatto che finalmente un politico conosce quanto costa un litro di latte e un chilo di pane. Taluni politici di professione fino a qualche mese fa a domanda glissavano sornioni. Ignoravano persino quanto costasse un litro di benzina, soltanto perché avendo auto di “servizio” con autisti e scorte al seguito, non hanno mai avuto l’onere di scendere dalle lussuose berline e farsi il pieno da soli e pagare di tasca propria. Alcuni avevano però contezza  di quanto farsi rimborsare dai vari gruppi regionali di appartenenza. E su questo ci sono ampi accertamenti delle Fiamme Gialle.

La nota negativa che emerge invece dalla vicenda della spesa è che è scomparso del tutto il tenore di dieci anni fa, il tempo libero, le uscite con gli amici, le cene al ristorante, il cinema, qualche viaggio di piacere. Il carovita, fattore da sempre ignorato dalla politica, ha risucchiato quel poco di benessere che c’era in un vortice che ha inghiottito tutto, anche il futuro e la speranza. Senza parlare del lavoro, scomparso quasi in modo scientifico.

Oggi parliamo di una spesa di 80 euro quando ai tempi della lira ci si poteva permettere non solo di riempire carrelli con pochi spiccioli, ma di mettere soldi da parte, risparmiare e aprire addirittura la celebre “libretta” per figli e nipoti. Altri orizzonti oscurati da una moneta e da un sistema europeo severo di cui prima ci liberiamo, meglio è per tutti.

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