7 Dicembre 2022

Il Filosofo Agamben: “Col pretesto del terrore sanitario è stato attuato un vero colpo di Stato”

Per il professore "Tutti i principi del diritto, e anche della convivenza politica, sono stati fatti saltare uno dopo l’altro. Abbiamo lo stato di emergenza invece della legge. Abbiamo l’informazione imposta invece del libero dibattito. La tecnica invece della politica. Abbiamo la distanza, il sospetto e la discriminazione invece della solidarietà della convivenza".

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Intervistato da Radio Radicale, il professor Giorgio Agamben, tra i più accreditati e migliori filosofi italiani, è intervenuto commentando le recenti disposizioni del governo e in generale su ciò che sta succedendo in Italia da due anni, da quando cioè è scoppiata la cosiddetta pandemia: “Col pretesto dell’emergenza sanitaria è stato compiuto un colpo di Stato”, dice, realizzato passo dopo passo, attraverso concessioni e autorizzazioni del governo che ha eluso leggi e Costituzione. “Se la libertà deve essere autorizzata, non è libertà”.

Nel video è presente anche il professor Massimo Cacciari, che intervenendo è stato altrettanto severo con le politiche adottate finora dall’esecutivo, un filosofo che dinnanzi a mezze verità e tante menzogne si pone dubbi e domande. Del resto, è l’essenza della filosofia porsi domande e confutare i fatti. Due dei maggiori filosofi italiani che esprimono le loro opinioni in libertà senza timore di essere censurati o interrotti, come avviene nel mainstream. Di seguito estratti dell’intervento del professor Agamben.

“Sugli intellettuali italiani è meglio non parlare, perché è vergognoso. Io credo che bisogna rendersi conto che in Italia è stato attuato, con il pretesto del terrore sanitario, un vero e proprio colpo di Stato gestito dalle stesse autorità del Paese. Tutti i principi del diritto, e anche della convivenza politica, sono stati fatti saltare uno dopo l’altro. Abbiamo lo stato di emergenza invece della legge. Abbiamo l’informazione imposta invece del libero dibattito. La tecnica invece della politica. Abbiamo la distanza, il sospetto e la discriminazione invece della solidarietà della convivenza. Insomma: i principi della convivenza e del diritto sono venuti meno.

Il green pass non significa libertà

Mi pare che stiano cambiando l’idea stessa di libertà e l’idea stessa di diritto. Due esempi semplici: primo, il green pass. Il green pass fa parte di quel modello politico chiamato “libertà autorizzate”. Di cosa si tratta? L’autorizzazione di un diritto è un atto che non concede nuovi diritti, ma autorizza l’esercizio di quelli già esistenti. Come la libertà di uscire di casa, andare al ristorante o prendere il treno. Diritti elementari che adesso hanno bisogno di una autorizzazione per essere esercitati. Ed è qui che si vede la cecità delle persone che pensano che il green pass sia un principio che garantisce la libertà quando la libertà autorizzata non è più una libertà, in quanto può essere revocata da chi ha dato l’autorizzazione.

Cancellata la certezza del diritto

L’altro punto riguarda la natura stessa del diritto. Per definizione il diritto deve essere certo: non esiste legalità senza certezza del diritto. Ora, se invece, come sta avvenendo, il governo interviene ogni 15 giorni su un problema, cambiando continuamente le regole, non c’è più legalità. Questo fenomeno non rientra nella legalità. Un diritto incerto non è un diritto. È un cambiamento enorme perché la gente si sta abituando. Per vivere, rispettando la legge, occorre che i cittadini sappiano quale è la legge e che questa sia stabile. Altrimenti si cade in uno stato di illegalità.

Il colpo di stato

Questi due concetti sono importanti. Siamo entrati in questo colpo di stato, che è già avvenuto. Cambieranno il nostro concetto di libertà e di diritto. In fondo questo modello che fa emergere una situazione illegale insieme a quella legale, l’assenza di norme accanto alle norme, è quello che gli studiosi definivano lo stato nazista. Cioè uno stato duale: da una parte sembra che lo stato sia ancora operativo, mentre dall’altro emergono nuovi poteri esterni che poi sono quelli che in realtà decidono.

La cecità delle persone [sulla falsa libertà delle persone] procede insieme all’informazione imposta. Il governo tra i vari decreti legge ne ha emanato anche uno che finanzia i giornali che pubblicano le informazioni del governo sul coronavirus. Tutti i giornali hanno preso questi fondi. Credo che un giorno gli storici guarderanno a questo momento come un momento della storia in cui i giornalisti hanno dato prova della più vergognosa e infame complicità con l’amministrazione pubblica.

Giorgio Agamben, all’IV Congresso dell’Associazione Radicale Diritti alla Follia del 13 novembre e ripreso dal sito di Porro. Il professor Cacciari è possibile ascoltarlo in Video dall’ottavo minuto in poi.


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