Simulata un’altra pandemia nel 2025. Il virus è chiamato SPARS-Cov

Ad avviare il progetto la Johns Hopkins University - Center for Health Security, ateneo di Baltimora finanziato da Bill Gates, - che già a ottobre 2019 aveva realizzato la simulazione di quello che fu poi il Covid in "Event 201". Lo scenario di questo nuovo coronavirus è stato previsto nel triennio 2025-2028

Carlomagno Lancia Ypsilon ibrida Giugno 2021
Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM

La Johns Hopkins University – Center for Health Security, ateneo di Baltimora finanziato dalla fondazione che fa capo a Bill Gates, – che già a ottobre 2019 aveva realizzato la simulazione, in “Event 201“, in quello che fu poi il Sars-Cov-2 -, fece un’altra simulazione nel 2017 su un altro “progetto” relativo ad un patogeno da Coronavirus ad alto impatto proiettando lo scenario nel triennio 2025-2028.

Il virus viene chiamato SPARS-Cov (St. Paul Acute Respiratory Syndrome), nome formulato dalla città del Minnesota (Usa) dove – secondo la simulazione – scoppiano i primi casi “importati” dal Sudest asiatico, area di origine del patogeno. “A metà ottobre 2025 – si legge nel documento -, furono segnalati tre decessi tra i membri della prima Chiesa Battista di St. Paul, del Minnesota. Due dei membri della Chiesa erano recentemente tornati da un viaggio missionario al Filippine, dove hanno fornito soccorso alle vittime delle inondazioni regionali”.

“La terza (persona deceduta) era la madre di un membro della Chiesa che era stato anche lui nelle Filippine con il gruppo della chiesa ma che era stato solo leggermente sintomatico. Sulla base dei sintomi riportati dai pazienti, gli operatori sanitari hanno inizialmente scoperto che erano morti a causa dell’influenza stagionale, cosa che i funzionari sanitari avevano previsto in particolare virulento e diffuso quell’autunno. Tuttavia, i test di laboratorio sono risultati negativi per l’influenza”.

Il laboratorio, si legge ancora, ha inviato i campioni clinici dei pazienti al Centers for Disease Control and Prevention (CDC), “dove gli scienziati hanno confermato che i pazienti non avevano l’influenza. Uno scienziato del CDC ha ricordato la lettura un recente messaggio che descrive l’emergere di un nuovo coronavirus nel sud-est asiatico e ha pubblicato un (report) su test RT-PCR del pancoronavirus”.

“Una settimana dopo, il team del CDC ha confermato che i tre pazienti erano infettati da un nuovo coronavirus, che è stato soprannominato la Sindrome respiratoria acuta di St. Paul
Coronavirus (SPARS-CoV, o SPARS), dopo la città in cui si era verificato il primo cluster di casi”.

“Il CDC ha monitorato da vicino la situazione, lavorando con partner nel sud-est asiatico per sviluppare rapidamente a definizione di caso per SPARS. Entro quattro settimane dal CDC pubblicare una definizione di caso di lavoro sul proprio sito web, quasi duecento casi sospetti di SPARS erano segnalato in tutto il Minnesota e in altri sei stati” […]

“La preoccupazione di molti americani – si legge ancora nel report simulativo della Johns Hopkins University – Center for Health Security – circa la gravità di SPARS a questo punto dell’epidemia era moderatamente alto. La preoccupazione del pubblico è stata aggravata dall’apparente virulenza dell’agente patogeno. A dall’inizio dell’epidemia di SPARS, la comprensione della malattia da parte dei medici derivava principalmente da casi estremamente gravi con conseguente polmonite o ipossia che hanno richiesto ospedalizzazione ed estesi trattamento medico”.

“Casi lievi della malattia, che hanno prodotto sintomi tra cui tosse, febbre, mal di testa e malessere erano spesso percepiti come influenza dalle persone che li avevano e di conseguenza spesso non veniva trattato e non veniva diagnosticato dal personale medico. Di conseguenza, le prime stime sulla mortalità dei casi sono stati gonfiati. Entro la fine di novembre (2025), il CDC ha riportato un tasso di mortalità iniziale stimato per SPARS del 4,7% (Al contrario, l’OMS ha riferito che il tasso di mortalità complessivo per la SARS era del 14-15% e oltre 50% per le persone di età superiore ai 64 anni. Successivamente, durante l’epidemia di SPARS, i dati includevano dati più accurati le stime dei casi SPARS lievi indicavano un tasso di mortalità solo dello 0,6%)”.

Diffusione, cure e vaccini
“Lo scenario SPARS – si legge sul sito – presenta un’epidemia del nuovo coronavirus SPARS identificato per la prima volta in una grande città degli Stati Uniti nel 2025. In un periodo di 3 anni, il virus si diffonde in tutti gli stati degli Stati Uniti e in più di 40 paesi, dove i tassi di mortalità variano a seconda delle capacità dei sistemi sanitari locali. Negli Stati Uniti, un farmaco esistente viene riproposto per trattare i sintomi di SPARS mentre i regolatori federali collaborano con un’azienda farmaceutica per accelerare la produzione di un vaccino SPARS. La risposta è diversa in altre nazioni. Quello che segue è uno sforzo di vaccinazione a livello nazionale e tensioni persistenti sul settore sanitario degli Stati Uniti da un flusso costante di pazienti in cerca di cure per gravi complicazioni post-SPARS”.

[…] “Nel 2021, un coronavirus proveniente da un mammifero ha causato un focolaio nelle popolazioni del Sud-est asiatico. “I nostri ricercatori hanno sviluppato e prodotto internamente un vaccino efficace contro l’infezione del virus  (HMRV-vac14). La sua successiva approvazione e il suo utilizzo hanno posto fine all’epidemia nel regione. Sebbene sia ampiamente efficace nella prevenzione delle infezioni, vengono registrati gravi effetti collaterali, comprese le gambe gonfie; forte dolore alle articolazioni; ed encefalite che possono potenzialmente provocare, occasionalmente, convulsioni, disturbi convulsivi o morte”.

Scarica il documento dal sito dell’Università di Baltimora oppure quì

Nota: Si tratta di una simulazione. Non si hanno elementi per stabilire se questo scenario possa realmente realizzarsi nel 2025, prima o dopo. Tuttavia, l’Evento 201 del World Economic Forum, la fondazione di Bill Gates e la Johns Hopkins University, che avevano simulato due mesi del suo scoppio in Cina una epidemia da Sars-Cov-2, fa sorgere più di qualche interrogativo. Come per dire: ‘Prima simulano e poi succede davvero?’.

Al proposito, il premier Mario Draghi incontrando recentemente la commissaria Ue Ursula von der Leyen, ha parlato di nuove sfide, spiegando che bisogna rafforzare la risposta anche a “crisi future”, citando il “cambiamento climatico” e “una possibile futura pandemia”.

 

Per ricevere gli aggiornamenti lascia un like sulla nuova pagina Fb. Iscriviti anche al Gruppo "Italia Libera Senza Restrizioni", e seguici anche su TELEGRAM