Confiscati beni per 400 milioni a ex deputato siciliano

Giuseppe Acanto, è ritenuto dalla Dda palermitana legato ai vertici della Mafia a Villabate. Il Tribunale lo ha inoltre definito "socialmente pericoloso" ed è ora sorvegliato speciale

Carlomagno campagna ottobre 2018

Dia Direzione investigativa antimafiaLa Dia di Palermo ha eseguito la confisca di beni mobili e immobili per oltre 400 milioni di euro, dopo la decisione presa qualche giorno fa dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale, nei confronti dell’ex deputato regionale Giuseppe Acanto, 58 anni, ritenuto legato ai vertici di Cosa nostra a Villabate (Palermo).

La confisca riguarda rapporti bancari, capitale sociale e relativi compendi aziendali e quote societarie. Acanto, inoltre, è stato ritenuto dal Tribunale di Palermo “socialmente pericoloso” e per questo sottoposto a sorveglianza speciale per quattro anni, a partire dal 2018.

Secondo la Dia, Acanto negli anni ’90 era socio in affari illeciti con Giovanni Sucato, il cosiddetto “mago dei soldi” che, dopo aver truffato migliaia di persone tra cui anche alcuni appartenenti a Cosa nostra, sparì poi con un ingente capitale e il cui cadavere, nel 1996, fu trovato carbonizzato all’interno della propria auto.