Legge elettorale. Partiti, come ladri di Pisa: di giorno liti, di notte intese.

La legge elettorale? un nulla di fatto. Probabilmente non se ne farà nulla. Diciamoci la verità: A tutti i partiti sta bene questa legge. Calderoli che l’ha partorita, l’aveva definita una “porcata”, per via del fatto che toglieva agli elettori il diritto di esercitare la garanzia costituzionale di scegliere i rappresentanti in parlamento. Ma a tutto l’establishment politico, ai segretari di partito, insomma, ai capoccioni che si chiamino Bersani, Casini, Berlusconi, Di Pietro, Grillo eccetera, questa legge era e sarà buona.

Non crediamo alle favole che raccontano nei Tg. Sono d’accordo a tenersela, la “porcata”, studiata ad arte da Berlusconi e approvata con il consenso velato del centrosinistra. Una norma fatta formalmente presentare al leghista Calderoli in cambio del Federsalismo a Bossi. Questo era l’accordo. Fingono di scannarsi, ma poi tutti d’accordo. Come i ladri di Pisa.

Altrimenti, logica conclusione, l’avrebbero già cambiata, no? Se ne fregano delle sollecitazioni che arrivano dalla società civile, dalle associazioni, dagli elettori che invocano una nuova legge che introduca le preferenze perché stufi di questo teatrino ignobile, stufi di vedere parlamentari schiavi di antichi e novelli capetti che mortificano l’autonomia di un rappresentante del popolo sovrano. Ma anche loro, però, peggio, molto peggio, dei loro capetti.

Approvano tutto in cambio di una ricandidatura. Sono omertosi come i migliori vicini dei mafiosi pur di trarre vantaggi: possa essere una spesa al market per il vicino del mafioso piuttosto della promessa di un vitalizio per un parlamentare. In linea di principio è la stessa cosa. “Chi me lo fa fare. Se non lo faccio io lo farà gente come Scilipoti”, pensano guardandosi la mano. Gente della peggiore specie, che ha fiuto per l’assenso (cioè chinarsi) ma non ha consenso. I loro padroni non vogliono cambiarla la legge perché attraverso il “porcellum” costoro continueranno ad esercitare potere su questi mediocri.

Uomini e donne che ad ogni chiamata abbassano la testa come caproni (come i picciotti alla chiamata del boss) ed eseguono senza fiatare, ovvero fanno presenza in parlamento senza muovere un dito salvo quando votare si o no secondo le indicazioni del capogruppo. E’ una legge elettorale per avere in parlamento solo servi, “yesman” e qualche squaldrinella. La pretendono per non avere gente intorno che fa il suo onesto lavoro, per star lontano da chi fa troppe domande, da chi dissente e pensa con la propria testa e non attraverso quella di B&B, di C&G. A questo punto è compito dei super tecnici tentare un “colpo di spugna”. Facessero presto un decreto legislativo con le indicazioni più fedeli alle istanze dei cittadini (non ai padroncini dei partiti) e poi vedremo alla conta chi ci sta, o vota contro. Ma non c’è da fidarsi neanche del governo dei professoroni…