26 Febbraio 2024

Muore di Covid poliziotto vaccinato, ira del sindacato: “Avere il Green pass non protegge”

Il Commissario di Polizia in forza a Frascati ha contratto l'infezione nonostante le due dosi di vaccino. Nel Commissariato sono risultati positivi altri tre poliziotti su quattro vaccinati. Due agenti non erano in servizio da tempo poiché senza certificato discriminatorio

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E’ morto nei giorni scorsi per Covid, il Commissario di Polizia Massimo Biazzetti, di 59 anni, in forza al commissariato di Frascati (Roma).

Il poliziotto aveva fatto entrambe le dosi di vaccino anti-covid ma è stato colpito lo stesso dal virus che lo ha costretto ad un periodo di ricovero nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale fino al decesso.

La scomparsa del dirigente di polizia ha suscitato sconcerto e incredulità nella comunità di Frascati. Una persona “seria e preparata, uomo buono e disponibile”, l’ha definito il sindaco della città alle porte della capitale.

Sul decesso di Massimo Biazzetti è intervenuto, tra gli altri il sindacato di Polizia COSAP, acronimo di “Coordinamento Sindacale Appartenenti Polizia”.

“COSAP – esordisce il sindacato – ha appreso con profonda tristezza la notizia della prematura morte di un nostro collega, Commissario Capo in servizio alla Squadra Investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Frascati (RM), per cui si unisce al dolore della famiglia di Massimo ed ai colleghi per l’immenso dolore che li ha travolti”.

“COSAP non può esimersi dal fare alcune severe considerazioni e sottoporle alle SS.LL (a governo, capo della Polizia e ministro dell’Interno, ndr), allo scopo di prevenire ed eventualmente evitare quanto già tragicamente accaduto. A riguardo giova sottolineare che il collega deceduto avesse ricevuto entrambe le dosi del vaccino anti COVID 19, ma, infettatosi ugualmente, dopo un ricovero d’urgenza durato circa una settimana, è spirato”.

Sempre rivolgendosi alle autorità citate, il sindacato sottolinea come la prematura scomparsa del collega “non può sottrarci dall’analizzare in primis il luogo di lavoro ove sarebbe avvenuto il contagio, ossia gli Uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Frascati e nello specifico gli ambienti della squadra investigativa. Detta squadra era composta da sei unità, 4 dei quali vaccinati – tra cui il caro Massimo – e 2 no, i due colleghi non vaccinati non possono certamente essere additati quali “untori” poiché erano assenti da tempo dal lavoro, mentre tra gli altri 4, tutti muniti di green pass ottenuto con doppia dose vaccinale, ben tre sono risultati positivi. Quanto accaduto conferma ancora una volta che il green pass non sia garanzia scientifica di non contagiosità e che purtroppo non sia sinonimo di assoluta protezione dal contrarre forme gravi di Covid 19, che possano portare alla morte”, come è successo per il Commissario.

“Alla luce di quanto sopra enunciato, COSAP ritiene che l’unica strada da percorrere per la tutela dei lavoratori e di riflesso dei luoghi di lavoro – oltre al distanziamento ed all’uso della mascherina – sia quella di sottoporre indistintamente tutto il personale ai tamponi meglio se salivari, che possano consentire maggiori margini di sicurezza, senza tuttavia far gravare i costi sui dipendenti. Non sarebbe affatto ultroneo ricordare che in altre Nazioni Europee i test per la ricerca di Sars-Cov 2 sono messi a disposizione gratuitamente di tutta la popolazione”.

“Al Signor Ministro dell’Interno ricordiamo che Ella ha “suggerito” – in apposita circolare – alle aziende degli operatori economici operanti nel settore portuale, di valutare ogni possibile modalità organizzativa ai fini dell’acquisizione del green pass da parte dei dipendenti che ne siano sprovvisti, anche mettendo a disposizione del personale in questione test molecolari o antigenici rapidi; per cui Le domandiamo – conclude Cosap – perché non abbia emanata un’afferente circolare anche per il suo personale?”.


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