5 Dicembre 2021

Decine di avvocati guidati da Erich Grimaldi impugnano il Green pass

Secondo i legali in Italia "si stanno verificando gravi violazioni. L'introduzione del Green Pass, come presupposto per il godimento di diritti inviolabili e come requisito per l’accesso a determinati servizi essenziali, determina discriminazioni ed emarginazione sociale ed istiga all’odio sociale nella popolazione"

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“Gravi violazioni si stanno verificando in Italia, a seguito dell’introduzione dell’obbligo del Green Pass in tutte le attività sociali e lavorative, con i conseguenti rischi per la democrazia derivanti dal permanere dello stato di emergenza e dalla mancanza di pluralismo ed opposizione all’interno delle Istituzioni democratiche e dei mezzi di informazione”.

E’ quanto scrive l’Unione per le Cure, i Diritti e le Libertà (UCDL), l’associazione presieduta dall’avvocato Erich Grimaldi (in foto) che, supportato da una sessantina di suoi colleghi, ha impugnato il Green Pass davanti a nove istituzioni internazionali fra cui il Consiglio d’Europa, l’Unric, il Presidente del Parlamento Europeo e della Commissione Europea, l’Once, l’Unhrc, Amnesty International, l’Human Right Watch, l’Human Right Foundation, l’Euromed Rights e l’International Federation for Human Rights.

“Il Governo italiano, con un illegittimo e continuo ricorso ad una normazione d’urgenza, ha introdotto – spiega l’associazione in una nota – una serie di provvedimenti che da un lato violano i diritti e le libertà fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana e i diritti inviolabili affermati nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dall’altro non garantiscono appieno la tutela del diritto alla salute, né il controllo attuale del contagio, atteso che la certificazione verde, per come concepita, non è una misura sanitaria ma solo politica”.

Secondo l’avvocato Grimaldi, “l’introduzione del Green Pass, come presupposto per il godimento di diritti inviolabili e come requisito per l’accesso a determinati servizi essenziali, determina discriminazioni ed emarginazione sociale ed istiga all’odio sociale nella popolazione”. La tensione è palpabile e il clima di divisione tra i cittadini rischia di degenerare ulteriormente. Fra l’altro la normativa attuale prevede (fatta eccezione per il personale sanitario) la possibilità di non vaccinarsi, si legge sul sito che ha pubblicato il comunicato.

“È in atto una campagna mediatica discriminatoria e persecutoria nei confronti dei soggetti non vaccinati, visti come untori, finanche quando siano stati impossibilitati alla vaccinazione per gravi motivi di salute”. Nel comunicato, l’UCDL punta il dito sulla stampa e sull’informazione monocorde: “Gli organi di informazione e i mass media diffondono notizie allarmistiche rifiutando il confronto e la critica costruttiva, sostenendo, contro ogni evidenza scientifica attestata anche dai maggiori istituti di studio accreditati nazionali ed internazionali, che i vaccinati siano meno contagiosi dei non vaccinati, alimentando paure e discriminazioni”.

Infine: “I cittadini che, nel rispetto della legge, non si sono vaccinati per i più svariati motivi ed eseguono tamponi a loro spese, vengono apostrofati come irresponsabili, equiparati ad evasori fiscali, o peggio terroristi. E intanto c’è chi non vuole sottoporsi alla terza dose, atteso che i vaccinati si stanno contagiando nella stessa misura dei non vaccinati”.

“La certificazione verde – prosegue Grimaldi – non deve essere equiparata alla vaccinazione. Il rilascio, invero, avviene senza alcun controllo della positività, sia per i vaccinati, che si stanno contagiando, che per coloro che hanno contratto il Covid ma che potrebbero non aver generato anticorpi, con la conseguenza che il Green Pass, che di sanitario non ha nulla, sta diventando solo uno strumento per abbassare ulteriormente la guardia, favorendo la diffusione del virus. Tutti dovrebbero, invece, a mio avviso, ricevere il Pass solo a seguito di un tampone negativo se l’obiettivo è controllare il contagio, altrimenti non ha alcun senso”.

“La denuncia – conclude lo staff legale dell’UCDL – vuole ricordare quali siano i diritti fondamentali del nostro paese, ovvero il rispetto della dignità della persona umana, l’uguaglianza morale e giuridica, la libertà di opinione, di stampa, di riunione, di associazione, il diritto di partecipare alle scelte che toccano tutti e ciascuno, il diritto all’istruzione, alla salute, alla giustizia, il riconoscimento del valore di ogni lavoro e la tutela di tutti i lavoratori, nonché il diritto a liberamente manifestare”. Per leggere l’elenco degli avvocati che hanno promosso i ricorsi clicca quì


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