Camorra, arrestato ex sindaco di Capua

Carlomagno campagna Fiat Marzo 2019

È finito in carcere su ordine del Gip di Napoli, per il reato di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, l’ex sindaco di Capua (Caserta) Carmine Antropoli, chirurgo dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta a eseguire il provvedimento nell’ambito di un’indagine della Dda di Napoli, che avrebbe accertato il condizionamento da parte del clan guidato da Michele Zagaria delle elezioni comunali di Capua del 2016, cui Antropoli non si candidò perché era stato sindaco per due consiliature dal 2006 al 2016, facendo però candidare un proprio fedelissimo, Giuseppe Chillemi, che poi perse.

Con Antropoli è finito in carcere anche l’imprenditore Francesco Zagaria, cui è stata contestata l’associazione mafiosa perché ritenuto uomo di riferimento del boss. L’imprenditore, attivo nell’edilizia e nel settore caseario, è originario di Casapesenna ma si è trasferito nel territorio capuano da tempo.

Il provvedimento restrittivo costituisce il risultato di una prolungata attività investigativa, avviata nell’anno 2015 anche con l’ausilio di attività tecniche e terminata nel luglio 2018, corroborata da convergenti dichiarazioni di importanti collaboratori di giustizia. In base alle emergenze delle indagini agli indagati si contestano i seguenti fatti:

– il clan “dei casalesi” ha condizionato lo svolgimento delle elezioni amministrative per il Consiglio comunale di Capua, tenutesi il 5 giugno 2016;

– grazie alla forza di intimidazione di Francesco Zagaria, affiliato al clan “dei casalesi” (fazione Zagaria), Carmine Antropoli, all’interno del suo studio medico,con percosse a cui ha dato luogo materialmente lo Zagaria, ha indotto un avversario politico a ritirare la candidatura alla carica di consigliere comunale.

Inoltre, Antropoli Carmine è risultato gravemente indiziato di avere stretto un patto con Francesco Zagaria e con Martino Mezzero (altro affiliato al clan dei casalesi) per assicurare dei voti ad altro candidato, pure appartenente al gruppo politico di Antropoli;

– l’imprenditore capuano Francesco Zagaria, meglio noto come “Ciccio ‘e Brezza” e “sentenza”, già oggetto nell’anno 2017 di un provvedimento cautelare in carcere per i reati di concorso esterno in associazione di tipo mafioso e intestazione fittizia di beni, nonché di un provvedimento di sequestro preventivo di due società a lui riconducibili, operanti nel settore dell’edilizia e in quello caseario, ha assunto ruolo di elemento apicale del clan “dei casalesi” – fazione Zagaria – tanto da godere di incondizionata fiducia da parte del capo del clan Michele Zagaria, il quale lo impiegò con funzioni di ausilio nell’esecuzione del duplice omicidio di Sebastiano Caterino e Umberto De Falco, commesso a S. Maria Capua Vetere il 31 ottobre 2003.